sabato, 26 maggio 2018
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Opinioni e commenti
 

Parenti dei Casamonica nelle case popolari
Pubblicato il 11-05-2018


casamonica-701696È in corso l’indagine del Campidoglio sui 2000 appartamenti che risultano occupati da inquilini che per reddito potrebbero, invece, permettersi canoni di mercato, emerge che tra questi vi sarebbero anche membri di famiglie nomadi e sinti imparentate con i clan. Per questo ieri il prefetto di Roma Paola Basilone ha convocato il commissario straordinario dell’Ater Pasquale Basilicata per avviare insieme la strategia degli sgomberi. Oggi la risposta fornita ai microfoni di Radio 24, Pasquale Basilicata, commissario straordinario dell’Ater di Roma.
“In tutto abbiamo 10 alloggi occupati dai Casamonica, di cui peraltro 7 legittimamente sulla base di provvedimenti di assegnazione fatti dall’ufficio del Comune di Roma e tre occupanti senza titolo”. Sono i numeri forniti da Pasquale Basilicata, sulla presenza nelle case popolari di appartenenti al clan dei Casamonica, intervenuto a Effetto Giorno di Simone Spetia su Radio 24. Basilicata aggiunge che “ovviamente il problema non è questo. Il problema è come il clan gestisce e distribuisce, governando il mercato degli alloggi popolari. Dobbiamo essere capaci di rompere il muro di omertà che si costruisce, dobbiamo consentire ai cittadini di denunciarle queste cose, di rappresentarcele, per essere in grado di intervenire. Allo stato attuale noi possiamo avere solo un’idea molto approssimativa e generica, il fenomeno è grave ma è difficile dare un numero”.
Il prefetto subito dopo la notizia dell’aggressione nel bar a Ostia aveva assicurato: “Gli aspetti criminali li stiamo contrastando e non da oggi, ma li contrasteremo in maniera ancora più efficace, come accaduto a Ostia, con azioni mirate che partiranno tra poco. La nostra lotta a questo clan non inizia oggi, c’è una grande letteratura della Dda a proposito”.
La questione per quanto riguarda ancora gli alloggi, afferma Pasquale Basilicata “va risolta perché non è più compatibile con il quadro di legalità che dobbiamo garantire. Quello che mi preme precisare è che in primo piano sulla lotta all’abusivismo e all’illegalità c’è Ater e c’è da sempre. Noi registriamo circa 6700 occupazioni abusive, rispetto alle quali Ater ha già emanato più di 1600 provvedimenti di sfratto che attendono di essere portati in esecuzione. Lo dico perché proprio di fronte alla gravità del problema è importante che costituiamo anche un quadro di credibilità di tutte le istituzioni e individuiamo anche quei percorsi che in maniera coerente possono riportarci a un risultato di ricostruzione di un clima di accettabile legalità. Quindi – continua a Radio 24 – il piano passa inevitabilmente e necessariamente attraverso un coordinamento di tutti gli enti coinvolti, c’è il Comune di Roma che è l’ente che fa le assegnazioni, ci sono le Ater che gestiscono gli immobili e poi c’è la prefettura come organismo di coordinamento che deve poi garantire l’assistenza militare delle forze di polizia perché i provvedimenti vengano portati velocemente ad esecuzione. Anche qui cum grano salis e stando bene attenti a distinguere perché anche qui tra le occupazioni ci sono delle situazioni che vanno differenziate e poi opportunamente governate per evitare che la città sia poi in balia dell’ingovernabilità” conclude.

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