martedì, 16 ottobre 2018
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Opinioni e commenti
 

Istat. Occupati record ma nessuno lo dice
Pubblicato il 31-05-2018


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Oggi l’Istat ha pubblicato i dati mensili sull’occupazione. Ad aprile 2018 la stima degli occupati ha continuato a mostrare una tendenza alla crescita (+0,3% rispetto a marzo, pari a +64 mila). Il tasso di occupazione si è attestato al 58,4% (+0,1 punti percentuali rispetto al mese precedente).

La crescita congiunturale dell’occupazione ha interessato tutte le classi di età ad eccezione dei 25-34enni. L’aumento maggiore ad aprile è stato per le donne (+52 mila) e per le persone di 35 anni o più (+77 mila). E’ proseguita la ripresa degli indipendenti (+60 mila) e dei dipendenti a termine (+41 mila), mentre sono diminuiti i permanenti (-37 mila). Ad aprile, la stima delle persone in cerca di occupazione ha registra un aumento dello 0,6% (+17 mila). La crescita della disoccupazione si è concentrata tra gli uomini, distribuendosi in tutte le classi di età ad eccezione dei 35-49enni. Il tasso di disoccupazione si è attestato all’11,2%, risultando stabile rispetto al mese precedente, mentre quello giovanile è salito al 33,1% (+0,6 punti percentuali). Ad aprile la stima degli inattivi tra i 15 e i 64 anni è continuata a diminuire sensibilmente (-0,6%, -74 mila). Il calo ha riguardato donne e uomini ed è diffuso su tutte le classi di età. Il tasso di inattività è sceso al 34,0% (-0,2 punti percentuali rispetto a marzo). Nel periodo febbraio-aprile 2018, la crescita degli occupati è stata dello 0,3% rispetto al trimestre precedente (+67 mila). L’aumento ha interessato entrambe le componenti di genere e tutte le classi di età ad eccezione dei 35-49enni. Sono aumentati i dipendenti a termine (+59 mila) e in misura più lieve gli indipendenti (+14 mila), mentre sono restasti sostanzialmente stabili i dipendenti a tempo indeterminato.

Alla crescita degli occupati nel trimestre si è visto un aumento dei disoccupati (+0,5%, +14 mila) associato a un forte calo degli inattivi (-0,7%, -95 mila). Su base annua, è continuato l’aumento degli occupati (+0,9%, +215 mila). La crescita ha interessato donne e uomini e si è concentrata tra i lavoratori a termine (+329 mila), mentre sono diminuiti i permanenti (-112 mila). Gli indipendenti sono rimasti stabili. Sono cresciuti soprattutto gli occupati ultracinquantenni (+328 mila) e i giovani 15-24enni (+78 mila), mentre sono calati gli occupati tra i 25 e i 49 anni (-191 mila). Nei dodici mesi è aumentato il numero di disoccupati (+0,8%, +24 mila) mentre è calato fortemente quello degli inattivi tra i 15 e i 64 anni (-2,4%, -318 mila).

L’Istat ha spiegato che dopo i livelli massimi della fine del 2014, la disoccupazione è tornata sui livelli della seconda metà del 2012, su cui viaggia ormai già da tempo. Il numero dei disoccupati si è attestata così a 2 milioni 912 mila. Su base annua si registra un calo di 2,5 punti.

Il numero degli occupati infine ha raggiunto il record storico di 23 milioni e 200 mila. Si tratta del dato più alto dall’inizio delle serie storiche (1977). La composizione dell’ occupazione ha visto più donne, più anziani e più lavoratori a tempo determinato.

Ai dati sull’occupazione fanno eco i dati sull’inflazione in crescita per l’aumento dei consumi. Le buone notizie, spesso, misteriosamente, non vengono sufficientemente diffuse dalla grande comunicazione di massa.

Salvatore Rondello

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