sabato, 15 dicembre 2018
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Opinioni e commenti
 

Un milione le famiglie senza lavoro. In aumento al sud
Pubblicato il 12-04-2018


Disoccupazione-giovani

Non è certamente una novità, ma una realtà preoccupante del nostro Paese. La realtà aggiornata è emersa dalle tabelle dell’Istat pubblicate qualche ora fa. Il numero delle famiglie senza redditi da lavoro, fortunosamente, è sceso (-1,4%), confrontando la media del 2016 con quella del 2017, anche se il valore assoluto risulta ancora superiore al milione, esattamente pari ad un milione e 70 mila. Tuttavia, se analizziamo la media vista con l’occhio di Trilussa, nel Mezzogiorno la tendenza è contraria. Le famiglie meridionali senza reddito di lavoro sono aumentate del 2,2% su base annua, formando la presenza di 600 mila nuclei in questa condizione, cioè, oltre la metà del totale. Si tratta di famiglie dove tutti i componenti attivi sono disoccupati. Quindi se reddito c’è deriva da altre fonti, rendite o pensioni, certamente non da un impiego lavorativo.

In oltre mezzo milione di famiglie, precisamente 545 mila, con e senza figli, la donna risulta occupata a tempo pieno o part time mentre l’uomo non porta a casa alcun reddito da lavoro, essendo disoccupato o inattivo, ovvero fuori dal mercato, e senza una pensione legata a una carriera lavorativa. Il dato riguarda i coniugi o i conviventi tra i 25 e i 64 anni.

In sintesi, si è accentuato il divario tra nord e sud. Le sacche di maggiore povertà continuano a crescere nel sud mentre diminuiscono al nord. La questione meridionale, sorta subito dopo l’unità d’Italia, continua ancora oggi nella sua drammaticità esistenziale per la popolazione del mezzogiorno.

Queste sacche di povertà del mezzogiorno continuano ad essere terreno fertile per lo sviluppo delle organizzazioni criminali di stampo mafioso.

Salvatore Rondello

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