martedì, 16 ottobre 2018
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Opinioni e commenti
 

L’estremismo chic
Pubblicato il 29-05-2018


C’é un nuovo fenomeno in Italia. Riscontro un estremismo irrazionale nelle persone che stanno bene, non hanno problemi economici, alcuni li so anche evasori fiscali. Il concetto che esprimono è che bisogna cambiare (nessuno dice come, ma per un riformista, semmai bisogna migliorare), che i governi di questi anni hanno peggiorato le cose. Ne sono convinti anche se in realtà non é così (tutti i dati Istat sul Pil, l’occupazione, l’esport, la produttività e anche il fisco danno cifre in, misurato, miglioramento). Odiano la politica, parlano dei vitalizi come se fossero un grande problema, non comprendono che Di Maio e Salvini possono gettare tutti i pugni che vogliono sul tavolo ma in Europa non otterranno mai di più di Renzi, Gentiloni e Padoan.

Anzi, dati i rapporti tutt’altro che idilliaci coi governi della maggiori e più influenti nazioni europee, otterranno certo di meno. Non considerano che già il governo Gentiloni con Padoan ha ottenuto maggiore flessibilità potendo contare per l’anno in corso su 17 miliardi di investimenti esenti dal calcolo del rapporto deficit-pil. Non considerano il caso Tsipras, che aveva promesso duri cazzotti e poi ha dovuto accettare i compromessi al ribasso, inimicandosi Varoufakis, il solito puro più a sinistra della sinistra. Ce l’hanno con un presidente della Repubblica che ha fatto il suo dovere esercitando le prerogative che gli affida la Costituzione. Parlano di rispetto per il voto degli italiani, senza ricordare che gli elettori di Lega e Cinque stelle nemmeno s’immaginavano che i loro voti si sarebbero sommati dopo le elezioni.

Parlano di sovranità nazionale che certo è un bene supremo, ma va conciliata con i presupposti della globalizzazione e dell’Unione europea. C’è un’altra strada? L’altra strada è l’uscita dall’euro, il ritorno alla lira e magari anche l’uscita dalla Ue. Un orizzonte drammatico per il popolo italiano. Ecco il cambiamento possibile. Quello che si augurano, senza saperlo, i nuovi estremisti chic, favoriti da un’informazione settaria, qualunquista, sfascista. Quella dei Giletti, dei Belpietro, dei Giordano e di un Cruciani che si permette in tivù di attaccare il presidente della Repubblica accusandolo di aver fatto “una porcata”. Che vergogna l’informazione urlata, minacciosa, volgare. Che ruolo fondamentale ha avuto, coi vari Travaglio e anche Floris, nel determinare l’opinione prevalente. Quella distruttiva….

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Commenti all'articolo
  1. Ma l’informazione che il Direttore cita sono anni che va avanti su questa solfa. L’attacco al Presidente serve a coprire il fatto che, dopo quasi tre mesi, invece di fare il governo si preferisce tornare a votare, intravvedendo la possibilità di dare la “spallata” ai vecchi equilibri.
    Cosa fare? Attendere il ritorno – nefasto – di Renzi e sperare nella ripresa di Berlusconi?
    O mobilitare tutti per far fronte alla nuova tendenza
    “popuilista”?

  2. La democrazia si esercita secondo le regole stabilite dalla Costituzione, la nostra e le altre dei Paesi democratici. Purtroppo queste regole sono state scritte settant’anni fa quando la società era diversa. Viviamo un momento di passaggio e si stanno cercando affannosamente regole nuove, che tengano conto della globalizzazione, del popolo permanentemente interconnesso, dei social network e della borsa telematica. In un periodo in cui il mondo del lavoro galoppa verso la robotica e l’intelligenza artificiale. Come sempre le soluzioni si trovano con prove d’errore sul campo, non attorno a un tavolo. Una volta il campo era un campo di battaglia con milioni di morti. Oggi, in Italia, lo scontro è solo verbale e i morti non ci sono. Secondo me dobbiamo essere contenti di questo, dobbiamo continuare a cercare, a discutere anche in modo acceso evitando accuratamente la violenza. Poi la soluzione si troverà!
    Per quanto riguarda la violenza verbale, quella c’è sempre stata. Invece che su Internet la si esercitava nei bar e nelle piazze. Me li ricordo gli slogan del 1970 che poi ebbero come esito le brigate rosse. Non mi sembra che questo sia il caso dell’Italia di oggi. Mi fa piacere che i 5 Stelle, Grillo in particolare, abbiano capito che il problema sta nell’economia finanziaria. Il mercato è diventato invadente, non è più fatto di persone ma da algoritmi. Ora vogliono invadere il campo della politica e dominarla. Il problema non è l’Euro ma la speculazione che prospera quando le turbolenze sono forti perché le cose vanno male. Questo avviene a livello planetario. Figuriamoci se si può risolvere rinchiudendosi in Italia ritornando alla Lira.

  3. Al di la’ della categoria sociale cui si riferisce il Direttore, a me pare esservi una fascia abbastanza ampia di persone non “chic” che vede in una certa qual dose di “sovranismo” la strada piu’ efficace per poter “negoziare” i nostri destini in seno all’Europa.

    Paolo B. 29.05.2018

  4. Lo ribadisco le più grandi offese alla libertà e alla democrazia sono state fatte in nome del popolo e della religione, basta ricordare i totalitarismi del novecento e le conquiste spagnole in America, quante centinai di migliaia di morti hanno fatto .C’ è voglia di cambiamento nel popolo italiano, e la televisione e certi giornalisti lo accompagnano in modo sguaiato e irrispettoso delle istituzioni, io sono per lalibertà di pensiero e di espressione e non vorrei che questo diritto fosse tolto a nessuno , ma vorrei che al tempo stesso i cittadini riflettessero bene

  5. Lo ribadisco, le più grandi offese alla libertà e alla democrazia sono state fatte in nome del popolo e della religione, basta ricordare i totalitarismi del novecento e le conquiste spagnole in America, quante centinaia di migliaia di morti hanno fatto in nome del popolo sovrano o di Dio .C’ è voglia di cambiamento nel popolo italiano, la televisione e certi giornalisti lo accompagnano in modo a mio avviso sguaiato e irrispettoso nei confronti delle istituzioni e dei poteri che la Costituzione gli attribuisce.
    Io difendo la libertà di pensiero e di espressione, e non vorrei che questo diritto fosse tolto a nessuno, ma vorrei che al tempo stesso i cittadini facessero una riflessione attenta, quando presto torneranno a votare, anche quelli disperati che la crisi ha colpito più duramente e che hanno tutto il diritto di protestare, attenti però ai nuovi ” tribuni della plebe” stile Di Battista per intenderci che per tutte le cose ingiuste sanno a chi dare la colpa

  6. Credo che abbia ragione Daniele quando dice che la violenza verbale c’e’ sempre stata, e dobbiamo quindi metterla in conto, anche se gradiremmo toni piu’ pacati, ma nel seguire ulteriormente il suo ragionamento, e passando ad altro tema, se a “dominare” gli eventi sono i mercati dobbiamo chiederci a cosa serva allora la politica, e forse proprio per questo c’e’ chi tenta di non renderla inutile e superflua.

    Quanto alle parole di Giovanni, riguardo alle storiche responsabilita’ della Religione nelle “offese alla liberta’ e alla democrazia”, se condividessimo questa sua tesi dovremmo per coerenza astenerci dal far “crociate” contro la “nuova tendenza populista”, come potrebbe lasciar intendere la grande mobilitazione di cui scrive Moreno, anche se la mette giu’ in maniera interlocutoria.

    Paolo B. 31.05.2018

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