giovedì, 18 ottobre 2018
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Opinioni e commenti
 

Calenda e il Fronte Repubblicano che già divide
Pubblicato il 30-05-2018


calenda 3L’ex ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda, prova a creare un’àncora per la sinistra in alto mare. “Ora la gravità della situazione è evidente. I cittadini che lavorano e producono. Dobbiamo costruire un fronte repubblicano molto ampio, che abbia un unico obiettivo: tenere l’Italia in Occidente e in Europa. Ci vuole una mobilitazione civica sul territorio che, abbandonando ogni interesse di parte e agenda personale, vada in soccorso della Repubblica”, afferma Calenda in un’intervista al Corriere. Per il ministro uscente “le prossime saranno elezioni come quelle del 1948, definiranno cioè se l’Italia vuole restare in Europa o finire in Africa. Serie A o serie C. Gli italiani non consentiranno che tutto quello che è stato costruito nel Dopoguerra venga distrutto. Noi dobbiamo dare una voce e sostanza a questo fronte di resistenza allo sfascio”. L’invito è subito accolto dal segretario reggente del PD, Maurizio Martina, questa mattina a Radio anch’io (Rai Radio1) ha così commentato: “Il Pd sarebbe la lista fondamentale di questo nuovo schieramento che deve nascere, crescere, raccogliere nuove energie; poi le formule le vedremo. Si può ragionare su tutte le ipotesi utili di lavoro. Per me la cosa importante è lavorare a un progetto largo, di coalizione, che aiuti tutte le energie che vogliono dare una mano all’Italia a stare in partita”.
Dubbi invece dai fuoriusciti dem, in primis da Pier Luigi Bersani che risponde alle rimbeccate su Twitter di Calenda: “Caro Calenda, cerchiamo di capirci. Io non voglio un fronte della sopravvivenza, voglio un fronte del cambiamento dal lato popolare, democratico e costituzionale. Che la proposta arrivi agli italiani con segno della novità e della generosità. Inutile ammucchiare senza cambiare”.
Mentre per il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi, il problema è ricreare ‘vecchie situazioni’, anche se con contenitori nuovi: “Caro Carlo Calenda ok schieramento repubblicano per salvare il Paese, ok nuovo simbolo per Pd, ma senza una forza socialista e un programma radicale per i ceti popolari il rischio è che destra populista vinca ancora. Anche uomini nuovi”.
Perplessità anche da Possibile. “La confusione è già tanta e bisogna fare chiarezza: Pier Luigi Bersani e il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, esprimono un’opinione personale sull’eventuale partecipazione al fronte repubblicano invocato dal ministro Calenda e benedetto anche da Renzi e Martina. Insomma, non è la posizione di Liberi e Uguali. Possibile non condivide questa impostazione e la discussione non è mai partita”. Lo dichiara la segretaria di Possibile, Beatrice Brignone. “L’assemblea di Leu svoltasi sabato – aggiunge Brignone – aveva invocato uno slancio unitario, che però alla prima curva sembra sbandare con dichiarazioni personali. Sarebbe il caso di non esporsi: il rischio è quello di alimentare ulteriore confusione nell’elettorato”.

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