venerdì, 21 settembre 2018
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Opinioni e commenti
 

Ilva, morto operaio 28enne. Sciopero sindacati
Pubblicato il 17-05-2018


ansa incidente ilva-2Oggi, un altro infortunio mortale è avvenuto all’Ilva. I sindacati hanno proclamato immediatamente all’acciaieria di Taranto lo sciopero per la morte del dipendente della ditta Ferplast. Nel comunicato di Fiom, Fim, Uilm e Usb, si legge: “Richiamando con forza le precarie condizioni in cui vivono i lavoratori delle aziende dell’appalto e dell’indotto Ilva che alle continue tensioni di precarietà, mancanza di stipendi, incertezza sul futuro, aggiungono anche minori condizioni di sicurezza, si proclama lo sciopero immediato dalle ore 11 odierne fino a tutto il primo turno di domani 18/05/2018. Nel corso degli ultimi mesi sono stati consumati più scioperi (ultimo il 30 aprile) denunciando le condizioni di sicurezza carenti, generate anche da una serie di mancanze organizzative, assenza di investimenti e manutenzioni più volte denunciati, oggi l’ennesimo inaccettabile episodio”.
I sindacati ritengono non più rinviabile una seria discussione sull’intero sistema degli appalti che vengono ancor più aggravate dallo stallo della trattativa Ilva in cui uno dei punti delle nostre rivendicazioni è l’avvio di un vero e proprio codice degli appalti. Anche se, forse, potrebbe essere sufficiente chiedere controlli più efficaci e più frequenti sulla sicurezza anche per gli appalti.

“E’ di poche ore fa – è il commento del responsabile Lavoro del PSI, Luigi Iorio – la notizia dell’ennesima morte bianca avvenuta a Taranto; un giovane di 28 anni ha perso la vita mentre lavorava in cima ad una gru, nello stabilimento Ilva di Taranto. Un cavo ha ceduto e lo ha ucciso sul colpo. Le responsabilità dovranno essere accertate dalla magistratura, ma di sicuro è assurdo che, nel 2018, si continui a morire sul posto di lavoro come accadeva ai primi del ‘900”. “Secondo l’Osservatorio indipendente di Bologna sono tredicimila le morti in dieci anni. Dall’inizio dell’anno duecentosessanta, una media di quasi due vittime al giorno. Un livello di mortalità sui luoghi di lavoro tra i più alti tra i paesi occidentali”, sottolinea Iorio.  “Siamo difronte ad una vera emergenza di Stato. Occorre implementare controlli più stretti nei luoghi di lavoro,e ricreare quelle condizioni sociali e politiche che portino i lavoratori a rivendicare i propri diritti. Il rilancio di principi e valori propri della sinistra passa anche da un’opera di costante tutela dei diritti dei lavoratori, di presidio nei luoghi di lavoro, di dialogo con le parti sociali e di responsabilizzare dei lavoratori sui pericoli che si corrono in assenza di adeguate norme di sicurezza” ha concluso l’esponente socialista.

“Le chiamano ‘bianche’, ma sono morti come tutte le altre e non hanno colore ma solo dolore”, ha concluso l’esponente del PSI.

L’operaio morto stamattina si chiamava Angelo Fuggiano, aveva 28 anni, ed era dipendente della ditta appaltatrice Ferplast. L’operaio è deceduto a seguito di un impatto con una fune. Lo rende noto l’Ilva. L’area è attualmente non operativa e occupata solamente dalla ditta esterna che ha in corso la manutenzione dell’area stessa. La gru DM6 era ferma da due giorni per attività di manutenzione. Sul posto sono interventi immediatamente i Vigili del Fuoco, il personale sanitario interno e i medici del 118 per cercare di rianimare il dipendente subito accasciatosi dopo l’accaduto.
Il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, ha espresso le sue condoglianze alla famiglia di Angelo Fuggiano dichiarando: “Questa ennesima tragedia conferma la necessità di un impegno straordinario per migliorare l’efficacia delle attività di controllo del rispetto delle normative sulla sicurezza, rafforzare le azioni e gli strumenti di prevenzione dei rischi, favorire maggiori investimenti in sicurezza da parte delle imprese, assicurare ai lavoratori un’effettiva formazione specifica. Lavorare in sicurezza è un diritto di tutti. E serve l’impegno di tutti per affermarlo in modo compiuto”.
Nel 2018 gli incidenti mortali sul lavoro sono aumentati. Dal primo gennaio sono 256 i morti sui luoghi di lavoro in Italia.
L’Osservatorio indipendente di Bologna aggiorna quotidianamente sul suo blog il drammatico susseguirsi di incidenti dichiarando: “Con le morti sulle strade e in itinere si arriva a superare già i 450 morti complessivi”.
Da dieci anni il sito registra ogni tragedia sul lavoro, regione per regione, città per città. L’iniziativa è stata avviata il primo gennaio 2008 dal metalmeccanico in pensione Carlo Soricelli per ricordare i sette lavoratori della Thyssenkrupp di Torino morti poche settimane prima.
I dati ufficiali delle denuncie di infortunio mortale presentate all’Inail, nei primi tre mesi del 2018, hanno registrato 212 morti sul lavoro: 22 in piu’ rispetto alle 190 del primo trimestre 2017 (+11,6%). L’aumento ha riguardato esclusivamente gli incidenti in itinere, quelli che avvengono nel tragitto tra casa e lavoro (sono aumentati a 67 dai 43 del primi tre mesi del 2016), mentre gli infortuni sul luogo di lavoro hanno segnato una lieve diminuzione (passando da 147 a 145).
Sempre secondo i dati Inail relativi al primo trimestre di quest’anno, le morti del lavoro sono aumentate nel Nord-Ovest (19), nel Nord-Est (10) e al Centro (7), mentre si registrano invece al Sud (9 decessi) e nelle Isole (5). A livello regionale, spiccano le 15 denunce in meno (da 19 a 4) dell’Abruzzo e i sei casi mortali in meno in Sicilia (da 18 a 12) e Toscana (da 15 a 9). Aumenti, invece, in Lombardia (da 25 a 39), Piemonte (da 12 a 21) e Lazio (da 11 a 21). Una morte su due ha coinvolto lavoratori di età compresa tra i 50 e i 64 anni, per i quali si registra un incremento di 29 casi (+35%) rispetto ai primi tre mesi del 2017. In diminuzione, invece, le denunce per i lavoratori fino a 34 anni (da 32 a 25 casi) e per quelli tra i 45 e i 49 anni (da 26 a 17).
Nei primi tre mesi di quest’anno, anche le denunce di malattia professionale sono tornate ad aumentare: 16.124, pari a 877 casi in più (+5,8%) rispetto allo stesso periodo del 2017 (15.247). Nei dodici mesi del 2017 sono state oltre mille, precisamente 1.029, le denunce all’Inail di infortunio mortale sul lavoro: 11 in più (il +1,1%) rispetto alle 1.018 morti sul lavoro dell’anno prima. E’ un numero su cui hanno pesato le tragedie di Rigopiano e di Campo Felice, avvenute in Abruzzo a gennaio dello scorso anno. Nel complesso, invece, sono risultate in calo le denunce di infortunio sul lavoro: 635.433, con 1.379 casi in meno (-0,2%) rispetto al 2016 (636.812). Le denunce di malattia professionale nel 2017 sono invece scese a 58.129, 2.218 in meno rispetto al 2016 (-3,7%), quando erano state 60.347.
L’annoso problema della sicurezza del lavoro resta sempre preoccupante. In quest’ultima settimana, gli incidenti più eclatanti, con giovani lavoratori morti, sono avvenuti nelle acciaierie e nella cantieristica navale.

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