sabato, 22 settembre 2018
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Opinioni e commenti
 

Scrive Luigi Mainolfi:
Avellino merita altro
Pubblicato il 12-04-2018


Da un po’ di tempo, appena tento di seguire un dibattito televisivo, scatta l’esigenza di evidenziare la differenza, e le sue cause, tra i politici di una volta e quelli, che, oggi, vogliono essere giudicati salvatori della Patria. L’esigenza è aumentata da quando, ad alcuni dibattiti, ho visto la presenza di Pomicino, Mastella, Scalfari e qualche altro della Prima Repubblica, che, nonostante una loro non lusinghiera nomea, sono apparsi giganti rispetto ai nani attuali. Sono partito dalla convinzione che una persona, che pretende di essere qualificata come politico, deve conoscere diverse discipline e anche il territorio, nei suoi tre aspetti ( animale, vegetale e minerale), per poter costruire proposte per lo sviluppo sociale ed economico. Deve cercare di capire, anche, cosa propongono le forze politiche avversarie e concorrenti. A questa convinzione, ho adeguato il mio agire politico. Infatti, non mi sono limitato a fare “l’uomo di partito” , il testimone di ideologie o il “Cipputi”, ma il mio impegno mi spingeva verso tutti i settori e verso il come cercare di concretizzare idee e programmi.

Mi sono interessato anche dell’informazione, ritenendola uno strumento indispensabile per apprendere ed approfondire. Oltre a collaborare alla nascita di alcuni periodici, tipo “ Il Paese” di Andrea Preziosi, ho sempre cercato di conoscere le idee e le proposte altrui, grazie ai quotidiani provinciali. A tal fine, cercavo di leggere gli articoli degli altri operatori politici e non solo, anche per essere preparato nei frequenti incontri o confronti e per orientare l’azione degli Enti, nei quali eravamo politicamente impegnati. Purtroppo, spesso mi è toccato constatare che presunti politici, incominciavano a cercare di capire i problemi solo dopo essere stati eletti o nominati, facendo esperienza sulla pelle degli amministrati. Quello che sono costretto ad osservare, da molti anni, mi ha fatto convincere della “superficialità facoltativa e presuntuosa” della quasi totalità degli attuali aspiranti a cariche politiche.

Per capirne la causa, mi sono deciso ad osservare il comportamento degli uscenti e di quelli, che vogliono entrare, per organizzare un loro curriculum. Cosa che bisognerebbe conoscere per decidere chi scegliere. Sono partito dal ricordare ciò, che scoprii tanto tempo fa. De Mita, Bianco, Gargani, Mancino e D’Ambrosio mi fecero capire che leggevano i miei articoli. Cosa che mi sorprese e che considerai un onore. Ricordo, con piacere quello che mi disse De Mita: – Quando scrivi sembri Pirandello, quando agisci, sei birichino. Risposi:- Presidé, con un concorrente come Voi, come faccio a non essere birichino? Dissi a me stesso:- Questi leggono tutto. E, li presi come esempio, da seguire. Questo preambolo, non per vanità, ma perché ho l’impressione che gli attuali “ aspiranti” o titolari di cariche, regionali, provinciali e locali, dimostrano di non ritenere utile leggere i giornali. Basta ascoltare le dichiarazioni televisive. Perché questa convinzione? Ogni mattina, sfoglio i giornali locali alla ricerca di articoli utili alla comprensione del clima politico provinciale. Al di la di interessanti articoli di persone autorevoli, ma non coinvolte nella gara politica, non c’è quasi niente. Sarei grato a chi mi indicasse scritti di qualcuno degli aspiranti sindaci di Avellino.

Non mi capita mai di leggere commenti ad articoli, che io trovo interessanti e dai quali traggo spunto per le mie considerazioni. Spesso, mi viene da fare una battuta:- Prima, la politica serviva a far cresce la cultura del popolo, oggi , i padroni della società consigliano di diventare simpatici, anche se inconcludenti. La conseguenza di tale mentalità è l’analfabetismo strumentale, che significa non saper leggere la società e non capire i suoi problemi. Quindi, non ci possono essere proposte per risolvere problemi che non si conoscono. In sintesi, potremmo dire che si preferisce più improvvisare, che programmare, per la qualcosa, come diceva Einaudi, “bisogna conoscere”. Il 10 giugno 2018, si deve votare per il rinnovo del Consiglio Comunale di Avellino. In giro, si sentono nomi di aspiranti Sindaci , in rappresentanza di Partiti e di liste civiche.

Delle problematiche della Città, nemmeno una sillaba. Intanto,la situazione è drammatica: riduzione dei residenti, migliaia di appartamenti sfitti e riduzione del loro valore, giovani laureati disoccupati, aumento degli anziani soli, l’attività commerciale viene indebolita dalla concorrenza di Amazon, una Sanità non entusiasmante, un Teatro, da luogo di arte e cultura a Cimitero, un traffico caotico e inquinante, Enti di Servizio non controllati ,il territorio della periferie trascurato e inutilizzato, piante organiche dei vari Enti borboniche, corrotte e costose, un rapporto oscuro tra il Comune e le Cooperative dei servizi,ecc. Domanda:- Chi ha dimostrato di avere un progetto per fare rinascere e amplificare il fascino di Avellino? Quasi tutti pensano che sia sufficiente criticare gli altri, senza pensare che l’interlocutore possa chiedergli :-E, TU? Povera Avellino!

Luigi Mainolfi

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