giovedì, 18 ottobre 2018
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Opinioni e commenti
 

Le carnevalate delle banche, diamanti e perline colorate
Pubblicato il 03-05-2018


I nodi vengono sempre al pettine per i comuni mortali che pagano le conseguenze delle azioni delittuose, in questa vita o nell’altra. Invece i banchieri no, loro non pagano; sono esenti dalle punizioni terrene, mentre quando vanno di la’ portano i resoconti contabili delle attività.Sarà per questo che alcuni vengono chiamati banchieri di Dio?! Ma per tornare sulla terra, le ultime buffonate che hanno visto i banchieri protagonisti delle vendite di telefonini (e in alcune filiali a luci rosse avevano collocato addirittura i distributori di preservativi che, tutto sommato, risultavano anche divertenti).

Ma quando hanno mirato al bersaglio grosso dei risparmiatori, prima con la vendita dei derivati poi con quella dei bond argentini e Parmalat, per arrivare ai diamanti ed infine alle azioni truffaldine di alcune banche popolari, sono scesi così in basso che forse sarebbero stati schifati anche dal Diavolo in persona.
Abbiamo appena elencato alcune nefandezze che conosciamo, perché ne siamo stati infettati… e ciò che non sappiamo? Qualcuno di voi, comune mortale, ha mai controllato un estratto conto col commercialista? Oppure si è fidato delle spiegazioni dell’impiegato bancario di giornata?

I clienti considerati un po’ più svegli venivano ricevuti dal direttore. Peccato solo che, una volta davanti a lui, pronto col calendarietto profumato e l’agendina, chi ha pensato più all’estratto conto dove i conti, quasi a far bisticciare le parole, non tornavano mai?! Anzi, le persone irose a parole, quelle che volevano ribaltare addirittura la filiale, tornavano a casa per raccontare alla moglie che il signor direttore le aveva salutate e stretto la mano, regalandogli un bel calendarietto scaduto che, estasiati, mostravano in famiglia, dicendo: “ma che gentile il direttore che mi ha ricevuto…è proprio una brava persona!”.

Peccato che quello era lo stesso direttore che, senza sapere un cazzo di pietre preziose, vendeva diamanti come fosse stato un esperto intenditore titolare di una gioielleria in Monte Napoleone che si rivolge prontamente ai clienti: “quando vuole torni che lo ri-prendiamo volentieri!”. Non si è mai capito se intendesse a calci sulle palle. Il dubbio viene perché è quello che fanno le banche con chi ha comperato i diamanti da loro, assicurando l’affare della vita allo sprovveduto investitore.

Questo perché, a leggere il comunicato di Confconsumatori, sembra che qualche povero Cristo sia andato in banca, addobbata per l’occasione a negozio di gioielli, per rivendere le perline colorate (i diamanti) e con il ricavato comperare l’aratro. Sfortunatamente è successo che per l’acquisto ha dovuto ipotecare casa e prendere un mutuo, in quanto le pietruzze bianche – come riferito – poteva mettersele su per il sedere, usando un linguaggio chiaro e inequivocabile

Hai capito questi banchieri giocolieri! Ti fanno sparire i risparmi con la scusa di venderti delle perline colorate, spacciandole per diamanti!

Angelo Santoro

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