martedì, 13 novembre 2018
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

CAPITOLO CHIUSO
Pubblicato il 03-05-2018


governo-pd-m5s-510La paralisi è totale. Non si vedono spiragli nei veti posti dai partiti. Ognuno resta sulle proprie posizioni. Ad oggi raggiungere un accordo sembra ipotesi impossibile. Ne ha preso atto Sergio Mattarella, che ha convocato per lunedì prossimo nuove consultazioni. Le delegazioni avranno venti minuti per riferire le loro intenzioni al presidente della Repubblica. Sarà l’ultima possibilità per la politica. Poi ci penserà il Capo dello Stato a formare un governo che possa traghettare l’Italia sino alle elezioni anticipate. Che non ci saranno, però, prima della primavera 2019, dopo aver portato a casa la Legge di Bilancio.
“A distanza di due mesi le posizioni di partenza dei partiti sono rimaste invariate. Non è emersa alcuna prospettiva di maggioranza di governo”, la nota del Colle, che bacchetta i partiti sulla mancanza di soluzioni offerte sino ad oggi. Il Quirinale valuterà se le ipotesi circolate in questi giorni hanno un fondamento di verità, prima fra tutte quella di un’ala renziana del Pd pronta a staccarsi in favore di un accordo con il centrodestra. Oppure se esista la possibilità di un esecutivo di centrodestra che possa sopravvivere nel medio-lungo periodo. Insomma, prima di costituire un governo di scopo, Mattarella le proverà tutte.
Il Partito Democratico, intanto, chiude definitivamente con il Movimento 5 Stelle. Nel corso della Direzione Nazionale i dem – dopo aver definito impossibile l’ipotesi di un sostegno al centrodestra – ostentano unità sul Niet a Di Maio. Al Nazareno va in scena una tregua tra i fedelissimi di Renzi e la minoranza. “Basta odio tra noi”, l’appello del reggente Maurizio Martina, che poi chiede alla direzione “di rinnovarmi la fiducia a proseguire il mandato fino all’assemblea nazionale. Non chiedo sostegni di facciata, ma un passo consapevole. Non ci servono unanimità che si sciolgono al primo minuto dopo la direzione”. La folta pattuglia renziana subito acconsente: “Fiducia sino all’assemblea”.
L’accordo con i grillini non s’ha da fare, dunque. Anche gli alleati del Pd la pensano allo stesso modo. Ieri il Psi ha lanciato un sondaggio sul proprio sito per interpellare gli elettori di centrosinistra su eventuale accordo con i 5Stelle. Il risultato non lascia spazio a dubbi: il 68,6% di utenti ha espresso parere contrario. “Credo si tratti di un dato che non possiamo non tenere in considerazione”, ha commentato il leader socialista, Riccardo Nencini.

F.G.

Angela Merkel bce Berlusconi bersani CGIL crisi Donald Trump elezioni Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Inps ISTAT italia lavoro Lega legge elettorale Luigi di Maio M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Matteo Salvini Nencini Onu Oreste Pastorelli Paolo Gentiloni pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia senato Sergio Mattarella Silvio Berlusconi UE UIL Unione europea USA



Lascia un commento