martedì, 18 dicembre 2018
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Opinioni e commenti
 

Contribuenti e fisco, una guerra continua
Pubblicato il 04-05-2018


Ecosostenibilità

L’IMPEGNO COMUNE DI INPS E ANTER

Associazioni, PA e aziende sono sempre più attente all’ambiente e lo dimostrano ogni giorno attraverso la promozione e l’adozione di pratiche eco-sostenibili. E proprio in occasione del suo 120° anniversario, l’Inps insieme ad Anter (Associazione Nazionale a Tutela delle Energie Rinnovabili) ha recentemente presentato a Roma – nella Sala Angiolillo di Palazzo Wedekind – la partnership che si declina in importantissime iniziative, singole e congiunte, a sostegno della tutela ambientale.

I valori e le attività di Anter, per tutelare l’ambiente e promuovere l’adozione di comportamenti eco-sostenibili, sono stati favorevolmente accolti dall’Inps, da tempo impegnato in una transizione energetica. Infatti, l’Istituto di Previdenza, una delle amministrazioni più importanti del paese, incrementa i processi di dematerializzazione e il monitoraggio dei consumi di carta e inchiostro in tempo reale. Inoltre, il parco delle autovetture di servizio è stato notevolmente ridotto e tutti i veicoli a trazione tradizionale sono, o stanno per essere sostituiti, da nuove vetture elettriche o full hybrid (con motore termico ed elettrico integrati). Le misure adottate hanno difatti permesso all’Ente di previdenza di risparmiare 65.000 euro, cifra che corrisponde ad una contrazione dei consumi del 10%.

Grazie a questa collaborazione saranno inoltre coinvolte in anteprima le 20 scuole capitoline che hanno partecipato al programma educativo sviluppato dall’associazione: “Il Sole in Classe”. Dal 7 all’11 maggio, i ragazzi potranno conoscere, attraverso un percorso didattico che li porterà dalle profonde trasformazioni della rivoluzione industriale alla voglia di riscoprire le bellezze naturali, 20 opere inedite di proprietà dell’Inps. “L’Energia dell’arte” com’è stata chiamata l’esposizione temporanea ospitata da Palazzo Wedekind, è concepita come un complemento alla formazione già ricevuta dalle scuole primarie e secondarie di primo grado, nell’ambito de “Il Sole in Classe”, un programma gratuito al quale hanno partecipato 46.000 alunni lo scorso anno in tutta Italia.

Parlando dell’impegno dell’Inps in ambito ambientale il Presidente Tito Boeri ha evidenziato come “solitamente le politiche che portano a risparmi energetici implicano aumenti dei costi, mentre quelle che hanno come obiettivo il contenimento dei costi, conducono quasi inevitabilmente ad un aumento del consumo energetico. Le misure che sono state studiate e assunte dall’Inps, e in particolare dalla Direzione Acquisiti e Appalti, invece non creano questa contraddizione, perché portano a risparmi energetici abbassando nel contempo i costi”.

Durante la conferenza di presentazione dell’iniziativa è stata infine annunciata un’altra impresa itinerante promossa da Anter, con il patrocinio di Inps: “SalviAmo il Respiro della Terra – Ricerca e Tour”. Nel corso della tappa capitolina – che avrà luogo il 10 maggio – verranno illustrate le buone pratiche che permettono di migliorare la qualità dell’aria dentro e fuori casa e sarà, altresì, presentata una ricerca nazionale finalizzata al monitoraggio delle polveri sottili e all’individuazione della loro origine.

Antonio Rainone, presidente Anter, ha in proposito dichiarato: “Aver stretto una collaborazione così prestigiosa con l’Inps – oltre a essere un onore – rappresenta il riconoscimento più bello che ci sia per il lavoro svolto. I nostri 72 ambasciatori volontari hanno raggiunto oltre 1.500 istituti scolastici e sensibilizzato 120 mila alunni dal 2014. Siamo felici che un Istituto importante come quello presieduto dal Professor Boeri abbia voluto affiancarsi ad Anter, con l’obiettivo di dare vita a nuove azioni che premino l’impegno di ciascuno di noi, per il bene di tutti. La nostra associazione persegue obiettivi ambiziosi ed ha sempre avuto a cuore le generazioni future: quest’anno, per esempio, con “Salviamo il Respiro della Terra, tour e ricerca”, manifestazione che può vantarsi del patrocinio dell’Inps, avvieremo una ricerca quasi inedita, ma di primissima importanza in Italia, con i massimi esperti universitari per cercare di capire meglio cosa respirano i nostri figli, in tutto l’arco della giornata”. Passiamo tra l’80 il 90% del tempo al chiuso. Ma non ci sono dati nazionali in merito. La ricerca diventerà anche tour: l’associazione organizzerà degli incontri divulgativi con le famiglie in tutte le città coinvolte, da nord a sud del Paese. Le prime tappe saranno Parma, Salerno e Roma, rispettivamente l’8 il 9 e il 10 maggio, in concomitanza con l’esposizione “L’Energia dell’arte”. Parteciperanno docenti universitari, economisti, ma anche Giobbe Covatta con tutta la sua ironia.

Lavoro

LICENZIAMENTO: QUANTO COSTA AL DATORE DI LAVORO

Il licenziamento ha un costo che il datore di lavoro è chiamato a coprire quando licenzia uno o più dipendenti come contributo a sostegno della disoccupazione. Previsto inizialmente dalla Riforma Fornero come contributo alla mobilità, con le modifiche apportate al Jobs Act in materia di disoccupazione nel 2016 tale somma viene ora dedicata al finanziamento della Naspi.

L’ultima modifica al costo del licenziamento applicato al datore di lavoro è attiva dal 1° gennaio 2018, data in cui è scattato l’aumento dell’aliquota contributiva a carico al fine di finanziare i ticket licenziamento, che a sua volta finanzia la Naspi e ha il fine di ridurre il numero di licenziamenti.

Il datore di lavoro affronta un costo per il licenziamento solo nel caso di interruzione di rapporti di lavoro a tempo indeterminato o degli apprendistati interrotti alla fine del periodo di formazione. In caso di scadenza di un contratto di lavoro a tempo determinato o di decesso del dipendente non è previsto alcun contributo, come anche per il licenziamento dei collaboratori domestici, degli operai agricoli e degli operai extracomunitari stagionali.

Il contributo da pagare viene calcolato sulla base del massimale mensile della Naspi: l’aliquota è al 41% per i licenziamenti individuali e quelli collettivi avviati entro il 20 ottobre 2017. Nel caso di imprese all’interno dell’applicazione della Cassa Integrazione Guadagni Straordinari che fanno ricorso a licenziamenti collettivi, l’aliquota è stata innalzata all’82%.

Per esempio, nel caso di un licenziamento individuale, considerando che il massimale Naspi per il 2017 è di 1.195 euro, il contributo che il datore di lavoro deve pagare è di 489,95 euro, ovvero il 41% del massimale (applicato ogni 12 mesi di anzianità del dipendente negli ultimi tre anni). Nel caso il rapporto lavorativo duri da 36 mesi o oltre, il contributo può arrivare a quota 1.469,85 euro.

Per l’accertamento dei requisiti in materia di invalidità civile

AL VIA LA CONVENZIONE INPS REGIONE CAMPANIA

Come riportato in una recente informativa dell’istituto, la Direzione regionale dell’Inps, la Regione Campania e le Asl di Avellino, Benevento, Caserta e Salerno, hanno recentemente sottoscritto un importante protocollo d’intesa per l’affidamento all’Ente di previdenza dell’accertamento dei requisiti sanitari prescritti in materia di invalidità civile, cecità, sordità, handicap e disabilità.

Attraverso questo considerevole accordo la Regione Campania dà attuazione a quanto prefigurato dalla legge 111 del 2011, in materia di delega delle funzioni di accertamento sanitario per l’Invalidità Civile all’Inps che, in questo modo, potrà continuare a gestire in via esclusiva l’intero iter procedurale sanitario ed amministrativo.

Il rilevante traguardo, fortemente voluto dai vertici delle Istituzioni interessate, in particolare dal Presidente della regione Vincenzo De Luca e dal Direttore regionale dell’Inps Giuseppe Greco, si è potuto fattivamente conseguire anche grazie all’attenzione ed ai suggerimenti formulati al riguardo dai Comitati provinciali dell’Istituto, fatti propri e promossi dal Presidente del Comitato regionale Pettrone.

L’intesa, che prevede pure il trasferimento all’Inps di parte delle risorse finanziarie prima impegnate dal servizio Sanitario regionale, offrirà all’Inps l’opportunità di realizzare un notevole innalzamento dei livelli del servizio reso agli utenti: in maniera particolare, l’accorciamento dei tempi di attesa, per effetto soprattutto dell’incremento dei medici preposti alle visite.

Inoltre, in un’ottica di maggiore “prossimità” del servizio, in aggiunta alle sedi già investite di tali compiti, l’Inps ha preventivato l’attività delle Commissioni anche nei Centri Medico Legali Inps di Sala Consilina, Vallo della Lucania, Sapri ed Aversa, accogliendo le richieste da più parti ed a più voci sollecitate, di agevolare i soggetti più socialmente fragili (ultrasettantacinquenni ed affetti da particolari patologie) residenti in zone decentrate e mal collegate.

Un’altra significativa novità – recita l’informativa Inps – attiene la previsione di uno scambio di dati tra le istituzioni coinvolte, così da garantire un efficiente ed economico svolgimento delle rispettive funzioni d’istituto; non solo, ma al fine di sveltire il procedimento, le Asl si impegnano ad assicurare corsie privilegiate per gli utenti che dovranno sottoporsi a visite specialistiche o strumentali richieste dalle Commissioni Inps.

Nel protocollo di accordo è stata altresì postulata una costante attività di monitoraggio sui risparmi di spesa conseguiti e sul miglioramento degli standard quantitativi, qualitativi e tecnologici del sistema.

Il monitoraggio permetterà, in più, di valutare e ottimizzare le soluzioni gestionali assunte e di innalzare ulteriormente il servizio offerto; a questo proposito è stato ipotizzato il coinvolgimento del Centro Interdipartimentale per la Ricerca in diritto, economia e management della Pubblica Amministrazione (Cirpa), che ha sviluppato una consolidata esperienza multidisciplinare nello studio delle problematiche di amministrazione e controllo di aziende e enti pubblici.

Per conferire infine maggiore rilevanza all’Accordo, nelle prossime settimane è prevista la presenza in Campania del Presidente dell’Inps Tito Boeri che, incontrando il Presidente della Regione Vincenzo De Luca, avrà modo di evidenziarne i pregi e i significativi risultati attesi a favore dell’intera utenza campana interessata.

Economia

I NUMERI DELLE LITI COL FISCO

E’ una guerra di logoramento quella che si combatte tra contribuenti e fisco nelle aule delle commissioni tributarie. Negli ultimi 10 anni le giacenze, cioè la quota di contenziosi aperti, sono praticamente dimezzate nel primo grado, mentre sono aumentate dell’80,6% nel secondo grado. E’ quanto emerge dai dati contenuti nelle relazioni del Mef e della Corte dei conti, sullo stato del contenzioso tributario, ed elaborati dall’Adnkronos.

Nelle relazioni di monitoraggio sullo stato del contenzioso tributario e sull’attività delle commissioni tributarie del ministero dell’Economia, si riportano i dati relativi agli ultimi anni. In particolare tra il 2007 e il 2017 si registra una riduzione delle cause aperte del 31,3% che portano il totale da 607.817 a 417.635 ricorsi da giudicare.

L’operazione di smaltimento però non è omogenea. A ridurre drasticamente le pratiche aperte sono state esclusivamente le commissioni tributarie provinciali (primo grado), che in 10 anni sono riuscite a dimezzare la quota di cause pendenti, passando da 522.278 a 263.117 con un calo del 49,6%. Purtroppo le commissioni tributarie regionali (secondo grado) non sono riuscite a percorrere la stessa strada virtuosa e, nello stesso periodo, hanno invece fatto lievitare le giacenze dell’80,6%, passando da 85.539 a 154.518 cause aperte.

La Corte dei conti, nel dossier sul contenzioso delle commissioni tributarie, evidenzia che più di una causa su tre è in attesa di giudizio da un periodo superiore ai tre anni; di questi uno su 10 attende la sentenza da più di 5 anni. Su un totale pari al 37,1% degli atti pendenti al 31 dicembre 2016, il 27,4% degli atti è giacente da più di 2 anni e meno di 5 mentre il 9,7% attende da oltre 5 anni. Al 31 dicembre 2016 risultano 811 casi in attesa di giudizio da più di 15 anni; più della metà è fermo ancora al primo grado di giudizio (491 ricorsi).

Carlo Pareto

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