mercoledì, 12 dicembre 2018
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Opinioni e commenti
 

Quirinale, iniziano i gruppi: al M5s l’ultima parola
Pubblicato il 10-04-2018


consultazioniQuesta volta si partirà dai gruppi parlamentari. Gli ultimi a lasciare il Quirinale saranno i vertici del Movimento Cinque Stelle. A precederli le delegazioni del centrodestra unito (più nella forma che nella sostanza). Così ha deciso il Presidente della Repubblica, che ha fissato per giovedì e venerdì prossimi il prosieguo delle consultazioni. Dal calendario stilato sembra che Mattarella preferisca dare ai grillini la facoltà di fare la prima mossa. Ciò nonostante il rischio che i nuovi colloqui producano un altro flop è altissimo.

Solo dopo aver incontrato gli esponenti parlamentari, il Capo dello Stato incontrerà i presidenti delle due camere Fico e Casellati ed il presidente emerito Napolitano per comunicare loro un’eventuale decisione. In caso di stallo, si è parlato anche della possibilità di una figura di garanzia che possa accontentare tutti gli schieramenti. Tra le ipotesi circolate con più forza quella relativa all’ex ministro e presidente della Consulta Giovanni Maria Flick che, interpellato dai media, non si è tirato indietro: “Sarei un buon premier come altri”. Difficile, comunque, che a breve sarà sciolto il nodo. Considerate soprattutto le divisioni nel centrodestra e l’indisponibilità ad accordi del Pd.

Di Maio, tuttavia, continua la ricerca di un’intesa con i dem. “Ci diano loro una risposta – ha detto in mattinata il capo politico M5S – dobbiamo metterci al lavoro il prima possibile sapendo però che io non voglio fare il presidente del Consiglio per non fare nulla: si va al governo con una compagine che possa cambiare le cose”. L’obiettivo del leader grillino sembra in realtà quello di spaccare in due il Pd, facendo leva sulle colombe presenti al Nazareno. In molti pensano che, dopo il secondo (probabilmente fallimentare) giro di consultazioni, le correnti di Franceschini e Orlando tenteranno un approccio con Di Maio. Completamente diversa è invece la posizione dei renziani, che resteranno sino all’ultimo sulle barricate.

Il centrodestra, invece, continua a mostrare tutte le sue crepe. Salvini non ha intenzione di andare in aula senza voti, chiedendo la fiducia al Parlamento senza prima aver raggiunto un accordo. In completo disaccordo Giorgia Meloni. La presidente di Fratelli d’Italia ha annunciato di voler chiedere a Mattarella il mandato al buio “per provare a formare il Governo con chi ci sta”. In mezzo ai due Berlusconi. Se da un lato il Cavaliere vuole tornare protagonista, in attesa anche di una eventuale riabilitazione, dall’altro rischia di ritrovarsi isolato e con la Lega alleata dei grillini. Per capire il futuro di Forza Italia i prossimi giorni saranno fondamentali. Di nuovo al potere o emarginati. L’unica certezza di Berlusconi in questo momento è il “no” secco al ritorno al voto. In quel caso il rischio di una disfatta sarebbe troppo grosso.

F.G.

GLI ORARI DELLE CONSULTAZIONI

Giovedì
Ore 10:00 – gruppo Per le Autonomie del Senato
Ore 10:30 – gruppo Misto del Senato (per il Psi ci sarà il segretario nazionale Riccardo Nencini)
Ore 11:00 – gruppo Misto della Camera
Ore 11.30 – Liberi e uguali
Ore 16:30 – Partito Democratico
Ore 17:30 – Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia
Ore 18.30 – Movimento 5 stelle

Venerdì
Ore 10:30 – Presidente emerito, Giorgio Napolitano
Ore 11:15 – Presidente della Camera, Roberto Fico
Ore 12:00 – Presidente del Senato, Elisabetta Alberti Casellati.

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