sabato, 23 giugno 2018
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Opinioni e commenti
 

Casa delle donne. Koch, Raggi è donna non femminista
Pubblicato il 21-05-2018


la casa delle donne“Dalla sindaca di Roma non abbiamo mai avuto nessun cenno di risposta. Non basta essere donne ma bisogna essere femministe e la sindaca non ha dimostrato di esserlo”, avverte la presidente della Casa Internazionale delle Donne Francesca Koch durante la conferenza stampa convocata oggi in Senato alle 11 in Sala Caduti di Nassirya. Mancano poche ore dell’incontro in Campidoglio con gli assessori interessati per trovare una soluzione alla vertenza tra Amministrazione comunale e Casa delle Donne sotto sfratto. La sede romana del progetto, nato a Roma 30 anni fa, è sotto sfratto per una morosità di circa 800mila euro. Francesca Koch ha aggiunto: “Avevamo capito fosse estranea alla storia del femminismo anche se da consigliera aveva detto che avrebbe votato il nostro documento e sostenuto che avremmo dovuto contestare il debito. Ora ci aspetteremmo coerenza politica”.
Al Campidoglio nonostante i ripetuti inviti delle opposizioni a rinviare la discussione a martedì, dopo l’incontro in Giunta, e tra le grida “onestà, onestà” da parte delle attiviste presenti tra il pubblico, il presidente dell’Assemblea capitolina, Marcello De Vito, ha messo ai voti la mozione M5S a firma Gemma Guerrini sulla Casa internazionale delle donne, che è stata approvata dalla maggioranza pentastellata con 27 favorevoli e 2 contrari. Al momento del voto la protesta è esplosa nuovamente: le militanti hanno continuato a gridare impedendo di fatto la prosecuzione dei lavori. “La seduta è sospesa a causa dei disordini“, ha quindi deciso De Vito.
Il Vicesindaco, Luca Bergamo, prova a mettere le mani avanti alla questione e afferma: “Nessuno vuole chiudere la Casa internazionale delle donne, nella mozione non c’è scritto questo. Penso che ci sia un fatto indiscutibile, ovvero che l’attuale modello di gestione abbia delle difficoltà economiche forti. È una realtà di fatto. Dunque, c’è la necessità di mettersi tutti quanti a sedere per trovare un modello di gestione, che deve essere rafforzata e non diminuita, e aperta, che sia sostenibile per tutti quanti e che non porti anche chi ha gestito quel luogo a essere inadempiente rispetto a obbligazioni che erano state assunte nei confronti dell’amministrazione capitolina non per cattiva volontà, ma semplicemente perché il meccanismo economico non tiene”. Il vicesindaco di Roma con delega alla Crescita culturale a margine dell’annuncio della riapertura del Cinema Aquila, aggiunge: “Siccome questa cosa si protrae da molto tempo penso che sia giusto discutere su come quella funzione e chi la esercita non sia costantemente sottoposta a un adempimento che non è in grado di adempiere. Questo significa apertura da parte di tutti quanti al confronto e alla discussione”.
Oggi pomeriggio, alle 18, si terrà un incontro in Campidoglio tra le attiviste e gli assessori per discutere della situazione della Casa, che dovrebbe colmare un debito di 800mila euro in canone d’affitto ma che chiede che venga riconosciuto quanto speso finora in manutenzione e in servizi erogati, circa 535mila euro.
Negli ultimi dieci anni era stato trovato un accordo per una sorta di rateizzazione degli affitti arretrati, fino a quando l’anno scorso è arrivata l’ingiunzione di pagamento e la minaccia di uno sfratto. Anche se già quindici anni fa, dopo l’occupazione dello stabile negli anni ’80, con la Giunta Rutelli era stata ufficializzata la loro permanenza e il sindaco aveva firmato un contratto con la Casa internazionale delle Donne che diventa un consorzio di associazioni.
Il Partito Democratico di Roma e Provincia parteciperà al sit-in di oggi, per sostenere la battaglia in opposizione alla volontà del Campidoglio di chiudere l’esperienza trentennale della Casa Internazionale delle Donne in via della Lungara. Lo dichiarano, in una nota, Carla Fermariello e Serena Gara, rispettivamente responsabile politiche sociali del Partito Democratico di Roma e vicesegretaria del Partito Democratico della Provincia di Roma. “Alla prima Sindaca di Roma – dicono le esponenti dem – chiediamo una soluzione seria, che consenta alla casa di continuare ad operare per il bene delle città. Saremo sempre al fianco di chi si batte per i diritti, perché non c’è spazio a Roma per chi dichiara guerra alle donne”.

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