mercoledì, 12 dicembre 2018
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Opinioni e commenti
 

Scrive Luigi Mainolfi:
Non c’è pezzenteria senza difetti
Pubblicato il 23-04-2018


Finalmente, ho letto che il Mezzogiorno non deve essere considerato come una parte d’Italia, bisognosa di essere assistita. Questa conquista concettuale, emargina quasi tutti gli scritti di quelli, che, confondendo l’economia con la storia economica, hanno fatto considerare le “fotografie geo-socio-politiche”, come contributi per costruire proposte di sviluppo. Questo modo di ragionare, ha spinto, solo e sempre, a chiedere allo Stato, investimenti diretti (cosa positiva) e la concessione di contributi, a fondo perduto, alle imprese del Nord, per invogliarle a trasferire nel Mezzogiorno le loro attività. La ricerca del CHE FARE per lo sviluppo, non si è mai materializzata. Manlio Rossi-Doria, uno dei pochissimi economisti, che non si limitava a descrivere ciò che esisteva, ma proponeva cosa fare per uscire dall’isolamento e dal sottosviluppo, non è diventato punto di riferimento dei “Politici” indigeni. Non viene nemmeno ricordato e le sue proposte sono rimaste nei suoi scritti. Secondo me, la causa della mentalità piagnona, prima di essere politica, è culturale. I “ Politici ”, hanno solo mediato e controllato le assunzioni, sotto lo sguardo interessato dei sindacati. A lungo andare, esaurito l’effetto dei contributi, le imprese tornavano al Nord, lasciando relitti industriali, il territorio stracciato e i lavoratori delusi e disoccupati. Nel migliore dei casi, per loro e per i sindacati, c’era la Cassa integrazione, che, molte volte, diventava clientelare . Le classi politiche sono diventate sempre più impreparate e diseducative, limitandosi ad assecondare la volontà del potere economico. Basta osservare il mondo dello Sport, quello del Gioco e quello dei servizi per capire come la politica consente ai potenti di aggredire le tasche e le menti dei telespettatori. Il risultato di tanta insipienza e illusoria cultura politica sta sotto gli occhi di tutti. Il Rapporto annuale del Centro di ricerca Industry&Banking ha evidenziato, tra l’altro, alcuni dati significativi: il traffico dei TIR, sulle strade del SUD, in dieci anni è diminuito del 12,9%; La Campania, nel 2017, ha pagato 280 milioni di euro alle Regioni del Nord, per le prestazioni sanitarie ai campani ; i fondi europei investiti nel 2017 sono diminuiti di 3 miliardi; è prevista un’emigrazione di ben 1.400.000 campani, nei prossimi 15 anni; ecc. Purtroppo, mi capita di leggere, concetti fuorvianti. Ad esempio, il Direttore generale del Banco di Napoli considera, come positivo, il numero consistente di Partite IVA dei giovani meridionali, rispetto al totale nazionale, trascurando il fatto che l’altissima disoccupazione costringe i nostri giovani a tentare di intraprendere un’attività, dal futuro incerto. Veniamo all’Irpinia. Di tutte le imprese arrivavate, grazie alla cascata di contributi del dopo terremoto, non è rimasto quasi niente. Intanto, la popolazione diminuisce con una tendenza preoccupante; il numero dei Comuni a rischio di estinzione demografica aumenta sempre di più ; la perdita del valore immobiliare sta diventando preoccupante ( Es.: a Rotondi,3.600 abitanti, ci sono 200 appartamenti vuoti e in un Paese dell’Alta Irpinia, un appartamento di 130 Mq è stato venduto a 13.000 euro); il numero degli alunni diminuisce, ogni anno, provocando la perdita di posti di lavoro per insegnanti; l’aumento delle spese per i servizi e per la cura della persona creano difficoltà alle famiglie. E, il deserto sociale avanza. Dalle cose che si sentono e si vedono in questo periodo pre-elettorale amministrativo, possiamo solo temere un aggravamento delle condizioni della Città. Avvertiamo movimenti sotterranei per fabbricare liste e per costruire candidati Sindaci, ma dei problemi veri nessuno ne parla, come se non esistessero. Cerco qualche aspirante sindaco, che abbia capito la pericolosità del processo sociale ed economico in atto. Intanto, vado ad elencare qualche aspetto di tale processo. 1) Avellino è una Città per la quale il commercio ha avuto sempre una notevole importanza. Secondo economisti di fama mondiale nei prossimi anni andranno scomparendo i negozi tradizionali, per la concorrenza di Amazon. Già oggi, su dieci dollari, sei vengono spesi via E- commerce. Bisogna, perciò, pensare ad attività economiche alternative. 2) La fuga dei nostri giovani provocherà l’invecchiamento della società, con tutti i problemi che ciò comporta: solitudine, necessità di assistenza e di cure. 3) In futuro, diventeranno pensionati quelli,che non hanno avuto la possibilità di versare adeguati contributi, per cui le loro pensioni saranno basse. 4) L’economia spaziale ci fa capire che si deve temere l’attrazione che altre Città esercitano sugli avellinesi. Non sto andando fuori dalla realtà. Calamandrei sosteneva che la politica deve essere presbite, non miope. Se ho elencati dei problemi, penso di sapere anche come si può tentare di dominarli. Spero che quelli, che stanno preparando le liste, nei 21 Comuni irpini interessati, si preoccupino del “CHE FARE” per i propri territori. Intanto, agli aspiranti sindaci chiediamo: -Secondo voi, quali sono i veri problemi e come si possono risolvono? Potrebbe essere importante esibire il proprio curriculum.

Luigi Mainolfi

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