venerdì, 21 settembre 2018
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Opinioni e commenti
 

Pastorelli: “Ora ripartire. Prossimi mesi decisivi”
Pubblicato il 03-04-2018


pastorelli bassa

Non molla, Oreste Pastorelli. Il colpo al centrosinistra è stato ben assestato. E ripartire non sarà cosa semplice. “Ma lo dobbiamo ai nostri iscritti e ai tanti cittadini che ci hanno votato”, spiega il tesoriere nazionale Psi. Alla guida dell’amministrazione socialista da dieci anni, deputato nella scorsa legislatura, Pastorelli crede nel rilancio del movimento: “Nonostante tutto siamo riusciti ad eleggere due parlamentari e da lì dobbiamo iniziare un nuovo cammino”. Riguardo al futuro, Pastorelli afferma di non avere “rimpianti. Ho condotto una campagna elettorale in mezzo alla strada volta al dialogo con famiglie e cittadini, che mi ha portato a ricevere 60 mila voti. Purtroppo non sono bastati”. Per il prosieguo della vita del Psi, i prossimi mesi saranno decisivi. “Mai come quest’anno dobbiamo portare a casa un risultato soddisfacente dalla destinazione del 2xMille dell’Irpef”, spiega. All’orizzonte, invece, vede un nuovo soggetto di centrosinistra: “È l’unica possibilità. Dati alla mano, il Partito Democratico da solo non è in grado di intercettare il consenso una fetta di Italia che non si sente più rappresentata”. Un mese dopo le elezioni politiche, il dirigente Psi tira le somme e fa un bilancio della situazione attuale.

Oreste Pastorelli, un mese dopo le elezioni del 4 marzo, che hanno decretato una netta sconfitta per il centrosinistra, che futuro vedi per il Psi?
“La batosta ricevuta dal tutto il centrosinistra, incluso il Psi, è stata forte, sarebbe inutile nasconderlo. La gente ha scelto altro rispetto a noi, dobbiamo prenderne atto, cominciando una fase di riflessione che ci porti a riorganizzarci sin da subito. A breve ci saranno le elezioni amministrative in alcuni territori e non possiamo farci trovare impreparati. Non sarà facile ripartire, lo sappiamo. Soprattutto per noi che siamo un partito piccolo. Ma lo dobbiamo ai nostri iscritti e ai tanti cittadini che ci hanno votato. Nonostante tutto siamo riusciti ad eleggere due parlamentari e da lì dobbiamo iniziare un nuovo cammino”.

Riguardo alla vita quotidiana del partito, i prossimi mesi saranno decisivi.
“E’ così. Mai come quest’anno dobbiamo portare a casa un risultato soddisfacente dalla destinazione del 2xMille dell’Irpef. Il 2017 è andato meglio dell’anno precedente, ma nel 2018 dobbiamo migliorare ancora il risultato. Dall’abolizione del finanziamento pubblico, la donazione gratuita del 2xMille è rimasta l’unica possibilità di finanziamento, escluso il tesseramento. Nei momenti difficili i nostri iscritti, i nostri simpatizzanti, hanno sempre dimostrato grande attaccamento al partito. Sono sicuro, quindi, che anche questa volta i compagni non lasceranno la barca in acque tempestose”.

Qual è, invece, il futuro di Oreste Pastorelli?
“Sono tesoriere nazionale del partito e membro della segreteria nazionale. Porterò avanti questi incarichi con orgoglio e passione, come ho sempre fatto dalla mia elezione nel 2008. Per me – come per molti esponenti di tutto il centrosinistra – non è andata bene alle ultime elezioni. Avevo un collegio del Senato incerto di Roma, dove la gente vive enormi difficoltà quotidiane. Ho condotto una campagna elettorale in mezzo alla strada volta alla trasparenza, all’ascolto, al dialogo – anche duro – con famiglie e cittadini, che mi ha portato a ricevere 60 mila voti. Purtroppo non sono bastati. Non ho rimpianti. I cittadini hanno scelto altro, questa è la democrazia. Detto ciò, non ho nessuna intenzione di mollare. Ho vissuto momenti ben più difficili di quello attuale e non ho mai abbandonato il mio partito. Non lo farò certamente adesso”.

Come vedi delinearsi la situazione politica? C’è davvero la possibilità di tornare presto al voto?
“Si sta purtroppo delineando quello che diciamo da mesi: un governo grillino-leghista. Il rischio per l’Italia è enorme. Il pericolo è sprofondare in una spirale populista che può davvero creare danni dai quali sarà impossibile riprendersi. Penso all’occupazione che sta pian piano ripartendo, agli equilibri europei e internazionali sempre più in bilico, alla speculazione finanziaria che potrebbe non darci scampo. La situazione è davvero complicata”.

Anche tu, come il segretario nazionale, vedi un nuovo soggetto di centrosinistra alle porte?
“È l’unica possibilità. La parte riformista, laica e civica del Paese ha bisogno di essere rappresentata da una forza che metta insieme tutte queste caratteristiche. Dati alla mano, il Partito Democratico da solo non è in grado di intercettare il consenso una fetta di Italia che non si sente più rappresentata. I prossimi mesi saranno essenziali per capire la fattibilità di questo nuovo soggetto, che avrà come obiettivo quello di unire tutte quelle forze progressiste che non si riconoscono nel Pd. Ormai il centrosinistra è l’ultimo argine alla demagogia. Se si sbriciola in mille pezzi, avranno vinto i populisti”.

F.G.

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Commenti all'articolo
  1. L’auspicato nuovo soggetto della sinistra italiana ha contorni assai vaghi e somiglia troppo, ancora una volta, a proposte vagheggiate dall’onorevole Renzi. Comunque, un partito che s’è mal ridotto non può pensare di risolvere la sua crisi esistenziale con un bendaggio , perché le ferite sono ulcerate. E’ necessario che il segretario del partito non faccia il vago e si assuma le responsabilità della sconfitta dimettendosi e che il gruppo dirigente si comporti da tale , dimettendosi anch’esso e aprendo una fase di dibattito aperto, leale . Il congresso, esperito con modalità includenti delle diverse esperienze e filoni della tradizione storica e delle nuove ed importanti sensibilità della sinistra democratica europea, può permettere al nostro partito di riprenderci dalla drammatico risultato elettorale conseguito ( mai, da quando prima nella monarchia e poi nella Repubblica si è votato, i socialisti sono scesi così malamente nei suffragi) e di riempire di contenuti una proposta che non può essere respinta a priori. A proposito di finanze. Il 2 per mille non l’ho mai negato nel passato al Partito; tuttavia poiché viene tenuto fermo, senza alcuna autocritica e quindi con arroganza, il principio che il conducente non deve mai e comunque essere disturbato, neppure quando sbaglia strada e finisce nei campi, io mi asterrò dal sottoscrivere il sostegno richiesto fuori dai costi di iscrizione.

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