sabato, 26 maggio 2018
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Opinioni e commenti
 

Il Governo ancora non c’è ma l’Ue già si preoccupa
Pubblicato il 15-05-2018


commissione ue

L’allarme lo ha lanciato la Confcommercio, secondo la quale i dati statistici congiunturali continuano a mostrare segnali contradditori che inducono a valutare con prudenza le prospettive a breve dell’economia italiana. La valutazione di Confcommercio stima, per il mese di maggio, una variazione congiunturale nulla del pil mensile e una variazione tendenziale dell’1% (1,1% ad aprile), confermando un ulteriore rallentamento rispetto al primo trimestre.

Ad aprile 2018 l’indicatore dei Consumi Confcommercio (ICC) ha registrato un calo dello 0,1% rispetto a marzo ed un aumento dello 0,4% nei confronti dello stesso mese del 2017, in linea con un quadro congiunturale non particolarmente dinamico.

Il dato dell’ultimo mese è sintesi di un’evoluzione positiva della domanda relativa ai servizi (+1,8%) e di una flessione dello 0,2% della spesa per i beni.
In linea con quanto già emerso negli ultimi mesi, l’incremento più significativo ha riguardato la domanda per gli alberghi, i pasti e le consumazioni fuori casa (+2,7%).

Un altro campanello d’allarme lo ha comunicato Bankitalia nel fascicolo “Finanza pubblica, fabbisogno e debito”. A marzo il debito delle Amministrazioni pubbliche è aumentato di 15,9 miliardi rispetto al mese precedente, risultando pari a 2.302,3 miliardi. L’incremento è dovuto al fabbisogno delle Amministrazioni pubbliche (20,1 miliardi), in parte compensato dalla diminuzione delle disponibilità liquide del Tesoro (3,5 miliardi, a 44,8; erano 54,6 miliardi a marzo 2017). Il record precedente era a luglio scorso a quota 2.300.

L’Istituto di via Nazionale ha spiegato: “Il risultato è dovuto anche all’effetto complessivo degli scarti e dei premi all’emissione e al rimborso, della rivalutazione dei titoli indicizzati all’inflazione e della variazione dei tassi di cambio (0,8 miliardi)”. Con riferimento alla ripartizione per sottosettori, il debito delle Amministrazioni centrali è aumentato di 16,0 miliardi e quello delle Amministrazioni locali è diminuito di 0,1 miliardi. Il debito degli Enti di previdenza è rimasto pressoché invariato.

Il Fondo Monetario Internazionale, oggi, come aveva già fatto nei rapporti diffusi ad aprile in occasione dei suoi lavori primaverili, nel documento intitolato ‘Regional Economic Outlook’, dedicato all’Europa, ha spiegato: “In Irlanda, Italia e Spagna la riduzione dei Npl (non performing loan, ndr) e la recente ripresa delle vendite di Npl è incoraggiante. Tuttavia, per una notevole parte del sistema bancario, il ROE resta con insistenza sotto il costo del capitale proprio”.

L’Istituto di Washington ha spiegato: “La ripresa economica potrebbe non essere sufficiente per soddisfare le aspettative degli investitori o per risolvere le sfide strutturali con cui le banche meno redditizie devono fare i conti; un consolidamento ulteriore e una ristrutturazione saranno necessari”.

Nel suo documento, il Fondo Monetario Internazionale ha sostenuto: “In Italia la produttività del lavoro è cresciuta cumulativamente solo dell’1% dal 2002. Molti Paesi stanno vivendo un’attività economica positiva e tassi di disoccupazione inferiori alla media storica, fatta eccezione di Francia, Italia e Spagna”.

Ad aprile il Fondo aveva stimato per il nostro Paese un tasso di disoccupazione per quest’anno al 10,9% e nel 2019 al 10,6%, sopra la media nell’Eurozona prevista rispettivamente all’8,4% e all’8,1%. I dati sono i peggiori nell’Eurozona dopo quelli di Grecia (19,8% nel 2018 e 18% nel 2019) e Spagna (nell’ordine, 15,5% e 14,8%).

A rendere più complessa la realtà, si aggiunge la situazione politica attuale.

Mentre riprende il tavolo tra  Movimento Cinque Stelle e Lega  per la trattativa di governo, da Bruxelles arriva il monito su debito pubblico e immigrazione. A lanciare un altro all’allarme sui conti pubblici è il vice presidente della Commissione Ue  Valdis Dombrovskis che, rispondendo ad un ‘politico’ sulle sfide che attendono il nuovo governo italiano, ha affermato: “E’ estremamente chiaro che l’approccio deve essere quello di ridurre il debito”.

Poi, Dombrovskis ha spiegato: “Come Commissione non siamo coinvolti nelle discussioni politiche dei partiti relative alla formazione del governo. Tocca all’Italia decidere, il presidente Mattarella sta guidando il processo. Le consultazioni stanno andando avanti. Non posso anticipare le raccomandazioni per uno specifico paese ma ovviamente se si guarda alle precedenti raccomandazioni e alle sfide che l’Italia sta affrontando, ci si deve concentrare su questioni fiscali, riduzione del debito pubblico. L’Italia ha il secondo debito pubblico dopo la Grecia”.

Secondo Dombrovskis: “L’approccio della Commissione, che verrà esplicitato nelle raccomandazioni in arrivo più avanti nel corso del mese, è lo stesso del presidente Mattarella che durante il processo di formazione dell’esecutivo ha evidenziato la necessità di mantenere gli impegni europei. Il governo italiano uscente, guidato da Paolo Gentiloni, è stato molto attivo e ha offerto sostegno all’agenda europea. Non ci aspetteremmo cambi repentini”.

Sul fronte migranti, invece, è intervenuto il commissario europeo alla migrazione, Dimitris Avramopoulos, auspicando che il nuovo governo non cambi linea sulla politica migratoria. Dichiarazioni che non sono passate inosservate. Il segretario della Lega, Matteo Salvini, ha commentato: “Dall’Europa ennesima inaccettabile interferenza di non eletti. Noi abbiamo accolto e mantenuto anche troppo, ora è il momento della legalità, della sicurezza e dei respingimenti”.

Fiducia per l’Italia arriva, invece, dal vicepresidente della Commissione UE, Jyrki Katainen cha ha detto: “Ho tutte le ragioni per credere che l’Italia continuerà a rispettare i suoi impegni. Aspettiamo di lavorare con un Governo stabile, qualunque esso sia”.

Rispondendo a una domanda sui piani per i conti pubblici del possibile nuovo Governo Lega-5 stelle, Katainen ha anche detto: “Le regole del Patto di stabilità si applicano a tutti gli stati membri e non ho segnali che la Commissione concederà eccezioni a chiunque. Non è solo una cosa che sta a noi, alla fine le decisioni sul Patto le prende il Consiglio e non vedo segnali che in Paesi vogliano cambiare le regole o fare eccezioni per qualcuno”.

Sono questi i problemi politici ed economici più immediati che il nuovo Governo dovrà affrontare.

Salvatore Rondello

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