sabato, 23 giugno 2018
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Opinioni e commenti
 

Lo spread a 320 torna a far paura
Pubblicato il 29-05-2018


operatore-borsa

Nuova impennata dello spread. Gli scossoni politici-istituzionali e la lunga vacatio governativa fanno sentire i propri effetti sui mercati e fanno cadere una pesante ombra sulla fiducia dei nostri titoli di stato. Infatti lo spread tra Btp e Bund decennali ripiega a 282 punti base, con il tasso di rendimento sui titoli italiani al 3,10%. Ma solo poche ora prima aveva toccato i 320 punti base. Il titolo italiano rende il 2,38%. Il differenziale sulla scadenza decennale, invece, ripiega a 275 punti base con un rendimento del Btp al 3,03%. Lo spread tra il Btp a due anni il corrispondente titolo tedesco ha invece toccato i 313 punti base, ai massimi dal 2012 quando l’Italia era nel pieno della crisi finanziaria. Insomma del giro di poche settima si è fatto un balzo indietro di sei anni. Giù anche la borsa: Milano perde il 3% con tutti i titoli bancari sotto forte pressione.

Il primo effetto di questa nuova tempesta è il taglio del rating italiano da parte delle agenzie. La prima a muoversi in questa direzione è Moody’s. “Se il prossimo governo porterà avanti politiche di bilancio – si legge in una nota – insufficienti a posizionare nei prossimi anni il debito su una traiettoria di discesa”. Altrettanto negativo sarebbe “un fallimento nell’articolare e presentare un’agenda di riforme strutturali credibili”. Nello stesso comunicato Moody’s reputa “molto improbabile” un rialzo del rating, spiegando che una conferma potrebbe invece arrivare se il programma di riforme si rivelasse ambizioso e se il governo delineasse un effettivo percorso di rientro del debito.

L’incertezza politica pesa anche sulla fiducia delle famiglie italiane nei confronti della situazione economica del Paese. Sono i dati certificati dall’Istat secondo cui a maggio si registra un “marcato calo dell’indice del clima di fiducia dei consumatori” che “interrompe la sostanziale tenuta registrata nei primi 4 mesi del 2018”. Nel mese, “la fiducia dei consumatori raggiunge il valore più basso dallo scorso settembre (ad agosto era pari a 111,3)”. Al calo dell’indice, dettagliano gli statistici, “hanno contribuito i giudizi e soprattutto le attese sulla situazione economica del paese, fortemente peggiorate”.

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