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Opinioni e commenti
 

NODO SAVONA
Pubblicato il 25-05-2018


savona-mattarellatagliatoResta il nodo del ministero dell’Economia. Da una parte le insistenze di Lega e 5 Stelle decisi a non mollare sul nome di Paolo Savona e dall’altra le resistenze del Quirinale. Il premier incaricato, Giuseppe Conte, è salito nel pomeriggio al Colle per provare a mediare con il presidente della Repubblica. Il nome dell’economista non convince del tutto Sergio Mattarella, soprattutto per le sue posizioni critiche sull’euro. L’incontro dunque non è per scogliere la riserva o per la presentazione della lista dei Ministri bensì si tratta ancora di un incontro informale, interlocutorio, durante il quale Conte riferirà al capo dello Stato gli sviluppi delle trattative per la formazione della lista dei ministri.

La giornata di oggi per Conte è stata, ancora una volta, complessa. Prima l’incontro – durato oltre 90 minuti – in via Nazionale, a Roma, con il governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco, “in cui si è discusso dello stato dell’economia italiana”. Poi il vertice con Matteo Salvini e Luigi Di Maio. Dopo l’incontro con i due leader, Conte non aveva escluso di poter tornare già oggi a riferire al presidente Mattarella: “Al Colle oggi? Vedremo…”. “Procede tutto per il meglio – ha assicurato Di Maio -. L’incontro è andato bene. Sulla squadra di governo la parola spetta al presidente Conte e al presidente della Repubblica”. Alla domanda se sia disposto a rinunciare al superministero del Lavoro, Di Maio ha risposto: “Non mi pare si stia discutendo di nomi, si sta discutendo dell’assetto di governo per realizzare il programma elettorale. Quando giurerà la squadra? Questo dovete chiederlo al presidente”. Al termine della riunione Conte è andato via in taxi seguito dalla scorta, così come era arrivato. “Abbiamo doverosamente parlato dello stato dell’economia italiana – ha detto Conte ai cronisti – c’è stato un aggiornamento”. Il premier incaricato ha poi ricordato che la prossima settimana ci sarà la relazione finale di Banca d’Italia.

Ma il nodo evidentemente non è solo quella Savona. A complicare il quadro arrivano le pressioni di Bruxelles accompagnate dai primi segnali di impazienza della commissione. A pensare che soli pochi giorni fa era arrivato qualche segnale di incoraggiamento. La preoccupazione di Bruxelles è evidentemente in crescita sia per lo stallo che non si sblocca sia per le dichiarazioni di programma che vogliono mettere insieme politiche tali da mandare all’aria i conti dello Stato. Tanto che lo spread in pochi giorni è tornata superare quota 200.

“Risalire una china per cinque lunghi anni come l’Italia ha fatto – ha detto il presidente del Consiglio uscente Paolo Gentiloni – non è semplice: purtroppo ad andare fuori strada non servono cinque anni ma pochi mesi, a volte poche settimane”. “Bisogna curare le ferite ancora aperte – ha aggiunto – ma farlo cercando di andare avanti, mantenere qualità, responsabilità e impegni nell’azione di governo. Credo sia molto importante e sia l’unico messaggio che è giusto mandare al governo che nei prossimi giorni sostituirà quello che io ho presieduto”. Ma la preoccupazione è anche dell’Europa: “L’Italia non si comporti da irresponsabile – ha detto Valdis Dombrovskis, vicepresidente della Commissione a margine dell’Ecofin –.  Sul governo italiano prima di tutto dobbiamo vedere le proposte politiche concrete, il programma di stabilità che il governo deve presentare. Ma il nostro messaggio dalla Commissione è molto chiaro: è importante che l’Italia continui a rispettare politiche macroeconomiche e di bilancio responsabili”.

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Commenti all'articolo
  1. I giornali di oggi aprono con problemi, in Italia, per la formazione di un nuovo governo affidato a Giuseppe Conte: il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella sembra non volere l’economista Paolo Savona come ministro all’Economia per le sue posizioni euroscettiche. Il leader della Lega Matteo Salvini sabato sera ha dichiarato: “Nessun passo indietro, stasera daremo la lista dei ministri della Lega a Conte. Se salta il governo ci sarà una frattura con gli italiani. Noi abbiamo fatto tutto il possibile”. E di Salvini parlano i quotidiani tedeschi, molto critici nei confronti del binomio Lega-5 Stelle: lo Spiegel, come racconta oggi La Stampa, riporta che “Salvini cura contatti politici non solo con la destra populista della Alternative für Deutschland (Aft) ma anche col movimento anti-islamico e xenofobo di Pegida”. Contatti documentati da una foto pubblicata dal settimanale tedesco “che ritrae il leader della Lega insieme all’editore neonazista Goetz Kubitschek, ospite fisso delle manifestazioni organizzate a Dresda da Pegida e braccio destro di Björn Höck, il discusso leader dell’Aft in Turingia che ha definito una volta il memoriale dell’Olocausto di Berlino come un ‘monumento della vergogna’”.
    (Fonte Pagine Ebraiche)

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