mercoledì, 15 agosto 2018
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Opinioni e commenti
 

ULTIME BATTUTE
Pubblicato il 16-05-2018


MATTARELLA

Ultime battute del confronto tra Lega e 5 Stelle. Entro la serata di oggi, al massimo domattina, i due movimenti più votati alle elezioni del 4 marzo potrebbero chiudere il contratto di governo. Superato lo stallo dei programmi, si dovrebbe passare alle poltrone da assegnare. Da quanto trapela la possibilità di una staffetta tra Di Maio e Salvini non è affatto gradita al Quirinale.

I partiti, dunque, dovranno indicare un nome preciso sul quale costruire il Governo. Considerati i voti ricevuti, è probabile che possa essere un esponente pentastellato. Non sarà, però, Di Maio. Circola invece con insistenza il nome di Alfonso Bonafede, avvocato e deputato. Resta in campo anche l’ipotesi Emilio Carelli, giornalista e neoparlamentare grillino.

I due leader dovrebbero comunque essere inseriti tra i nomi presenti nel Consiglio dei Ministri. Salvini continua a chiedere con insistenza il ministero dell’Interno (“Un leghista al Viminale sarebbe una garanzia per rimpatri ed espulsioni”), mentre a Di Maio potrebbe andare la Farnesina. Si vedrà. Quel che appare certo riguarda la forte posizione euroscettica che potrebbe assumere l’Esecutivo giallo-verde.

La bozza di programma circolata ieri ha messo in allerta l’Europa. Sia a Bruxelles che alla Bce sono preoccupati che la spinta populista di Lega e 5 Stelle possa portare a soluzioni pericolose per i mercati del continente. L’uscita dall’euro e la cancellazione di 250 miliardi di debito pubblico, così come riportato nel documento pubblicato, avrebbe grosse ripercussioni sull’economia globale.

Proprio sulla bozza nasce un piccolo incidente con il Colle. Le delegazioni di M5s e Lega, nelle consultazioni di lunedì al Quirinale, hanno lasciato al presidente Sergio Mattarella la bozza dell’accordo di programma nello stato in cui si trovava in quel momento. “È chiaro – spiegano al Quirinale – che il Presidente non guarda bozze ma testi definiti, frutto della responsabilità dei partiti che concludono accordi di governo”.

Un assaggio di quello che potrebbe accadere è arrivato oggi, con la Borsa che registra la performance peggiore d’Europa e Milano che perde il 2%. Lo Spread alle ore 14 ha superato i 150 punti base. Arrivano, quindi, i primi segnali negativi dalla finanza. “Provano a fermarci coi soliti ricatti dello Spread che sale, delle borse che scendono e delle minacce europee. Stavolta si cambia, più lavoro e meno clandestini, più sicurezza e meno tasse”, tuona Salvini, che minimizza le reazioni dei listini europei.

Manca ancora poco, dunque. Poi il leader della Lega e il capo politico dei 5 Stelle saliranno al Colle per comunicare al Presidente della Repubblica l’esito del loro confronto. È possibile che i due si rechino da Mattarella prima di lunedì. Il Capo dello Stato è comunque pronto ad adottare la soluzione alternativa. Se Salvini e Di Maio non dovessero riuscire nel loro intento, partirebbe subito il governo di servizio.

F.G.

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