martedì, 14 agosto 2018
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Pubblicato il 30-05-2018


salvini dimaio

“Da almeno un mese chiediamo a democratici e riformisti di unirsi in una ‘concentrazione repubblicana’ a difesa delle istituzioni e dell’euro da chi vorrebbe gettare il Paese nel caos”. Lo ha detto il segretario del Psi, Riccardo Nencini, riferendosi alla lettera che i primi di maggio aveva mandato ai leader di centrosinistra con l’obiettivo di “abbandonare egoismi e litigiosità”. Nencini aggiunge: “Ciascuno di noi deve conferire parte della sua sovranità a un disegno politico nuovo e responsabile, proprio quando Salvini minaccia i risparmi degli italiani”- ha aggiunto Nencini ricordando che l’appello era rivolto anche a Leu e ai movimenti civici democratici. Intanto il Partito Socialista Italiano annuncia l’adesione alla manifestazione organizzata dal Partito Democratico ‘in difesa delle istituzioni democratiche, della Costituzione e del Presidente della Repubblica”, prevista per venerdì 1 giugno alle ore 17, in Piazza Santi Apostoli a Roma.  Alla manifestazione interverrà il Segretario del Psi, Riccardo Nencini.

Che il centrosinistra debba riorganizzarsi dopo la batosta del 4 marzo è fuori dubbio. L’unica cosa sicura è non si può far finta di nulla. Il rischio è quello di un centrosinistra destinato alla testimonianza, fermo a guardare al proprio interno in una sorta di immobilismo autolesionista. I sondaggi degli ultimi giorni su un ipotetico voto a breve sono allarmanti e disegnano un paese potenzialmente in mano a forze populiste e antisistema che potrebbero nel giro di poco, non solo annullare i sacrifici degli ultimi anni, ma portare l’Italia in un serio stato di dissesto oltre che in un conflitto permanente con la parte più avanzata dell’Europa.

Oggi i 5 Stelle si sono svegliati con una nova posizione ufficiale: “Governo politico o voto”. La ha espressa Luigi Di Maio, circa la possibilità di non votare contro un esecutivo tecnico guidato da Carlo Cottarelli.

“Come Lega le abbiamo provate tutte per dare un Governo a questo Paese – ha detto il segretario della Lega Matteo Salvini -. Con il centrodestra non andava bene, con i Cinque Stelle non andava bene. Noi ci siamo. Basta che non perdano più tempo e non prendano più in giro le persone. O si beccano il programma e la squadra che abbiamo presentato oppure facciano altro e ci facciano votare”. “Tutti sanno come la penso dal 4 marzo – ha detto ancora Salvini -. Abbiamo coerenza e lealtà. Se si vuole c’è un contratto di governo con una squadra pronta. Eravamo pronti a partire la settimana scorsa e non ce lo hanno permesso. Basta che nessuno metta veti al programma o alla squadra”. I giochi sono ancora aperti, dunque? “Sì ma gli italiani si stanno stufando. Si tratta di un momento estremamente delicato. Noi attendiamo”, aggiunge. Insomma uno stop all’idea di un governo politico con Luigi Di Maio. Salvini, lanciato dai sondaggi, vuole massimizzare e spera in elezioni a breve ma ormai dopo l’estate. (Si sono accorti che gli italiani sono in ferie).

La Lega non è quindi favorevole ad una nuova edizione del Governo M5S-Lega in realtà mai partita ma non ostacolerebbe “soluzioni rapide” promosse dal Colle per affrontare le emergenze a condizione che il prima possibile sia dato modo agli italiani di tornare al voto. Una sorta di ‘non sfiducia tecnica’ al governo che Sergio Mattarella ha chiesto a Carlo Cottarelli di formare. Come questo possa realizzarsi (astensionismo, uscita dall’Aula o altro) non è ancora chiaro. Ma di certo Salvini permetterebbe ad un nuovo governo tecnico di presentarsi al G7 in Canada, al Consiglio Europeo di Bruxelles a giugno, al vertice Nato a luglio, e soprattutto di fare la legge di bilancio prima di andare al voto ai primi di ottobre. Un governo che non ha la fiducia ma neanche la sfiducia.

Ma è proprio il premier incaricato Carlo Cottarelli – secondo fonti a lui vicine – a tenere ancora alta l’ipotesi. “Durante l’attività del Presidente del Consiglio incaricato per la formazione del nuovo Governo sono emerse nuove possibilità per la nascita di un Governo politico. Questa circostanza, anche di fronte alle tensioni sui mercati, lo ha indotto – d’intesa con il Presidente della Repubblica – ad attendere gli eventuali sviluppi”, spiegano. In tutto ciò Luigi Di Maio si mette di traverso, pronto a votare contro al governo Cottarelli. “È un governo che non ha un voto nel popolo né un voto in Parlamento.

Non solo non c’è una maggioranza, ma rischia di trasformarsi nell’unico governo della storia senza un singolo voto di fiducia”, attacca chiedendo di andare alle elezioni. Passaggi che il Quirinale segue di ora in ora con attenzione estrema, mentre Carlo Cottarelli è alla ricerca di voti che sostengano il suo esecutivo.

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Commenti all'articolo
  1. L’incerto scenario politico italiano continua ad avere gli occhi puntati dei media e dell’opinione pubblica internazionale. I timori, riporta il Corriere, sono per un effetto boomerang. “Lo stop al governo Lega-Cinque Stelle – si legge – non solo non ha fermato a tempesta finanziaria ma, è la tesi prevalente, rischia di favorire un successo ancora più travolgente degli euroscettici”. Da questa analisi si distanzia il New York Times: “Il no a Paolo Savona di Sergio Mattarella e il conseguente collasso dell’esecutivo giallo-verde è certo ‘una scommessa azzardata’, scrive il giornale in un editoriale del board, ma ‘la posizione di Mattarella, perlomeno, dà agli italiani una seconda possibilità di ponderare le loro opzioni dopo aver intravisto cosa potrebbero significare le loro scelte precedenti’”. Ad essere segnalati gli articoli, oltre che del Nyt, di The Wall Street Journal, Financial Times, The Daily Telegraph, Suddeutsche Zeitung, Le Monde, Sputnik.
    (Fonte Pagine Ebraiche)

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