sabato, 18 agosto 2018
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Opinioni e commenti
 

Inps. Via alle domande di Ape volontaria
Pubblicato il 09-05-2018


Inps

APE VOLONTARIA, POSSIBILE FARE DOMANDA

Via alle domande di Ape volontaria, il prestito ponte con cui i lavoratori di 63 anni di età e almeno 20 di contributi potranno accedere volontariamente al pensionamento anticipato. Da giovedì scorso 12/04/2018 è disponibile, infatti, sul sito Inps il servizio online per la presentazione della domanda per l’anticipo finanziario a garanzia pensionistica. L’attivazione è arrivata con l’adesione agli accordi quadro da parte di Banca Intesa SanPaolo e delle Imprese assicurative Unipol e Allianz.

Dalla predetta data, quindi, gli interessati che hanno ottenuto la certificazione del diritto da parte dell’Inps utilizzando l’identità digitale Spid almeno di secondo livello, possono inviare l’istanza di accesso all’Ape volontario, che comprende la proposta del contratto di finanziamento, la proposta di contratto di assicurazione contro il rischio di premorienza, l’istanza di ammissione al fondo di garanzia, nonché la richiesta di pensione di vecchiaia.

Nella domanda, precisa l’Inps, il richiedente deve indicare sia l’istituto finanziatore cui richiedere il prestito sia l’impresa assicurativa alla quale richiedere la copertura del rischio di premorienza. Giova a tale proposito ricordare che coloro che hanno maturato i requisiti di accesso all’Ape volontario nel periodo compreso tra il 1° maggio e il 18 ottobre 2017, al fine di ottenere l’anticipo finanziario comprensivo dei ratei arretrati maturati, avrebbero dovuto trasmettere l’istanza di ammissione al pensionamento anticipato entro il 18 aprile scorso.

Pensioni

NOVITÀ SU RECUPERO

Ape volontario, sono arrivate le informazioni sulle modalità di recupero e attivazione del Fondo di garanzia. Dopo il via libera alle domande del prestito ponte (con cui i lavoratori di 63 anni di età e almeno 20 di contributi potranno accedere volontariamente al pensionamento anticipato), l’Inps ha fornito le prime indicazioni sulle modalità di recupero e di attivazione del Fondo di garanzia per l’anticipo finanziario a garanzia pensionistica.

Il messaggio dell’Istituto n. 1604 contiene infatti indicazioni amministrative e organizzative sul Fondo e sull’operatività in merito al cosiddetto Ape istituito – in via sperimentale – dal 1° maggio 2017 al 31 dicembre 2019, in seguito alla circolare Inps 13 febbraio 2018 n. 28.

Cos’è – Si tratta di un prestito corrisposto a quote mensili dall’istituto finanziatore scelto dal richiedente, iscritto a determinate forme previdenziali, che “matura il diritto alla pensione di vecchiaia di cui all’articolo 24, commi 6 e 7, del decreto legge n. 201 del 2011
(convertito con modificazioni dalla legge n. 214 del 2011) entro tre anni e sette mesi dalla domanda”.

A condizione, però, che “l’importo della pensione, al netto della rata di ammortamento corrispondente all’Ape richiesta per il tramite dell’Inps, sia pari o superiore a 1,4 volte il trattamento minimo previsto nell’assicurazione generale obbligatoria”.

Restituzione – “La restituzione del prestito – si legge sul sito dell’Ente di previdenza – coperto da una polizza assicurativa obbligatoria per il rischio di premorienza, avviene a partire dalla maturazione del diritto alla pensione di vecchiaia, con rate di ammortamento mensili per una durata di 20 anni”.

Il piano di ammortamento, si precisa nel messaggio n. 1604, “può subire variazioni nelle seguenti circostanze: erogazione del finanziamento supplementare; estinzione totale del finanziamento; estinzione parziale del finanziamento”.

Rendicontazione – Inoltre, entro il mese di marzo di ogni anno, l’Inps è tenuto a trasmettere al Mef e alla Corte dei Conti, ai sensi della legge 23 dicembre 1993, n. 559, una “relazione sull’attività di gestione del Fondo svolta nell’anno precedente ed il connesso rendiconto, nei quali si evidenzino, tra l’altro, le movimentazioni annuali, con le entrate e le uscite del Fondo di garanzia, gli accantonamenti effettuati a copertura del rischio e le risultanze di fine anno”.

Previdenza

APE VOLONTARIA, COS’È

Si chiama Ape volontaria ed è un prestito ponte fino alla pensione: in pratica si anticipa una quota della pensione futura, restituendo il prestito sulle rate di pensione in 20 anni.

Per ottenere il prestito finanziario a garanzia pensionistica bisognerà avere maturato almeno 20 anni di contributi in una sola gestione, cioè in un unico ente. Lo spiega l’Inps precisando che mentre è possibile cumulare anni di contributi versati nelle gestioni dei lavoratori dipendenti e in quelle degli

autonomi non sarà possibile sommare anni versati in queste gestioni con quella dei dipendenti pubblici e con quella “separata”.

Di fatto quindi non sarà possibile chiedere l’Ape volontaria nel caso si abbiano 18 anni di contributi nel settore privato e 18 anni nel settore pubblico.

Insieme allo sblocco dell’iter nei giorni scorsi è arrivata anche l’adesione formale di Banca Intesa che di fatto dà il via libera alla presentazione delle domande per il prestito. L’Inps ha accolto quasi 7 mila domande di certificazione e tra queste circa 5 mila possono aver accesso agli arretrati (ma devono aver presentato richiesta di Ape non oltre il 18 aprile).

La previsione del requisito contributivo in una sola gestione non solo potrebbe escludere una parte dei potenziali lavoratori interessati all’Ape per mancanza degli anni necessari ma potrebbe lasciare fuori pure coloro che grazie a questa previsione non arrivano ad avere una rata di pensione futura al netto della quota di rimborso superiore a 1,4 volte il trattamento minimo (710,3 euro per il 2018). Nell’ipotesi di contributi in più gestioni si potrebbe avere diritto a un prestito più basso rispetto a chi ha gli stessi contributi in una sola gestione. In pratica se un lavoratore ha 25 anni di contributi nel fondo lavoratori dipendenti e 12 in quello dei lavoratori pubblici potrà ottenere l’Ape solo sulla pensione maturata nella gestione dei dipendenti privati a meno che non abbia fatto e pagato la ricongiunzione.

In una nota Intesa Sanpaolo ha spiegato inoltre che, “l’importo mensile viene stabilito dal richiedente in funzione di quella che sarà la sua futura pensione. Il tasso, fisso dal momento dell’erogazione, è uguale per tutto il sistema bancario: è regolamentato dall’accordo quadro e viene aggiornato ogni due mesi dall’Abi.

L’Ape prevede una detrazione fiscale fino al 50% della quota interessi e della copertura assicurativa. Quest’ultima è obbligatoria e viene prestata da una Compagnia terza tutelando gli eredi in caso di premorienza.

La durata del prestito è fissata in 20 anni, ma è possibile richiederne l’estinzione anticipata parziale o totale”.

“Intesa SanPaolo – ha precisato Stefano Barrese, responsabile della Banca dei Territori – è riuscita a far fronte in tempi molto stretti ad una urgente esigenza sociale ovvero la disponibilità del finanziamento, mezzo indispensabile per accedere all’Ape.

Lavoro

MINISTERO SU PREMI PRODUTTIVITÀ

Per le 9.952 dichiarazioni di conformità che si riferiscono a contratti tuttora attivi la distribuzione geografica, per sede legale, è la seguente: 75% Nord, 17% Centro, 8% al Sud. Per settore di attività economica la distribuzione rilevata è: 59% Servizi, 40% Industria, 1% Agricoltura. Per dimensione aziendale, si osserva che il 51% di dichiarazioni riguarda aziende con numero di dipendenti inferiore a 50, il 34% con numero di dipendenti maggiore uguale a 100, il 15% con numero di dipendenti compreso fra 50 e 99.A seguito della pubblicazione del Decreto Interministeriale 12 settembre 2017, è possibile indicare all’atto del deposito telematico dei contratti aziendali la decontribuzione per le misure di conciliazione dei tempi di vita e lavoro dei dipendenti. Alla data del 16 Aprile sono state compilate 1.192 dichiarazioni di conformità (moduli) di cui 726 corrispondenti a depositi validi anche ai fini della detassazione e 466 corrispondenti a depositi validi solo ai fini della decontribuzione. 895 dichiarazioni si riferiscono a contratti tuttora ‘attivi’, di cui 518 corrispondenti a depositi validi anche ai fini della detassazione e 377 corrispondenti a depositi validi solo ai fini della decontribuzione. Risultano essere state accettate da Inps 312 istanze di sgravio contributivo la cui sede azienda per il 69% è a Nord, il 18% al Centro e il 13% a Sud. Queste risultano fare a riferimento per il 57% ad aziende nel settore dei Servizi e per il 43% nell’Industria. In termini di dimensione aziendale la distribuzione risulta per il 43% in aziende con numero di dipendenti inferiore a 50, il 43% con numero di dipendenti maggiore o uguale a 100 e il 14% con numero di dipendenti compreso fra 50 e 99.

Carlo Pareto

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