martedì, 20 novembre 2018
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Opinioni e commenti
 

Aldo Moro 40 anni dopo, un assassinio di sistema
Pubblicato il 09-05-2018


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Nel quarantesimo anniversario dell’assassinio di Aldo Moro, Mondoperaio ha pubblicato un dossier introdotto da Claudio Petruccioli con un saggio in cui si sostiene “il ritorno di Moro vivo avrebbe provocato processi di rilevanza e interesse pubblico, non solo strettamente politici ma anche politici, che avrebbero messo a rischio la stabilità del paese, e che sarebbero risultati incontrollabili da parte delle forze politiche e delle istituzioni”. Completano il dossier gli scritti di Gennaro Acquaviva, Gerardo Bianco, Piero Craveri, Marco Benadusi e Franco Cordero.

Oggi, per iniziativa di Associazione Socialismo e Mondoperaio, il dossier è stato presentato alla Biblioteca della Camera dei Deputati – Sala del Refettorio in via del Seminario, 76.

Con la moderazione del direttore di Mondoperaio, Luigi Covatta, ne hanno discusso con gli autori Paolo Mieli e Stefano Ceccanti.

Sia dal dossier che dagli interventi, si è cercato di sviluppare un serio dibattito politico sull’assassinio di Aldo Moro. Una verità non del tutto chiarita. Finora non sono bastati 4 Commissioni d’inchiesta parlamentari e 5 processi per fare emergere tutte le responsabilità politiche e penali della vicenda Moro. Le questioni di politica interna si sono intrecciate con gli interessi della politica estera e la verità andrebbe ricercata anche presso gli archivi di alcuni Stati esteri a cui attualmente non è possibile accedere. Le lucide analisi politiche fatte dagli intervenuti, sono stati concordi nel sostenere l’ingerenza dei servizi segreti americani e non solo sulla vicenda. Quali sarebbero stati gli effetti di una liberazione di Aldo Moro sullo scenario politico italiano ed internazionale ? Il contesto storico era quello di un inasprimento della guerra fredda che ha visto l’Italia come territorio preferito per il conflitto tra i due blocchi che dividevano il mondo.

Allora il PSI si è battuto per la liberazione di Aldo Moro. Al potere esecutivo c’era il governo Andreotti, il monocolore che si reggeva con l’astensione del PCI. Ma era anche il periodo storico in cui il Presidente della Repubblica Leone era stato costretto a dimettersi prima della fine del mandato presidenziale. Il Segretario del Psi Riccardo Nencini ha commentato: “Mi sono avvicinato al Psi nei giorni del sequestro di Aldo Moro. Negoziare per salvare una vita, anche una sola vita si può. Anzi, si deve. Non ascoltarono Craxi. Lo Stato era troppo debole per accarezzare il coraggio”.

L’interessante dibattito ha messo in luce le diverse sfaccettature di uno stesso problema del quale non sarà possibile conoscere la completa verità dei fatti. Pirandello avrebbe detto: “Così è se vi pare”. Di certo, il fatto Moro modificò lo scenario politico dell’Italia ed anche della geopolitica mondiale. Liberare Moro avrebbe significato inficiare il rapimento. Probabilmente, il destino dell’uomo politico, dello statista, del democristiano che ha varato il centrosinistra era già stato deciso prima del rapimento.

Per un approfondimento, è sicuramente utile una lettura del dossier “Aldo Moro, un assassinio di sistema” pubblicato sul n. 3/2018 di Mondoperaio in già in edicola.

Salvatore Rondello

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