giovedì, 15 novembre 2018
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Opinioni e commenti
 

Governo. Carta bianca del Cavaliere, Meloni si tira fuori
Pubblicato il 10-05-2018


berlsuconi meloni salviniDa intransigenti a concilianti, il M5S alla fine cambia pelle e si prepara alla stanza dei bottoni. Ma tutto ciò non sarebbe avvenuto se non ci fosse stato il passo di lato di Berlusconi che porta così alle nozze per l’esecutivo i pentastellati con il Carroccio. “Se un’altra forza politica della coalizione di centro-destra ritiene di assumersi la responsabilità di creare un governo con i cinque stelle – scrive il Cavaliere in una nota – prendiamo atto con rispetto della scelta. Non sta certo a noi porre veti o pregiudiziali. In questo caso non potremo certamente votare la fiducia. Di più a noi non si può chiedere, anche in nome degli impegni che abbiamo preso con gli elettori”.
Berlusconi sa bene che Forza Italia rischia di essere fagocitata ancora di più dall’alleato verde in caso di nuove elezioni e annuncia un’astensione del suo partito critica o benevola, l’uscita dall’aula al momento del voto di fiducia o il voto contro senza rompere la coalizione.
Dopo l’ok stamattina il primo incontro tra Di Maio e Salvini per dar vita ad un governo M5S-Lega.
“Sulla composizione dell’esecutivo e del premier sono stati fatti significativi passi in avanti nell’ottica di una costruttiva collaborazione tra le parti con l’obiettivo di definire tutto in tempi brevi per dare presto una risposta e un governo politico al paese”, scrivono i due leader dopo il vertice che si è tenuto nella Sala Siani del Palazzo dei Gruppi della Camera dei Deputati. Inoltre hanno chiesto al Quirinale ancora qualche giorno di tempo per completare la lista dei nomi dei ministri da sottoporre poi al presidente Mattarella. La composizione della squadra di governo dovrebbe essere completata entro lunedì. E già domani Di Maio e Salvini dovrebbero incontrarsi nuovamente, insieme ai loro luogotenenti, per valutare chi indicare come premier della coalizione giallo-verde.
Nel frattempo Berlusconi dice chiaramente che ora nessuno potrà usare Forza Italia per giustificare un eventuale insuccesso. “Se questo governo non potesse nascere, nessuno potrà usarci come alibi di fronte all’incapacità – o all’impossibilità oggettiva – di trovare accordi fra forze politiche molto diverse. Di più a noi non si può chiedere. Tutto ciò non segna la fine dell’alleanza di centrodestra: rimangono le tante collaborazioni nei governi regionali e locali, rimane una storia comune, rimane il comune impegno preso con gli elettori. Continuiamo a lavorare per tornare a vincere, ma soprattutto perché torni a vincere l’Italia”.
Alle parole del leader azzurro risponde il senatur del Carroccio. Per Umberto Bossi in realtà il Governo a Berlusconi conviene eccome. “Ora ha tanti parlamentari, quindi potrà comunque contare per le scelte del governo, dicendo la sua sui vari provvedimenti che vengono portati in Aula. Uno non può dire a priori voto contro tutto. Gli conviene fare un voto legge per legge, ragionare di volta in volta, perché quando si arriva al voto sulle competenze per l’autonomia della Lombardia e del Veneto non può votare contro, sennò è morto, non prende più un voto al Nord. Quando dice voterò contro, sa che non è possibile”.
Nella partita che vede coinvolti Lega e Cinquestelle, ma in cui gioca anche Berlusconi, è Fratelli d’Italia a chiamarsi fuori. Ieri l’assemblea dei parlamentari di Fratelli d’Italia, a Montecitorio, avrebbe deciso di sfilarsi preventivamente da un “governo che nasce in grande confusione”. Una scelta coerente con quella di restare alla finestra, con la leader che aveva già spiegato di “attendere l’esito delle scelte di Mattarella per poi indicare le proprie decisioni”. Alla riunione dei gruppi, la Meloni ha ribadito peraltro che dal suo punto di vista Mattarella avrebbe dovuto affidare un incarico “alla luce del sole – recita una nota del partito – a Salvini perché si presenti in Parlamento a chiedere i voti, innanzitutto ai Cinquestelle o anche ai singoli parlamentari, necessari per iniziare subito a dare agli italiani le risposte che attendono”.

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