martedì, 20 novembre 2018
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Opinioni e commenti
 

Gli irresponsabili
Pubblicato il 08-05-2018


Dopo il gruppo dei responsabili é nato adesso quello, molto più vasto, degli irresponsabili. Mentre il presidente della Repubblica Mattarella chiede una fiducia transitoria per permettere a un governo neutrale (un’altra definizione discutibile dopo quelle di governo di responsabilità e di tregua) di prendere vita, Di Maio e Salvini si oppongono senza suggerire altro che le elezioni subito. L’uno é solo disposto a un accordo (lo chiama contratto, termine berlusconiano) con Salvini, che non può rompere con Berlusconi e quest’ultimo non può appoggiare un governo tecnico se no libera Salvini verso un accordo con Di Maio.

A questo siamo. Anche se Berlusconi e Salvini vorrebbero slacciare la cintura che li tiene avviluppati, tenendo presente che il solo Berlusconi non basta per raggiungere la maggioranza col Pd e LeU. Credo che un governo si farà, non so quanto durerà. Dietro l’angolo resta l’unica maggioranza vera, di tipo surreale e da film horror, tra Cinque stelle e Lega. Ma se non verranno all’ultimo momento superate le pregiudiziali (Di Maio ha dichiarato la sua disponibilità a un terzo uomo come presidente del Consiglio) altro non resterà che un governo di minoranza per votare al più presto.

Quello che gli irresponsabili non capiscono (in realtà lo capiscono perfettamente, ma ritengono prioritari gli interessi di partito rispetto a quelli del Paese) é che l’Italia ha appuntamenti vitali per il suo futuro che non possono aspettare i comodi di lorsignori. Bisogna approvare il Def, occorre trovare entro l’anno 12 miliardi di euro per evitare l’aumento dell’Iva e altri 19 nel 2020. Poi c’é l’Europa e ci sono le obiezioni di Moscovici sul debito, ma soprattutto ci sono le grandi emergenze cui occorre rispondere e prima di tutto la disoccupazione giovanile, anche attraverso manovre sulla spesa e sulla detassazione degli investimenti. Ma di questo nessuno si occupa. Straparlano di reddito di cittadinanza e di abolizione della Fornero, magari anche di flat tax, cioé di aumentare la spesa. E pretendono di votare a luglio in piena estate che si annuncia torrida. Un ottimo segnale per consentire un aumento di votanti. Ma di questo agli irresponsabili interessa molto poco. Anzi, nulla.

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Commenti all'articolo
  1. Ferme restando le considerazioni del Direttore, sempre razionali, ragionevoli ed equilibrate, mi si consenta un mio “scomodo” convincimento:
    Il PD avrebbe dovuto
    scegliere l’appoggio esterno ad un governo 5 stelle.
    A) per senso di responsabilità nei confronti della necessità di dare al paese un governo, così stoppando al tempo stesso l’ipotesi pericolosa di un Salvini al potere.
    B) con l’appoggio esterno, contemporaneamente, avrebbe riconfermato la sua estraneità ad una organica commistione con i 5 stelle
    C) nello stesso tempo, pur rigorosamente non partecipandovi, il governo sarebbe potuto nascere solo a seguito di un programma condiviso.
    D) il messaggio che si sarebbe lanciato, sarebbe stato quello di responsabilità senza indebita commistione, con il decisivo rifiuto di qualsiasi spazio di potere.
    E) in tal senso si sarebbe potuto mettere alla prova l’autentico valore dei 5 stelle, squarciando il loro mitico alone di “orizzonte politico ideale”
    F) in tal modo il PD avrebbe potuto sostenere “il buono” e sottrarre l’appoggio all’eventuale “cattivo”
    G) in egual misura il PD avrebbe potuto riaffrontare le elezioni con una narrazione fondata sulla propria responsabilità, non accompagnata da minima compromissione nell’occupazione del potere, competendo al contempo con i 5 stelle messi alla prova del governo e, per ciò stesso, “demiticizzati”.
    H) oggi, il PD non ha narrazione alcuna che possa fargli acquisire mezzo voto in più alle prossime elezioni, mentre i 5 stelle hanno la potenzialità argomentativa di sostenere che, nonostante scelti dagli elettori, non sono stai messi in condizione di governare, ergo è da ritenersi doveroso rafforzare il consenso già ottenuto.

  2. Per quanto mi è dato saperne, nel nostro sistema tutti i Governi, indipendentemente dal come possiamo definirli, sono “parlamentari”, ovvero di natura parlamentare, dal momento che nascono solamente dietro la fiducia espressa dalle due Camere, dove ciascun membro “esercita le sue funzioni senza vincolo di mandato”, in forza dell’art. 67 della nostra Carta, ossia di un dettato costituzionale.

    Orbene, se non erro, il centro destra, nel corso del dopo voto, aveva ad un certo punto prospettato, o ipotizzato, di poter ricevere il mandato o l’incarico per la formazione del nuovo Governo, proponendosi di sondare la possibilità di ottenere i voti mancanti, ossia necessari a raggiungere la soglia numerica della “fiducia” (non so se sto impiegando la terminologia corretta, ma qui interessa soprattutto il concetto).

    Quei voti, sempreché non ricordi male o abbia frainteso quanto allora si ascoltava o leggeva in proposito, avrebbero potuto eventualmente arrivare, pur non essendovene certezza, da esponenti dell’uno o altro partito, in virtù del sopraddetto “non vincolo”, proprio al fine di consentire la nascita di un Esecutivo, e tale loro disponibilità poteva farli vedere e giudicare come “responsabili”, quantomeno da parte di qualcuno.

    Del resto anche l’intento stesso del centro destra – che poi non andò avanti, e ce ne sarà stata sicuramente una ragione – poteva essere guardato da taluni come un atto di “responsabilità”, visto che pur nell’incertezza dei numeri mirava al varo di un Governo, ma forse, o probabilmente, c’è chi ha tutt’altra opinione in merito, il che è senza dubbio legittimo, ma l’importante sarebbe, a mio parere, che alla fine non si accreditassero due tipi di “responsabilità”, a seconda di chi le esercita o di chi politicamente ne beneficia e se ne avvale (un po’, se il paragone può reggere, come il garantismo cosiddetto a doppio binario, o .a senso unico).

    Paolo B. 09.05.2018

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