sabato, 23 giugno 2018
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Opinioni e commenti
 

Dazi, Trump pronto a colpire. Ue nel mirino
Pubblicato il 31-05-2018


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L’annuncio di Donald Trump del via libera dei dazi su acciaio e alluminio nei confronti di Canada, Messico e Unione europea è previsto nelle prossime ore. Lo scrive il Washington Post citando tre fonti informate. La misura potrebbe avere effetto già a partire da domani. La stessa notizia è riportata anche dal Wall Street Journal, secondo cui le trattative degli ultimi due mesi sulla possibile esenzione per i 28 Paesi del Vecchio Continente sono fallite.

Lo scorso marzo, Trump ha annunciato tariffe del 25% sull’acciaio importato negli Usa e del 10% sull’alluminio, per motivi di sicurezza nazionale. La Casa Bianca ha poi deciso di estendere fino a venerdì primo giugno il termine per l’applicazione di questi dazi acconsentendo a un’esenzione temporanea per una serie di realtà (tra cui Ue, Argentina e Brasile), con l’obiettivo di arrivare ad un’intesa che scongiurasse la loro entrata in vigore.

Il “ministro” al Commercio Usa, il segretario Wilbur Ross, ha però lanciato un avvertimento durante il forum Ocse ieri a Parigi, lasciando intendere che le trattative sarebbero potute proseguire anche con l’entrata in vigore dei dazi. “Ci possono essere negoziati con o senza le tariffe, non è che non si possa parlare con le tariffe in piedi”, ha detto Ross (secondo quanto riportato dal Financial Times).

Ross ha invitato l’Europa a seguire il modello della Cina: Pechino sta subendo i dazi sui due metalli sin dalla loro entrata in vigore il 23 marzo scorso. Contemporaneamente sta trattando un accordo commerciale di più ampio respiro confidando di aumentare le sue esportazioni di beni alimentari ed energia in America.

Bruxelles tuttavia non crede che le tariffe doganali sui metalli siano il modo giusto per avviare i negoziati. Così come la Cina ha minacciato ritorsioni, anche la Ue si prepara a misure già ventilate e che prendono di mira prodotti americani come motociclette, jeans e bourbon con dazi per un valore di 2,8 miliardi di euro. “Dobbiamo rispondere”, conferma il ministro francese delle Finanze Le Maire, “anche se siamo contrari a una guerra commerciale, che rappresenta una minaccia per la crescita dell’economia”.

La stessa Cina, in verità, ha preso male un’ulteriore improvvisa stretta degli Usa (che due giorni fa hanno impostodazi del 25% su prodotti tecnologici cinesi per 50 miliardi di dollari).”Riteniamo”, ha dichiarato il portavoce, Gao Feng, in merito alle misure restrittive che Washington intende attuare, “che vadano contro i principi di base dell’Organizzazione Mondiale del Commercio. E dopo attente valutazioni, penseremo a una risposta di conseguenza”.

“L’Occidente che va a pezzi. Tenere in sicurezza l’Italia dagli avventurismi è fondamentale. Saranno anni difficili. Attrezziamoci”. Così scrive sul suo profilo Twitter il ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda, commentando l’esito negativo delle trattative tra l’Ue e l’amministrazione di Donald Trump per esentare i Paesi europei dall’applicazione di pesanti tariffe commerciali sull’acciaio e l’alluminio importati negli Usa.

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