domenica, 16 dicembre 2018
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Opinioni e commenti
 

LeU riparte senza Grasso (nel simbolo)
Pubblicato il 24-05-2018


LeULa Sinistra continua a boccheggiare anche dopo i risultati in Valle D’Aosta che hanno visto il tracollo del Partito Democratico, ma a sinistra del Pd si continua a valutare di ripartire come prima del 4 marzo, ovvero un dialogo con un Pd de-renzizzato. Ma per LeU ancora peggio che guardare al ‘passato’ senza aver colto le falle trascorse e non avere ancora in mente un’idea unica sul Partito futuro. Pietro Grasso ieri ha convocato per il prossimo 26 maggio a Roma l’assemblea nazionale di Liberi e Uguali. L’appuntamento servirà per capire come si muoveranno le varie componenti confluite nel cartello elettorale cioè Articolo 1-Mdp, Possibile, Sinistra italiana. Per il momento l’idea è quella di ripartire daccapo togliendo dal simbolo il nome di Pietro Grasso, che ha accompagnato la lista per tutta la campagna elettorale fino al voto del 4 marzo. Una decisione presa questo sabato, all’assemblea di “Liberi e Uguali” a Roma, nel centro congressi del Marriott Park Hotel.
Una linea chiara serve anche se per il momento il partito vede sfumare ogni possibilità di riscatto anche per Pisa, dove si voterà il 10 giugno e dove il timore è quello di consegnare la città in mano alla destra. Ci ha provato Paolo Fontanelli, ex parlamentare Mdp ma alla fine ha lanciato la spugna. Anche se non manca di accusare anche in questo caso il Pd. “Avremmo preferito un’alleanza con il Pd per costruire una coalizione ampia di centrosinistra, chiedendo discontinuità rispetto all’amministrazione uscente, ma i Dem hanno preferito un’altra strada e Mdp ha scelto di compiere un atto di grande generosità e responsabilità, rinunciando a presentare una lista alternativa alle amministrative per non agevolare in questo modo l’avanzare delle destre”, afferma Fontanelli anche se non dà nessuna indicazione di voto data ai militanti.
La spaccatura di LeU si è evidenziata proprio nella città toscana dove “Possibile” ha posto il veto all’uso del simbolo di Leu ed è confluita in un’alleanza con Rifondazione, mnetre Sinistra Italiana di Nicola Fratoianni era disposta a correre ma a patto che ci fosse un “no” esplicito ad eventuali, future alleanze con il Pd. E infine Mdp, ovvero i fuoriusciti dem, hanno provato a fare un accordo con il Pd, che però si è spaccato sul candidato sindaco individuato, il presidente del Cnr Domenico Laforenza.
In attesa di sabato quando ci sarà l’assemblea sia Possibile, sia Sinistra Italiana sembrano concordi nel non voler avere un déjà vu del 4 marzo, ovvero che non sia dettata dall’alto sia la linea di LeU sia la scelta dei candidati e per discutere insieme gli incarichi. Anche per questo si pensa a un nuovo leader che non sia più l’ex presidente del Senato Pietro Grasso.

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