domenica, 22 luglio 2018
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Opinioni e commenti
 

Il Pd e il nodo del Governo
Pubblicato il 03-05-2018


Alla vigilia di una Direzione storica del PD, che non esito a definire simile alla famosa Bad Godesberg per la SPD quanto a portata innovatrice, credo sia importante sottolineare alcuni brevi punti.

L’alleanza potenziale con il 5stelle, oggetto della discussione di domani, segnerà forse una spaccatura nel PD, che però ne uscirà rafforzato nella sua identità. Identità che sarà inevitabilmente riformista, democratica, socialdemocratica, europea. L’abbraccio dei 5stelle sarà respinto.

Il PD ha avuto una nascita recente ed ha già vissuto spaccature e cambi di identità. L’ultimo, storico, l’ingresso nel PSE, Partito del Socialismo Europeo. E’ un partito maturo, forte, che cresce e si definisce. La Direzione farà bene al PD, lo renderà più forte, scevro da pulsioni massimaliste.

I 5 stelle dal canto loro sono una forza numerica priva di identità, tenuti assieme solo da odio ribellione e pronti a seguire qualunque ideologia pur di agguantare il potere. Potere che difficilmente saprebbero gestire, visti i precedenti romani, con danni inestimabili per l’Italia.

I 5 stelle sono forza che nasce dai Vaffa, dal complottismo, dall’anti politica, dal giustizialismo e dal sogno della decrescita felice.

Sono una parte malata della sinistra e della destra, essi sommano le pulsioni anti-capitaliste della sinistra e della destra, e le pulsioni anti democratiche, anti casta, contro le “procedure” lente della politica che sono invece garanzia di libertà per tutti.

Il linguaggio violento “apriremo il Parlamento” con un apriscatola etc fa emergere un disprezzo per le istituzioni oggi occupate solo come mero “entrismo”, con il malcelato scopo di modificare l’assetto costituzionale del Paese, dopo averne difeso opportunisticamente la Costituzione in occasione del Referendum.

Il giustizialismo giacobino rappresenta una anticipazione pericolosa della giustizia sommaria, fatta tramite media e sulla base di pregiudizi.

La decrescita felice é un incubo che ci sbatterebbe fuori dai mercati dall’Europa isolati ed in bancarotta.

I 5 stelle sono un passo indietro di circa un secolo anche in relazione alla scienza, ai vaccini, alle teorie del complotto che emergono dai siti le cui fonti sono senza controllo.

Il lavoro difficile fatto negli utlimi 5 anni dai governi Letta Renzi Gentiloni per tenere sulla giusta rotta la barca italiana non puo’ essere affidato alle mani inesperte dei 5stelle.

Il potere di governare l’Italia richiede capacità, esperienza, controllo e nessuno si sognerebbe di mettere l’On. Di Maio in un CDA di una società quotata, perchè dovremmo farlo sedere alla Presidenza del Consiglio?

Perché ha preso tanti voti.
E’ vero, ma non sufficienti a governare e non c’entra la legge elettorale, che non affida appunto alcun premio di “governabilità”, cioé ognuno vale quello che ha preso, e l’On. Di Maio ha preso 32%. Non basta, occorre il 51%.

I 5stelle sono voto di protesta e saranno probabilmente riassorbiti nei prossimi anni. Questa legislatura serva a governare bene e a non disperdere il buon lavoro fatto. L’economia é in ripresa e le forze democratiche possono aumentare gli effetti del ciclo favorevole governando bene nell’interesse nazionale.

Sul fronte del centrodestra, apparentemente unito, occorre ricordare a Salvini che il suo partito si aggira intorno al 18% e quindi se il centrodestra dovesse essere chiamato dal Presidente della Repubblica a governare perché maggioranza nel Paese, il Premier non dovrà essere necessariamente espresso dalla Lega. Se davvero vuole dare un governo al paese, abbassi i toni e scenda dalla ruspa, i suoi elettori sono molto più moderati di lui.

Leonardo Scimmi

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