mercoledì, 19 dicembre 2018
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Opinioni e commenti
 

Le nuove scoperte su Moro, Le false promesse, Oltre Caporetto, La “guerra culturale” Dc-Pci
Pubblicato il 14-05-2018


Ci sono giornalisti e scrittori che si innamorano di certi temi e ne scrivono per tutta la vita sino a diventare più esperti dei veri esperti. Uno di questi è Giovanni Fasanella, autore di un nuovo libro sul leader della Dc assassinato dalle Br ,”Il puzzle Moro” (Chiarelettere). L’importanza di questo testo è soprattutto quello di fare riferimento a inediti documenti inglesi e americani ,acquisiti dalla Commissione parlamentare d’inchiesta ,che ha concluso i suoi lavori senza particolari novità. Anche il valente Fasanella non aggiunge nulla di nuovo a quanto già non si sapesse. Solo delle conferme,con documenti. Era già noto infatti che gli Usa,l’Urss,la Gran Bretagna,con il sostegno o la complicità di Francia,Germania,Cecoslovacchia e Bulgaria, avevano l’interesse a fermare Moro perchè non ne condividevano la politica estera (quella mediterranea,in modo particolare) e la linea di politica interna che doveva portare all’intesa Dc-Pci. Chi non si ricorda che lo stesso Enrico Berlinguer confidò a diversi intellettuali, fra cui Leonardo Sciascia, che la rivelò ai giornali,che la Cia e il Kgb, volevano la morte del leader democristiano Il segretario del Pci venne costretto poi a smentire , per ovvie ragioni di opportunità politica. In ogni caso, il lavoro di Fasanella è encomiabile,di notevole valore,perchè aggiunge nuovi tasselli preziosi all’ampio mosaico sulla vicenda Moro, anche se l’affaire ha ancora bisogno di altre “rivelazioni” di protagonisti (italiani e stranieri) per fare completa luce.
E’ tempo di contratti di forze politiche di governo,di rispetto dei programmi elettorali e di dichiarazioni dei troppi leader (anche dilettanti). Cade ,come si dice, “a fagiolo” il saggio di Roberto Perotti,professore alla Bocconi,dal titolo : “Falso ! Quanto costano davvero le promesse dei politici” (Feltrinelli ).Quasi tutti, in campagna elettorale, hanno fatto generose promesse di elargizioni,assegni di assistenza,di cancellazioni di pagamenti,di servizi gratuiti,ecc. Le principali proposte sono note (oggi fanno parte del contratto di governo Di Maio-Salvini ): Fiat tax,reddito di cittadinanza,sforamento del tetto del 3 per cento. Sono interventi,osserva Perotti,con ragionamenti ma soprattutto con molte di cifre del nostro bilancio ( a cominciare da quelle sulla spesa pubblica ,una delle più alte del mondo). Il professore con franchezza afferma che le promesse sono “fallaci e pericolose “. Non si può ,aggiunge, contemporaneamente avanzare proposte che costano decine di miliardi, senza dare indicazioni realistiche di come reperire i fondi per pagarle e inveire contro il disastroso disavanzo del paese. Le conseguenze di queste insensate contraddizioni ricadrebbero sugli italiani ,o meglio, sui contribuenti .
Parliamo adesso di storia. Dopo i numerosi saggi sulla Grande Guerra degli ukltimi mesi ora un apprezzato studioso ,Mario Isnenghi,riprende l’argomento con un nuovo libro di quasi 500 pagine, scritto con un altro storico ,Paolo Pozzato : “Oltre Caporetto” (Marsilio). L’autorevole storico di Cà Foscari analizza il fiume di testi sulle diverse interpretazioni date dagli studiosi alla più disastrosa battaglia della prima guerra mondiale. Vengono ricordate le testimonianze degli italiani e gli studi e le ricerche dei ricercatori ,con le interpretazioni e i giudizi più diversi, sulla controversa Caporetto . Pozzato,storico militare,si occupa ,invece, del punto di vista dei vincitori,della parte austro-ungarico-tedesca,con documenti e ricerche anche inediti .
E’ un libro di grande interesse che,finalmente proietta una luce più vicina alla verità storica sui massacri,gli errori dei generali (veri e presunti),sulle decisioni politiche di quegli anni ,del governo e dei partiti di opposizione.
Infine ,parliamo di un libro curioso,anche se – secondo noi – incompleto,se non altro per il breve periodo esaminato .L’autore è Alessandro Masi,critico d’arte ,ma meglio conosciuto ,da quasi vent’anni,come segretario generale della “Dante Alighieri”.Il voluminoso saggio,pubblicato da Mursia,ha per titolo :” Idealismo e opportunismo della cultura italiana. 1943 -1948 ”. La prefazione è dell’attuale presidente della “Dante”, nonche fondatore della Comunità di Sant’Egidio ,Andrea Riccardi . E’ un saggio denso di citazioni e di riferimenti bibliografici,letterariamente ben curato ,ma politicamente carente. Del resto l’autore è stato sempre lontano dalla politica e ,a differenza del suo autorevole prefatore,non è uno storico professionista. Infatti,nella gran parte del testo, si limita ad analizzare prevalentemente i documenti (riviste culturali comprese) di parte comunista e di parte democristiana. Si sofferma molto sulla “politica culturale” di Togliatti e i suoi rapporti (culturali) con la Dc ,di quel breve periodo (appena cinque anni), ma dice poco sull’egemonia culturale del pci sugli artisti,scrittori,poeti ,le case editrici ,i giornali ,ma anche sull’università,sul diffuso conformismo degli intellettuali ad assoggettarsi per sopravvivere (nei posti di lavoro,nei giornali, per far carriera,persino per pubblicare un libro ) : stare sotto l’ombrello del Pci o di partiti alleati serviva per costruirsi un’aureola di santi,di combattenti ,di antiamericanismo,di ammiratori del “socialismo reale” ,potendo essere così meritevoli di gratificazioni e premi ,poiché – al tempo della “guerra fredda”- si collocavano nella parte giusta . E l’altra cultura ? Quella che si ispirava a Benedetto Croce e Luigi Einaudi e ad altri grandi laici ? E quella che si
rifaceva alle correnti di pensiero riformiste e socialiste (da Filippo Turati a Pietro Nenni ) ? Pochi segnali , Tanto a chi interessa oggi ? si sarà chiesto l’autore. Aspettiamo il secondo volume: forse Masi rimedierà,anche se non ci crediamo molto .

Aldo Forbice

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