martedì, 18 dicembre 2018
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Opinioni e commenti
 

Buemi: “La dialettica democratica non è un ring”
Pubblicato il 28-05-2018


Esodati-governo-Fornero-MontiDopo il colpo di scena di ieri sera che ha portato alla rinuncia di Giuseppe Conte, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha conferito a Carlo Cottarelli l’incarico di formare il governo. “Il presidente mi ha chiesto di presentarmi in Parlamento con un programma che porti il Paese a nuove elezioni”. “Ho accettato l’incarico di formare un governo come mi ha chiesto il presidente della Repubblica. Sono molto onorato come italiano di questo incarico e naturalmente ce la metterò tutta”, ha spiegato Carlo Cottarelli. “In assenza di fiducia il governo si dimetterebbe immediatamente ed il suo compito è quello dell’ordinaria amministrazione per le elezioni dopo il mese di agosto”. “Negli ultimi giorni sono aumentate le tensioni sui mercati finanziari – ha detto Cottarelli dopo avere accettato l’incarico con riserva di formare il governo -, lo spread è aumentato, tuttavia l’economia italiana è in crescita e i conti pubblici rimangono sotto controllo. Un governo da me guidato assicurerebbe una gestione prudente dei nostri conti pubblici”. “Il dialogo con la Ue in difesa dei nostri interessi è essenziale, deve essere un dialogo costruttivo, nel pieno riconoscimento del ruolo essenziale” dell’Italia. Cottarelli ha anche confermato la “continua partecipazione all’area dell’euro”. Il premier incaricato ha assicurato “tempi molto stretti” per la presentazione della “lista dei ministri” al presidente della Repubblica. Una nomina che vede subito l’opposizione di Lega e 5 Stelle, usciti sconfitti dal tentativo di formare un governo.

“Abbiamo novelli e presunti statisti – ha affermato Enrico Buemi, responsabile giustizia del Psi e senatore nella XVII Legislatura – che usano a vanvera termini gravi e sproloquiano con frasi intimidatorie contro la più alta carica dello Stato, che è garanzia per tutti, maggioranze eterogenee e minoranze altrettanto diversificate”. “Il Presidente della Repubblica è chiamato a nominare i ministri su proposta del Presidente incaricato, proposta sulla quale è fuori discussione la necessità di una sua valutazione complessiva a tutela degli interessi del Paese, in particolari, quelli con richiamo specifico ai principi della Costituzione. Se il Presidente – ha continuato Buemi – non facesse valere queste prerogative a tutela di tutti si verificherebbe sì un mancato adempimento dei suoi obblighi costituzionali. La democrazia è messa in discussione dalla faciloneria con cui soggetti non avvezzi all’esercizio democratico pensano che la sua dialettica sia un ring dove si possa picchiare l’arbitro” ha concluso Buemi.

La strada per Cottarelli è estremamente complicata. Non sarà facile trovare i voti in Parlamento. Salvini ora minaccia Berlusconi temendo che possa votare a sostegno di un nuovo governo. Insomma prima Salvini rompe l’allenza con il Cavaliere per andare a nozze con Di Maio, ma una volta bruciato il nascituro governo sul’altare dell’antieiropeismo incarnato dalla scelra di Savona all’economia, torna al primo matrimonio. Una situazione a dir poco surreale.

“Questa è una situazione delicata. Faccio fatica ad immaginare una legislatura che vada avanti. Ora bisogna dare una mano al presidente Mattarella. Noi del Pd dobbiamo essere pronti ad ogni scenario e lavorare uniti ed aperti. Abbiamo tutte le condizioni per fare bene”. Ha detto Maurizio Martina, segretario reggente del Pd”. “È inaccettabile – ha aggiunto – lo slogan di chi starebbe dalla parte del popolo contro i palazzi, contro l’elite. Salvini è il nemico del popolo. Hanno giocato sulla pelle del paese con una operazione che si è rivelata per quello che era, ovvero una operazione per portare l’Italia fuori dall’Euro e lo hanno fatto con spregiudicatezza. Ha fatto bene il Presidente a difendere gli interessi nazionali rispetto agli interessi di partito di queste due forze”.

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