venerdì, 16 novembre 2018
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Opinioni e commenti
 

Poveri e tartassati. Otto milioni di incapienti
Pubblicato il 17-04-2018


tartassati-stangata-640x342Da una elaborazione effettuata dalla Fondazione Nazionale dei Commercialisti sui dati raccolti dal Dipartimento delle Finanze sulle dichiarazioni dei redditi presentate nel 2016 e nel 2017, emerge un quadro sorprendente. Sarebbero oltre 7,73 milioni i contribuenti italiani “incapienti”, per i quali l’Irpef dovuta si azzera per effetto delle detrazioni. Di questi sono più di 3,12 milioni quelli che non riescono a sfruttare in tutto o in parte le detrazioni per carichi di famiglia.
Nel dettaglio, sono oltre 750.000 i contribuenti che, per “incapienza” dell’imposta, non sfruttano nemmeno un euro di detrazione Irpef non soltanto per le numerose detrazioni esistenti per oneri e spese, ma anche per quelle previste a favore di chi ha familiari a carico. Tra questi 750.000, anche 72.000 contribuenti con coniuge e due figli a carico e 101.000 contribuenti tra i quali si annoverano anche quelli con tre o più figli a carico.
Sono invece oltre 2,36 milioni i contribuenti che, per “incapienza dell’imposta”, non sfruttano nemmeno un euro di detrazione Irpef per le numerose detrazioni esistenti per spese e oneri e riescono a sfruttare soltanto in parte quelle previste a favore di chi ha familiari a carico. Tra questi 2,36 milioni, anche 384.000 contribuenti con coniuge e due figli a carico e 466.000 contribuenti tra i quali si annoverano anche quelli con tre o più figli a carico.
I restanti 4,61 milioni di “incapienti” riescono invece a sfruttare per intero le detrazioni per carichi di famiglia, oltre naturalmente a quelle collegate alla tipologia del loro reddito da lavoro dipendente, pensione o lavoro autonomo, limitando la loro “incapienza” ad una parte delle detrazioni spettanti per oneri e spese.
Il presidente del Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili, Massimo Miani, ha osservato: “Anche quest’anno la campagna della dichiarazione dei redditi, avviata con la messa a disposizione dei dati per la “precompilata”, vede nuove detrazioni per oneri e spese che si affiancano alle numerose già esistenti, ma quello degli incapienti rimane un nodo non affrontato. Il vero tema è quello dei carichi familiari: è logico che le detrazioni per redditi di lavoro abbiano al massimo il compito di azzerare l’imposta dovuta, così come è ragionevole che le detrazioni per oneri e spese facciano altrettanto. Dove invitiamo a una riflessione, sono i carichi di famiglia: per questo tipo di situazione l’incapienza non appare né logica né ragionevole e forse sarebbe opportuno concentrare e rafforzare l’aiuto al fattore famiglia sul versante dei trasferimenti, come per il meccanismo degli assegni al nucleo familiare, piuttosto che su quello delle detrazioni d’imposta”.
In sintesi, le persone con i redditi più bassi non riescono a sfruttare per intero le detrazioni di cui avrebbero diritto perché il loro valore è superiore all’imposta versata. Di conseguenza, i rimborsi ottenuti sono solo parziali rispetto alle agevolazioni fiscali spettanti di diritto.

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