lunedì, 15 ottobre 2018
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Opinioni e commenti
 

NUOVO PROGETTO
Pubblicato il 16-04-2018


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Si è svolta a Napoli la conferenza del Psi per il Centro-Sud dal titolo “Il futuro Possibile – per una nuova militanza 2.0”: un incontro aperto a tutta la comunità socialista del Sud. Militanti, amministratori e dirigenti socialisti si sono incontrati nella grande conferenza territoriale per avviare una profonda discussione su una nuova militanza 2.0 e sul futuro della sinistra riformista dopo la sconfitta  elettorale che ha ridisegnato lo scenario politico. Dopo la conferenza del centro-nord che si è tenuta la scorsa settimana a Bologna, la conferenza centro-sud ha riunito il partito sabato 14 aprile a Napoli, presso Palazzo Caracciolo Napoli, in  via Carbonara, 112 alla presenza del Segretario del partito,  Riccardo Nencini, vice ministro uscente delle infrastrutture e dei Trasporti. La conferenza, è stata coordinata da Silvano Del Duca, segretario provinciale del Psi di Salerno ed introdotta da Marco Riccio, segretario regionale del Psi campano e Francesco Mallardo, segretario di Napoli. E’ intervenuto  Enzo Maraio, consigliere regionale e responsabile organizzazione del Psi. Presenti anche  i segretari socialisti di tutte le province campane. Oltre duecento i partecipanti ai lavori.

Un momento di partecipazione per elaborare strategie ed adottare rimedi alla deriva che rischia di travolgere il riformismo italiano: una mappa per affrontare il difficile momento politico che dovrà tradursi in nuovi canoni da applicare proprio all’interno della comunità socialista attraverso una trasformazione profonda del campo e delle metodologie d’azione.

“Dobbiamo pensare a una forma organizzativa più snella e più legata ai propri rappresentanti territoriali e contestualmente dobbiamo rafforzare la tendenza a rinnovarci”, ha scritto il segretario Riccardo Nencini in una lunga lettera aperta inviata a tutti i simpatizzanti e militanti del partito, per invitarli a partecipare alla conferenza di Napoli.

L’insuccesso elettorale della lista “Insieme” non ha ancora placato gli animi dei militanti socialisti che vorrebbero un vero cambiamento del partito in cui potersi riconoscere. I lavori sono iniziati dopo l’inaugurazione della nuova Federazione provinciale di Napoli a piazza Garibaldi. Ai militanti è stato presentato il dilemma se il Psi dovrà continuare ad esistere autonomamente o se confluire nel PD.

Dopo che a Bologna, lo scorso 7 aprile, si è riunita la comunità del PSI del Centro-Nord, è stata la volta di Napoli. Due appuntamenti per discutere, dopo il risultato delle elezioni politiche, del futuro della sinistra riformista e del Psi, ora impegnato in una riorganizzazione del partito.  Il centrosinistra il 4 marzo non è stato sconfitto, ha subito un’autentica e rara disfatta”, ha detto il segretario del PSI, Riccardo Nencini, analizzando il risultato elettorale. “Vogliamo ripartire da Napoli per creare le condizioni perché la sinistra riformista abbia un progetto nuovo; oggi i socialisti presentano il loro che è fatto di un’organizzazione più snella, di un’offerta di sovranità ad un progetto che la sinistra italiana deve darsi preparandosi alle elezioni europee del 2019”.

Rispondendo alla domanda di chi gli chiedeva quale fosse il  futuro del PD, Nencini sottolinea: “Ci troviamo in una fase tripolare stabile. Il PD nasce all’interno di uno schema bipolare. Per questo non vedo soluzioni se si sceglie di tenere in considerazione il vecchio schema bipolare”. Ribadito il no ad un possibile governo con i Grillini: “Dove c’è antiparlamentarismo bisogna stare lontani. Non vorremmo fare la fine di chi ha “la sindrome di Stoccolma”,  che ci si innamora del proprio aguzzino.  Piuttosto – ha proseguito Nencini – dobbiamo ripensare a ricostituire il centrosinistra – a cominciare dalle prossime  elezioni amministrative –  perché senza gli amministratori è difficile tenere in piedi una comunità politica. Ma la posizione istituzionale si deve trasformare nell’azione politica e dobbiamo presentarci ai cittadini per quello che facciamo e non solo per quello che siamo stati”.

Per Nencini la sinistra in tutta Europa deve “ripensare al canone con cui ci si approccia ai problemi  cittadini”. Due i temi da rilanciare: la “sicurezza, che non è un tema di destra o di sinistra, e che va affrontato con profonda decisione anche con la figura del poliziotto di quartiere. E soprattutto affermare che chi viene in Italia deve vivere secondo i canoni occidentali, guardando alla Costituzione, ai suoi diritti ma anche ai suoi doveri”. Il secondo tema da mettere al centro di un nuovo progetto di sinistra riformista è per Nencini quello della diminuzione delle diseguaglianze: “Dobbiamo rendere la forbice delle diseguaglianze molto più stretta, il tema del lavoro deve essere centrale non solo per i socialisti ma per la sinistra italiana”, ha sottolineato Nencini.

Rispetto alla crisi siriana, Nencini ha detto che si tratta di “un dramma terribile” di fronte al quale “i socialisti hanno indicato due strade”: “L’ho fatto personalmente con il presidente della Repubblica, da una parte dobbiamo mettere in campo tutte le iniziative diplomatiche internazionali di cui l’Italia sarà capace, dall’altra dobbiamo muoverci nel campo delle alleanze euro-occidentali ed atlantiche non fuori da essere”. Si tratta di “un modo anche per capire qual è la politica estera della Lega eccessivamente filo-Putin”.

Riguardo invece alla possibilità di un governo grigio-verde, Nencini ha detto di credere che “fra grillini e Lega di Salvini possa profilarsi un accordo, che c’è già stato a livello parlamentare e non escludo che vi possa essere a livello di governo”.

Gian Franco Schietroma ha avanzato l’ipotesi di un congresso entro l’anno, facendo notare che il Psi sul territorio è ancora presente con circa mille amministratori. Ha ricordato che sono prossime le elezioni per il rinnovo di 800 consigli comunali. Il segretario organizzativo, ha manifestato l’esigenza di ripartire dal territorio, ma ha anche detto che “la gloriosa storia del Psi non può finire”.

Non sono mancate le critiche agli errori politici fatti in passato. Particolare importanza all’insuccesso elettorale è stato attribuito al referendum sulle modifiche alla Costituzione. La recente politica del centro sinistra ed il coinvolgimento negli scandali bancari, da Banca Etruria al Monte dei Paschi di Siena, hanno spinto gli elettori verso i fronti populisti che cumulativamente hanno raggiunto il 55% dei consensi elettorali. Più interventi hanno manifestato l’esigenza di riorganizzare il partito utilizzando più intensamente gli strumenti informatici disponibili.

Nella maggior parte degli interventi si è manifestata l’esigenza di un Psi più autonomo, capace di avanzare proposte politiche autonome, che sappia instaurare un dialogo più diretto con gli elettori, con i giovani, con gli operai ed i disoccupati a cui bisogna offrire le prospettive per un futuro migliore. Ma è anche necessario un partito che sappia costruirsi una maggiore visibilità mediatica superando le attuali barriere che non danno sufficienti spazi di comunicazione.

Carlo Vizzini ha sottolineato che “al contenitore vanno aggiunti i contenuti”. Il presidente del Psi ha fatto notare che “il simbolo elettorale cambiato prima delle elezioni è stato negativo”. Tuttavia, per Vizzini è necessario fare una grande forza riformista per la quale è necessario un grande impegno sul territorio. Prendendo in esame i prossimi impegni elettorali, tra cui le elezioni per il Parlamento europeo previste per il prossimo anno, per Vizzini “non si può perdere tempo”.

Alcuni interventi hanno fatto notare che gli italiani non decidono più all’ultimo momento chi votare come avveniva un tempo. Adesso le opinioni e le scelte si formano giorno dopo giorno e gli elettori sanno già chi votare prima che inizia un campagna elettorale.

Per il direttore di Mondoperaio, Luigi Covatta, “si è chiuso un ciclo lungo dieci anni ed i problemi che deve affrontare il Pd sono gli stessi che dobbiamo affrontare noi”. Per Covatta bisogna avere “l’ambizione di volare alto” per una “rigenerazione del centro sinistra”. Nel suo intervento Covatta ha citato una frase di Galli della Loggia: “quando il Psi arrivò al minimo storico seppe riprendersi perché seppe volare alto”. Covatta ha fatto anche notare che oggi è cambiata la divisione internazionale del lavoro ed è cambiato anche il capitalismo. Mondoperaio oggi è un autorevole punto di riferimento della sinistra per costruire un nuovo riformismo politico. Trovare le riforme da fare ed i contenuti da proporre in modo serio e credibile come hanno fatto i nostri padri è la via da seguire, secondo Covatta che ritiene utile attendere il congresso del Pd per avere una visione più ampia.

Il segretario Riccardo Nencini, ha concluso i lavori con il suo intervento. Per Nencini “di certo non si andrà al governo con i grillini”. Il segretario nazionale ha fatto notare che la crisi del socialismo non è solo una questione italiana, ma investe altri paesi dell’europa come la Francia, il Portogallo e la Spagna. Bisognerà decidere su come presentarsi alle prossime elezioni. Per Nencini è necessario aprire un dialogo con tutte le realtà socialiste che in questo momento non si riconoscono nel Psi e successivamente andare al congresso.

In sintesi, dai molteplici interventi, è emerso che il Psi può avere un futuro nel Paese, ma è necessario che si definisca al più presto una linea politica autonoma condivisa da tutti i compagni ed una riorganizzazione del partito più efficiente ed efficace.

Salvatore Rondello

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Commenti all'articolo
  1. Caro compagno segretario Nencini, molto bene dare la priorità ai temi della sicurezza e del lavoro, molto bene incrementare l’attività sui territori, ma confluire nel PD ti prego no! La cosiddetta base non lo accetterebbe.
    Un tuo affezionato elettore,
    Andrea Malavolti, addetto stampa del PSI di Reggio Emilia.

  2. Il fatto che dai molteplici interventi sia emerso che vada definita “al più presto una linea politica autonoma…”, come leggiamo nella conclusione di questo resoconto, starebbe a significare che viene di fatto scartata, o congelata, l’eventuale confluenza nel PD, ossia una delle due ipotesi o due dilemmi cui si fa cenno in queste righe, e del resto si fa fatica a scorgere affinità e similitudini, a meno di ragioni ideologiche, con un partito che pare non saper reagire ad una sconfitta elettorale, nonostante il suo 18%, tanto da far venire spontaneo il confronto con quanto fece il PSI nel 1976, allorché affrontò una situazione altrettanto sfavorevole rimodulando la propria linea politica, così da ripartire.

    Di immobilismo si parla peraltro anche in altro articolo di ieri, dal titolo “Calenda incalza il Pd per il Governo, il No di Orfini”, e se può valere una metafora – pur con tutti i distinguo tra luna e altra situazione, anche politica e storica – quando le condizioni del mare sono avverse entra in campo l’abilità del timoniere, posto che da quanto ne so, pur da inesperto di nautica, la nave non può star ferma, o “in stallo” per mutuare un altro termine di detto articolo, e diviene pertanto importante il ruolo del conduttore, talché occorre affidarsi a chi è in grado di individuare la rotta e tenere il timone con quanta più perizia e avvedutezza possibile, e se manca una tale figura è forse sconsigliabile salire su quella nave.

    Leggo poi con piacere che bisogna ““ripensare al canone con cui ci si approccia ai problemi cittadini”, pur se continuo nondimeno a chiedermi come non sia stata avvertita per tempo l’accorata richiesta che veniva da tutto il Belpaese, in tema di sicurezza, per dire di una delle diverse “criticità”, quando bastava fermarsi ad ascoltare chi incontriamo quotidianamente per strada, o facendo la spesa, ovvero leggere quanto riportato dagli organi d’informazione, ma mi auguro che ora ci si sia definitivamente accorti che l’autoreferenzialità “non paga”, e che occorre tener conto degli “umori” del Paese e avanzare proposte concrete per la soluzione dei problemi, anziché inseguire “fantasmi” da imputare agli avversari (vedi populismo, razzismo, xenofobia, ecc…).

    Quanto agli amministratori locali, la cui importanza è indiscutibile se, giustamente, si vuole “ripartire dal territorio”, anche in previsione del prossimo rinnovo dei Consigli comunali, lascerei loro una buona dose d’autonomia di azione, anche sul piano delle alleanze, giusto per non ripetere gli errori delle recenti elezioni politiche, e vedere di lì se può uscire qualcosa di nuovo, giusto per ripartire con un “nuovo progetto”, e trovo altresì condivisibile l’aver detto “la gloriosa storia del Psi non può finire”, ma se è così io credo allora che, nel presentarsi ai cittadini, mentre da un lato bisogna sicuramente far loro presente quanto si sta facendo, occorre parimenti insistere su “quello che siamo stati”, perché mi sembra che proprio questo faccia la differenza con altre forze, rispettabilissime, ma con tutt’altro passato (verosimilmente anche riguardo alle “capacità di governo”).

    Paolo B. 17.04.2018

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