giovedì, 13 dicembre 2018
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Opinioni e commenti
 

L’ATTESA
Pubblicato il 23-05-2018


apre governo conti

Il candidato presidente del consiglio è arrivato al Quirinale per incontrare il presidente della Repubblica Sergio Mattarella. In mattinata si è svolto un nuovo faccia a faccia tra i due leader Matteo Salvini e Luigi Di Maio. Un incontro durato circa un’ora alla fine del quale i due, su richiesta della Presidenza della Repubblica, hanno confermato la loro decisione a candidare il professor Giuseppe Conte alla guida del governo. Dopo le polemiche di ieri sul curriculum del professore per alcuni farcito di troppe cose e non tutte verificabili e verificate, oggi si è aperto un altro capitolo sui comportamenti del candidato di Lega e Cinque Stelle. Quello delle tasse con due cartelle esattoriali, una del 2009 e una del 2011, che testimonierebbero il mancato versamento di tasse, imposte e multe per complessivi 50.000 euro. Ma per il commercialista di Conte invece è tutto a posto e si è trattato solamente di un disguido burocratico. Si aggiungono poi dettagli su mancati versamenti di contributi previdenziali oltre a diverse contravvenzioni non pagate al Comune di Roma.18 mila euro, il tutto in un arco di tempo che va dal 1997 al 2008. Ma il candidato premier ha estinto il suo debito non ha alcuna pendenza con il fisco. Ma la vicenda getta un’altra ombra che potrebbe influire sulla decisione di Mattarella.

Ma curriculum e tasse a parte qualche dubbio Mattarella lo potrebbe avere anche sulla composizione del governo. Le richieste del presidente della Repubblica era sostanzialmente due. L’alto profilo internazionale del presidente del consiglio e una solida convinzione europeista. Nel caso di specie entrambi vengono a cadere e si apre invece la partita della formazione del governo. La composizione della lista dei ministeri è infatti ancora un rebus. Certamente Conte e Mattarella dovranno lavorare in stretto contatto per definire una squadra che appare largamente già costruita all’esterno da Lega e Movimento Cinque stelle. Prevedibile che ora il capo dello Stato darà corpo e pesa alle sottolineature espresse nelle scorse settimane. Paletti chiari piantati dal Colle sulla politica estera, il rispetto dei Trattati, anche economici, e degli accordi internazionali. Temi fondamentali che impattano principalmente su tre ministeri: Esteri, Difesa e Economia. La Lega insiste per il dicastero dell’Economia sul nome di Paolo Savona, economista esperto e capace che però da anni ha virato su posizioni fortemente critiche su Unione e Euro. Ecco perché l’incontro tra il presidente e Giuseppe Conte diventa sostanziale e non formale.

 

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