martedì, 16 ottobre 2018
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Opinioni e commenti
 

Iran, l’Ue vuole salvare l’accordo sul nucleare
Pubblicato il 18-05-2018


Iran-nucleareLa Commissione europea sta cercando di tenere in piedi l’accordo sul nucleare con l’Iran, dopo l’uscita degli Stati Uniti. Coerentemente alle posizioni già assunte in precedenza, con un comunicato, l’esecutivo comunitario ha annunciato che, dopo il via libera dei leader Ue al vertice informale a Sofia, ieri, ha preso le iniziative necessarie per tutelare gli interessi delle imprese europee che hanno investito in Iran sulla base del Joint Comprehensive Plan of Action (questo il nome dell’accordo con Teheran).

L’aspetto chiave di questa manovra Ue è rappresentata da un meccanismo, chiamato Blocking Statute, che prevede che le imprese europee non si adeguino agli effetti extraterritoriali delle sanzioni Usa e possano ottenere rimborsi dai danni che eventualmente dovessero subire da questa mancata osservanza. Per Bruxelles, l’obiettivo è aggiornare questo meccanismo alle nuove sanzioni Usa prima che entrino in vigore, il 6 agosto prossimo.

Il presidente della Commissione europea, JeanClaude Juncker, ha affermato: “Fino a quando l’Iran rispetterà i suoi impegni, l’Unione europea si atterrà a un accordo di cui è stata tra gli artefici. A Sofia su questo punto si è vista unità europea. Abbiamo il compito di proteggere le imprese europee”.

I Paesi membri dell’Unione europea concordano sul fatto che l’intesa sul programma nucleare iraniano firmata con Teheran, e ricusata da Donald Trump, non è perfetta ma va preservata come ha detto oggi la cancelliera tedesca Angela Merkel, al suo arrivo al summit di Sofia tra Ue e Paesi dei Balcani.

Angela Merkel ha detto: “Tutti nell’Unione europea condividono l’opinione che l’accordo non è perfetto, ma che dovremmo rimanere in questo accordo e condurre ulteriori negoziati con l’Iran sulla base di altre questioni come il programma sui missili balistici”.

Due giorni fa,  il segretario generale dell’Onu, Antonio Guterres, è stato a Bruxelles per discutere l’accordo nucleare siglato con l’Iran e ora messo in discussione dal presidente degli Stati Uniti, Donald Trump. All’incontro di Guterres con i vertici dell’Unione Europea, hanno partecipato il presidente della Commissione europea, Jean-Claude, ed il capo della diplomazia europea Federica Mogherini.

Anche dieci giorni fa l’UE ha sostenuto la continuazione degli accordi con l’Iran sul nucleare. Lo ha fatto nei colloqui con Teheran tenuti a Bruxelles poche ore prima che il presidente americano Donald Trump annunciasse il probabile ritiro degli Stati Uniti dalla storica intesa raggiunta nell’estate del 2015. Gran Bretagna, Germania, Francia e un alto funzionario dell’UE hanno incontrato il vice ministro degli esteri iraniano Abbas Araghchi a Bruxelles ed in una dichiarazione, l’Unione ha commentato: “Hanno colto questa opportunità per ribadire il loro sostegno alla continua ed efficace attuazione (dell’accordo) da parte di tutti” .

Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, nel recedere dall’accordo, dalla Casa Bianca annunciò: “Gli Stati Uniti escono dall’accordo sul nucleare. Rimetteremo le più forti sanzioni possibili al regime iraniano. Oggi abbiamo le prove che la promessa dell’Iran di non costruire una bomba atomica è una bugia. L’Iran ha continuato il suo programma nucleare”. L’affermazione sarebbe stata motivata dalle prove presentate da Israele. Trump, nel corso del suo discorso, disse di essersi consultato con gli alleati europei, citando Grand Bretagna, Francia e Germania, sostenendo che sono tutti concordi che andando avanti di questo passo l’Iran riuscirà ad arrivare ad avere l’atomica.

Il capo della diplomazia europea, Federica Mogherini, rispose a Trump: “L’accordo nucleare è il risultato di dodici anni di diplomazia. Appartiene all’insieme della comunità internazionale. L’Ue è determinata a preservare l’accordo”.

Anche Pechino ha promesso di salvaguardare l’accordo siglato da Usa, Regno Unito, Francia, Cina e Russia.

L’annuncio di Trump provocò dure reazioni in Iran. Alcuni parlamentari di Teheran hanno bruciato la bandiera degli Stati Uniti nel corso di una seduta gridando ‘morte all’America’.

Le problematiche di geopolitica si sono ulteriormente complicate, ma l’Ue ha trovato l’unità sulla politica estera.

Salvatore Rondello

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