martedì, 11 dicembre 2018
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Opinioni e commenti
 

IBI 2018 o 2019? Trasformazioni in corso, cantiere quasi aperto
Pubblicato il 30-05-2018


angelo binaghiMentre si guarda già al Roland Garros 2018, sono state prima tratte le somme dell’edizione di quest’anno degli Internazionali Bnl d’Italia di tennis; guardando al futuro e pensando già al prossimo anno, perché tra un mese neppure già si sarà al lavoro per ideare l’edizione del 2019: nel segno dell’innovazione e della sperimentazione. È stato il presidente della FIT, Angelo Binaghi, a farne il sunto evidenziando i punti focali e facendo intravedere quali potrebbero essere le prospettive prossime.
Innanzitutto il risultato positivo raggiunto non poteva che portare ad esprimere soddisfazione; ed i numeri confermano la fondatezza di un ottimismo ponderato. In primis oltre 62 milioni di visualizzazioni durante il torneo, con un incremento del 9% rispetto allo scorso anno; poi il gradimento del pubblico è stato espresso soprattutto in particolare -ovviamente- sui canali social, con un tasso pari a circa 495mila fan e followers; a cui si aggiunge l’aumento del 58% delle visualizzazioni di video su Facebook, paragonate a quelle del 2017; così come sono state più di 1,4 milioni le interazioni avvenute sui social appunto, cresciute di un +32% rispetto ad un anno fa; durante lo svolgimento del torneo, inoltre, sono stati caricati e pubblicati più di 2.400 contenuti sui social sempre (via preferenziale utilizzata dagli appassionati di tennis giunti agli IBI); dal sito web ufficiale sono state, poi, visualizzate più di sette milioni di pagine, per non parlare degli utenti iscritti alla newsletter; successo anche per le app create e per la connessione WI-FI (sebbene non abbia sempre funzionato bene): 38.600 installate tra le prime (con oltre 28mila utenti registrati) e 33.900 per la seconda, con accessi alla rete gratuita molto ricercati e richiesti (con uso di password e username e con l’aiuto del personale del desk). Poi vi è un ultimo dato importante: l’ascolto del canale ufficiale della kermesse, Supertennis, è cresciuto notevolmente (di un +10% circa); rispetto al 2016, quando era il sesto delle emittenti sportive con un ascolto medio pari a circa 11.038 utenti, nel 2017 è salito al quarto posto, con una media aumentata sino a 14.041 utenti: ha saputo offrire un prodotto di qualità sempre maggiore e più evoluto, grazie all’uso delle nuove tecnologie. Una posizione che lo vede superato solo da colossi quali Rai sport 1 (al primo posto), Sky sport 1 (al secondo) e Sky sport 24 (al terzo). Questi ultimi, però, non sono ‘cresciuti’ nella loro media utenti, a differenza di Supertennis, sebbene mantengano le loro postazioni di prestigio grazie ormai all’affidabilità dimostrata (nella lunga esperienza di anni ed anni di attività sul campo) e alla fidelizzazione raggiunta di una clientela affezionata anche alle figure di esperti che si sono fatti apprezzare per la loro competenza.
In questa edizione, inoltre, sono stati molti i momenti centrali e toccanti che hanno animato la manifestazione diventata sempre più complessa: non è solo sportiva, commerciale, agonistica o mondana, ma anche culturale nel vero senso della parola; non di settore, ma aperta a tutti e in grado di coinvolgere chiunque. A ricordare tali attimi è stato il presidente della FIT Binaghi, che non ha parlato solo della seconda edizione a Milano delle Next Gen Atp Finals o non è stato solo protagonista della consegna della racchetta d’oro (prima dell’inizio della finale maschile tra Rafael Nadal e Alexander Zverev) a Jan Kodes: ex tennista cecoslovacco che vinse tre prove del Grande Slam nei primi anni Settanta, tra cui Wimbledon nel 1973; quell’anno arrivò al quinto posto della classifica mondiale. In carriera ha vinto otto tornei di prima fascia in singolare e diciassette in doppio. Nel 1990 è entrato anche nella International Tennis Hall of Fame. Agli Internazionali Bnl d’Italia è arrivato tre volte in finale, ma le ha perse tutte e tre: la prima nel 1970 da Nastase, la seconda nel 1971 da Laver, la terza nel 1972 dallo spagnolo Manuel Orantes. Mancava da Roma da circa 24 anni.
Dopo tali momenti topici, Binaghi si è detto innanzitutto “orgoglioso di questa edizione degli IBI”. “Abbiamo avuto, nel maschile, lampi da Lorenzo Sonego, Matteo Berrettini, che ha impegnato persino Alexander Zverev, Filippo Baldi, Marco Cecchinato, ma anche Stefano Napolitano, Andrea Pellegrino e Salvatore Caruso; un settore che ha un’ottima prospettiva, che ha offerto una fase di spettacolo durata ancora di più grazie a Fabio Fognini (giunto sino ai quarti e arresosi solo a Rafa Nadal): tutto impensabile sino a poco tempo fa”, ha commentato in proposito il presidente FIT. Si apre un futuro con una prospettiva rosea, perché sono “una reale speranza” per il tennis italiano. “Nel femminile, invece – ha aggiunto Binaghi – c’è una fase di lavori in corso: c’è necessità di ritrovare giocatrici che possano darci prospettive, che una grande Federazione come quella italiana deve avere”. A tale proposito, non ha potuto fare a meno di rilevare Binaghi, “Roberta Vinci ci ha regalato forti emozioni e ci ha gratificato nello scegliere il Foro per terminare la sua carriera”. Sì, la salentina si è ritirata e a Roma ha giocato la sua ultima partita, ma non è stato un addio al tennis. A spiegarlo è stato il presidente stesso annunciando quale sarà il futuro della Vinci: “resterà nella Fit ad accelerare il processo di crescita del settore femminile, dove intanto – ha comunicato ufficialmente Binaghi – abbiamo recuperato Camila Giorgi, che con Sara Errani costruiranno un gruppo solido, una squadra che possa essere competitiva in Fed Cup”. A proposito della tennista salentina, il presidente Binaghi ha avuto parole moto affettuose e gentili: “Non riesco a ricordarmi un episodio che non sia stato perfetto in tutta la sua carriera; Roberta è una grande atleta e una grande persona. Con Sara (Errani), Flavia (Pennetta), Francesca (Schiavone, wild card speciale quest’anno) hanno regalato emozioni irripetibili: chapeau a una carriera del genere. Il giorno dopo il suo ultimo incontro giocato qui al Foro ho parlato con lei, che ha meritato adesso un periodo di vacanza giustificata molto lunga. Avevamo pensato per lei, per il suo futuro, diversi scenari possibili, tra cui uno di essi credevamo potesse essere quello di commentatrice sui nostri canali Tv: ha una buona comunicativa e una simpatia immediata, empatica e carismatica che arriva subito. Invece lei ha scelto la strada più scomoda: vuole continuare a vivere di tennis giocato con le nostre ragazze di Fed Cup (tra cui abbiamo visto durante le qualificazioni Martina Trevisan, Martina Caregaro, Deborah Chiesa, Jessica Pieri su tutte). Ha deciso di lavorare nel settore tecnico della Fit, ma deve prima capire quale potrà essere il suo contributo e soprattutto quanto sia difficile operare e adoperarsi in tale contesto”.
Risultati superiori alle aspettative, anche grazie ai ritorni di Maria Sharapova e Novak Djokovic (arrivati entrambi alle semifinali), che neppure il lieve calo di incasso (un -3%) dalla vendita di biglietti ha potuto incrinare. Qualche giorno di maltempo (la finale maschile stessa è stata interrotta per pioggia per un’ora) non ha inficiato gli introiti e il successo della manifestazione, di cui un valore aggiunto – ha precisato Binaghi – è la location. Ed a proposito di innovazione, i maggiori cambiamenti potrebbero riguardare proprio quest’ambito. “È stato un prodotto finale fantastico. L’intero impianto della location ha contribuito in maniera preponderante alla riuscita stessa dell’evento e ne ha rappresentato un valore aggiunto. Cercheremo di fare tutto il possibile per migliorarlo e rinnovarlo, tentando di cambiarne la connotazione. Il prossimo anno faremo una struttura nuova dell’attuale Next Gen Arena, che chiameremo in modo diverso. Ci sarà, inoltre, una maggiore razionalizzazione dello spazio, sia dell’area commerciale che di quella riservata alla stampa. Stiamo trattando, poi, anche per la copertura del Centrale, un’operazione necessaria quanto complessa per i vincoli presenti nella zona, ma pensavamo a una struttura che fosse adattabile e fruibile anche dalla pallavolo e dalla pallacanestro”. Infine, c’è sempre la parentesi di portare il tennis a piazza del popolo: “i rapporti con l’amministrazione capitolina ci sono e sono buoni, riapriremo la questione e posso garantire che il tennis a piazza del popolo ci andrà perché sono testardo come tutti i sardi e tengo molto a che sia raggiunto tale traguardo”. Maggiore attenzione dovrà essere riposta in futuro, poi, anche al pubblico di utenti stranieri, che hanno fatto sì che ci potesse esserci il sold out nelle tre giornate conclusive.

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