venerdì, 17 agosto 2018
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Opinioni e commenti
 

Claudio Stassi: “Le favole di Gramsci ai figli come base”
Pubblicato il 09-05-2018


favole di gramsciVenerdì 11 maggio, a Torino, nella sala San Massimo dell’Hotel NH Collection Piazza Carlina, in piazza Carlo Emanuele II, sarà presentato il progetto internazionale “Gramsci c’è – Gramsci, pensamiento universal de su tierra al mundo – Riflessione sulla pedagogia civile nell’opera del filosofo sardo”. La manifestazione è uno degli appuntamenti della Sezione Off del 31esimo Salone Internazionale del Libro di Torino, che aprirà i battenti domani giovedì 10 maggio per concludersi lunedì 14.

Si inizia alle ore 19.00 con la presentazione del progetto editoriale internazionale che ha consentito di tradurre dall’italiano in spagnolo, catalano e sardo il libro di Antonio Gramsci “L’Albero del riccio e altre fiabe della buonanotte”, piccole grandi storie dedicate ai suoi due figli tratte dalle “Lettere dal carcere”, edito postumo da Einaudi nel 1947 e vincitore del Premio Viareggio. Il libro per ragazzi, curato da Marcello Belotti e illustrato da Claudio Stassi, è pubblicato da Abbà e Thorn & Sun Communication in coedizione con Icaria Editorial di Barcellona. Con il patrocinio della Regione Sardegna e il contributo della “Assòtziu de sos Sardos in Catalugna”. La diffusione è prevista anche nei Paesi di lingua latino-americana dove il pensatore di Ales ha un grande seguito.LOCANDINA

Claudio Stassi, autore delle illustrazioni, nato a Palermo nel 1978, da anni vive a Barcellona, dove lavora e insegna nella sua Scuola del fumetto. I suoi lavori sono stati pubblicati da importanti editori italiani e stranieri, fra cui Casterman, Dargaud, Rizzoli, Eura, Beccogiallo e Black Velvet. Nel 2007 con “Brancaccio storie di mafia quotidiana”, sceneggiato da Giovanni di Gregorio, vince il Premio Micheluzzi e il Premio Boscarato per la sceneggiatura. Il suo adattamento di “Per questo mi chiamo Giovanni”, dal romanzo di Luigi Garlando, è stato pubblicato da Rizzoli in Italia, da Dargaud in Francia e da Norma Editorial in Spagna. Tra un libro e l’altro trova anche il tempo per pubblicare sul settimanale “Il Giornalino”, edizioni San Paolo, le avventure di Bau e Woof, scritte da Fabrizio Lo Bianco. Dopo aver esordito su Dylan Dog Gigante n. 21 con l’episodio “Qualcuno sul fondo”, è passato a Dampyr, un altro eroe della scuderia Bonelli. Lo abbiamo intervistato proprio in occasione della prossima presentazione di Torino.

Conoscevi le opere di Antonio Gramsci, soprattutto le “Lettere dal carcere”?

Si, Ovviamente conoscevo le opere più importanti, le “Lettere dal carcere” sicuramente. Quello che non sapevo è che avesse scritto così tante favole per i suoi figli. Conoscevo la storia dell’albero del riccio, ma quando Marcello Belotti, traduttore e curatore del libro, mi ha portato tutte le favole da leggere mi è sembrato come scoprire un tesoro, tutte bellissime e ricche di amore per i suoi figli. A pensare che ha scritto quelle fiabe in un luogo angusto e cupo come il carcere mi si stringe il cuore.

Pensi che il pensiero di Gramsci sia ancora attuale? E perché?

Assolutamente si. Quando sento dire che non esistono più la destra e la sinistra, penso che quello che realmente non esiste più sia la cultura politica. I valori della sinistra, quei valori che oggi vengono calpestati dalla stessa sinistra italiana (e aggiungerei europea) ci portano a riflettere sulla reale crisi europea dei partiti di sinistra in Italia. Gruppi politici come Tsipras in Grecia o Podemos in Spagna basano le loro radici ideologiche sul pensiero gramsciano. Non a caso, ad esempio, persone come Ada Colau, sindaca di Barcellona, o Pablo Iglesias, presidente di Podemos, citano spesso Gramsci nei loro discorsi.

Pur avendo al tuo attivo albi, graphic novel e adattamenti a fumetti di libri, come hai affrontato l’illustrazione delle fiabe di uno dei grandi pensatori del Novecento?

Tutti i miei lavori, hanno una base narrativa legata al sociale. “Brancaccio” e “Per questo mi chiamo Giovanni”, parlano di mafia e antimafia, dell’omertà, della difficoltà delle periferie. “Banda Stern” racconta del conflitto israelo-palestinese puntando la camera sugli scontri dei due Paesi all’epoca del riconoscimento dell’Unione Europea dello Stato d’Israele. “Rosario L’amore e la morte” parla della criminalità ai tempi di Al Capone nella città di Rosario negli anni Venti.
Ho deciso di illustrare Gramsci focalizzando l’attenzione sui lettori, sui bambini. Volevo che la gioia, i colori, le emozioni magiche che Gramsci trasmetteva con le sue parole, si rispecchiassero sui miei disegni. L’acquerello e le matite colorate sono state le mie compagne d’avventura in questo percorso. Illustrare i racconti di Gramsci è stato un onore.

Questa produzione internazionale in quattro lingue potrebbe aprire nuovi mercati per l’illustrazione per ragazzi e per i fumetti tratti da romanzi?

Esistono già molti racconti illustrati per ragazzi tratti anche da romanzi. Quello che però mancava nel mercato editoriale era un libro illustrato che raccontasse tutte (o quasi) le fiabe che Gramsci scrisse dal carcere per i suoi figli. Grazie agli editori Abbà e Icaria abbiamo colmato questo vuoto, e sono felice che i bambini di oggi possano leggere Gramsci e le sue fiabe.

Ridurre in poche righe la biografia di Antonio Gramsci (Ales 22 gennaio 1891, Roma 27 aprile 1937) non è molto semplice. Diciamo che è stato tra i fondatori del Partito Comunista, di cui ha ricoperto anche la carica di segretario, giornalista e fondatore dell’Unità, critico teatrale, filosofo, politologo. Il grande pensatore di Ales è ancora oggi in auge, lucido e attuale, come dimostra la bibliografia da Guinness dei primati dedicata all’analisi della sua vita e delle sue opere. Si parla di 20mila titoli, con sempre nuove pubblicazioni.

Antonio Gramsci scrisse queste fiabe e le altre lettere negli anni che passò nel carcere di Turi, dopo l’arresto al suo rientro da Mosca, l’8 novembre 1926, la condanna del tribunale speciale del 4 giugno 1928, sino al rilascio del 25 ottobre 1934. Queste lettere venivano spedite in Russia ai suoi due figli, Delio, nato nel 1924, e Giuliano, nato nel 1926, e alla moglie, la violinista Iulca Schucht.

Le storie de “L’Albero del riccio e altre fiabe della buonanotte”, tratte da “L’Albero del riccio”, da “Apologhi e raccontini torinesi” e da “Raccontini di Ghilarza e del carcere”, sono meravigliose, dolci, raccontano lo spirito libero di un uomo in galera ma non piegato. Un carcerato che, come Mandela, non scorda la sua umanità perché niente può spezzare la sua anima immortale. E se i “Quaderni dal carcere”, uno dei testi più letti e tradotti al mondo, sono sicuramente l’opera fondamentale di Gramsci, “L’albero del riccio” è da annoverarsi tra i classici della letteratura per l’infanzia.

Molte delle storie che raccontano di briganti e di animali, sono ispirate a fatti realmente accaduti. E la vita della campagna raccontata da Gramsci non è consolatoria come quella di Esopo per cui il lieto fine non è sempre scontato.

La presentazione de “L’Albero del riccio e altre fiabe della buonanotte” è un’occasione importante per celebrare, in modo divertente e commovente, Antonio Gramsci, un uomo e un intellettuale che appartiene a due mondi: quello sardo, dove è nato, e quello torinese dove ha lavorato, pensato, organizzato con l’obiettivo della giustizia sociale. E che è stato incarcerato solo per le sue opinioni.

In apertura dei lavori, i saluti di Giuseppe Dessena, assessore alla cultura della Regione Sardegna, che ha sostenuto questa iniziativa; Antonella Parigi, assessore alla cultura della Regione Piemonte; e Giampiero Leo, vicepresidente “Comitato Diritti Umani” del Consiglio regionale del Piemonte.

Seguiranno gli interventi di Mauro Pala, università di Cagliari; Marcello Belotti, curatore del volume; Claudio Stassi, illustratore dell’opera; Domenico Vassallo, vicepresidente dell’Anonima Fumetti; e dell’editore Giovanni Manca.

La giornata proseguirà alle ore 21.00, presso Casa Gramsci (Via Maria Vittoria, 28/Q, nello stesso stabile dell’Hotel) sarà inaugurata la mostra delle illustrazioni di Claudio Stassi, a cura dell’Anonima Fumetti. Seguirà un buffet offerto da “Associazione dei sardi in Torino Antonio Gramsci”.

Durante l’inaugurazione della mostra (che rimarrà visitabile per almeno 15 giorni a Casa Gramsci), l’Anonima Fumetti conferirà a Stassi la tessera onoraria di “Complice”, onore riservato ai grandi fumettisti la cui arte interpreta il suo ruolo non solo per se stessi, ma insegna ai giovani e si batte contro la violenza mafiosa e per le battaglie civili. Condizioni indispensabili per far parte dei “Complici” dell’Anonima Fumetti.

I FIGLI E LA MOGLIE DI GRAMSCI

I FIGLI E LA MOGLIE DI GRAMSCI

I disegni di Stassi raccontano, com’è proprio del fumetto, una storia parallela alla scrittura pur seguendone la sequenza narrativa. Sembra una contraddizione ma non lo è. Il disegno di un fumettista interpreta la scrittura a modo suo, aggiunge spessore, psicologia, colore, ironia. E l’Anonima Fumetti ha voluto una mostra “senza testo” proprio perché queste tavole parlano da sole.

La serata si concluderà alle 21.30, con Enzo Cugusi, presidente dell’Associazione Gramsci, che introdurrà e presenterà: “Get up stand up”, storia di Antonio Gramsci, musiche di Bob Marley, concerto letterario di e con la “Compagnia Le Voci del Tempo”, Marco Peroni e Mario Congiu.

Antonio Salvatore Sassu

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