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Opinioni e commenti
 

Erdogan: “Dopo Gaza le Nazioni Unite sono finite”
Pubblicato il 17-05-2018


Turkey's President Recep Tayyip Erdogan adjusts his sunglasses before a wreath-laying ceremony at the Jose Marti monument in Havana

Di fronte a quello che è successo a Gaza, “le Nazioni Unite sono finite, sono crollate. In questo momento, non riesco neppure a parlare con il segretario generale dell’Onu, nonostante abbiamo una buona amicizia. Se continuerà a esserci silenzio sul bullismo di Israele, il mondo sarà trascinato nel caos”. Lo ha detto il presidente turco Recep Tayyip Erdogan, parlando ieri sera ad Ankara. “Non permetteremo che Gerusalemme sia usurpata da Israele. Sosterremo la lotta dei nostri fratelli fino al giorno in cui le terre palestinesi – che sono state a lungo occupate – avranno pace e sicurezza dentro i confini di un libero Stato palestinese”, ha aggiunto Erdogan, che come presidente di turno ha convocato per domani a Istanbul un vertice straordinario dei 57 Paesi dell’Organizzazione della cooperazione islamica (Oic), seguito da una grande manifestazione di piazza.

Intanto mezzi aerei e di terra dell’esercito israeliano hanno attaccato sei postazioni di Hamas in tutta la Striscia di Gaza con numerosi missili. Lo rendono noto i media palestinesi citati dal Jerusalem Post. Secondo il portavoce delle forze di difesa israeliane (Idf) “sono stati attaccati obiettivi terroristici appartenenti ad Hamas nel nord della Striscia di Gaza. Quattro obiettivi sono stati attaccati in un compound militare, compresi edifici e infrastrutture terroristiche. Altri tre obiettivi sono stati colpiti in un impianto di produzione di armi”. “L’attacco – ha aggiunto – è stato condotto in risposta al fuoco aperto da una mitragliatrice nella città di Sderot e a numerosi scontri a fuoco contro militari dell’Idf durante l’intera giornata”. “L’organizzazione terroristica di Hamas è l’unica responsabile per quello che sta succedendo dentro e fuori la Striscia di Gaza – ha concluso il portavoce – e pagherà le conseguenze degli atti di terrore compiuti da Gaza contro i cittadini e la sovranità di Israele. L’Idf è determinato a continuare le sue missioni e ad assicurare la sicurezza dei cittadini di Israele”.

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  1. Intanto in Israele e nei territori palestinesi si prospetta un nuovo venerdì di tensione. Nella notte l’esercito israeliano ha condotto un raid aereo contro le infrastrutture di Hamas nell’enclave come rappresaglia al lancio di razzi verso la città di Sderot, nel sud (Avvenire). E contro il movimento terroristico si stanno muovendo anche Russia ed Egitto: “secondo fonti diplomatiche attendibili nella notte tra il 14 e il 15 maggio scorsi, – riporta il Corriere della Sera – subito dopo la strage al confine con Gaza, è stato Putin a ‘suggerire’ al presidente egiziano Al-Sisi, suo amico e alleato, di intimare ad Hamas il ritiro dei manifestanti dalla rete confinaria. Cosa che è puntualmente avvenuta”. A confermare il coinvolgimento del Cairo nel tentativo di fermare le violenze a Gaza, sono arrivate le parole del ministro dell’Intelligence israeliano Yisrael Katz, come riporta il Foglio. “Il Cairo avrebbe in un certo senso minacciato Hamas, informando i suoi vertici di avere prove su come il movimento avrebbe finanziato le manifestazioni e istigato la folla a convergere verso la barriera. L’Egitto, ha detto Katz alla radio militare israeliana, avrebbe ‘inequivocabilmente’ detto a Ismail Haniyeh che, ‘se la situazione fosse proseguita, Israele avrebbe preso misure molto dure e l’Egitto si sarebbe fatto da parte’”.
    (Fonte Pagine Ebraiche)

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