mercoledì, 12 dicembre 2018
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Opinioni e commenti
 

“Loro”, Berlusconi mito dell’italiano medio
Pubblicato il 04-05-2018


Loro-1 (1)In Loro1 e Loro2 Silvio Berlusconi è tormentato e insoddisfatto. Nel film di Paolo Sorrentino, scritto insieme a Umberto Contarello, c’è una domanda centrale in chiave psicologica: «Ma te cosa ti aspettavi? Essere l’uomo più ricco del Paese, fare il presidente del Consiglio e che tutti ti amassero alla follia?». Toni Servillo, interpretando Berlusconi, risponde deciso: «Sì, mi aspettavo proprio questo». La delusione emerge sconfinata.
Il regista, caso raro, dedica un film al Cavaliere, un famoso personaggio politico vivente e ancora tra i protagonisti delle travagliate vicende politiche italiane. La pellicola si articola in due parti: Loro1 è nei cinema dal 24 aprile, Loro2 lo sarà dal 10 maggio. È un film dall’andamento poco scorrevole, un po’ scontato. Parla molto del Berlusconi uomo e poco del politico, del presidente di Forza Italia, già leader del centro-destra, ex presidente del Consiglio. Invenzioni e fatti reali si mescolano. Il regista, autore anche di Il Divo e di La Grande bellezza, ha spiegato: il film è come «un racconto di finzione in costume che mette in scena fatti verosimili, o anche inventati, avvenuti in Italia tra il 2006 e il 2010». Ha voluto parlare della dimensione dei sentimenti, «quella che sta dietro l’uomo politico e i personaggi che lo attorniano».
In una scena Berlusconi-Servillo tenta di riconquistare Veronica Lario-Elena Sofia Ricci, la seconda moglie. Siamo nel 2006, il presidente di Forza Italia non è più presidente del Consiglio, è stato sconfitto nelle elezioni politiche dal centro-sinistra di Romano Prodi, e riposa con Veronica Lario-Elena Sofia Ricci nella sua principesca villa Certosa in Sardegna. Anche con lei i rapporti volgono al peggio per la sua grande voluttà sessuale indirizzata soprattutto verso ragazze belle e giovani. Tutti i suoi sforzi per riconquistarla saranno vani, i contrasti cresceranno fino al divorzio. Un colloquio surreale tra i due nel film si svolge su una moto d’acqua bloccata in mezzo al mare, è centrato sul suo carattere onnivoro. Si sfoga: «Sono un uomo del fare. E non riesco a terminare nemmeno un progetto. Quasi quasi compro un’altra casa gigantesca». Veronica Lario-Elena Sofia Ricci risponde: «Ne abbiamo 20, abbiamo tutto». Il Cavaliere replica: «Il tutto non è abbastanza».

Lusso, veline e show girl o aspiranti tali, escort, droga, feste, soldi, faccendieri, imprenditori, ministri. Si succedono scene crepuscolari e grottesche nel film: ragazze discinte in cerca di una scrittura, amplessi poco eleganti a cascata, politici ossequienti in modo imbarazzante, trame in Forza Italia e nel centro-destra per defenestrare il Cavaliere.

Nel film Loro (cioè quelli che contano) ogni cosa ruota attorno a “Lui”, al “Dottore” (così quasi tutti chiamano Berlusconi). Il regista vuole descrivere un periodo storico che definisce «amorale, decadente, ma anche straordinariamente vitale».
Il Cavaliere è sempre stato un narcisista: come imprenditore, da politico, quando suona o canta per gli amici, nei rapporti amorosi. I successi di Berlusconi? Il regista li spiega perché è un abile venditore di “sogni” e «rappresenta anche una parte di tutti gli italiani». Quei connazionali che per «ambizione, ammirazione, innamoramento, interesse, tornaconto personale» sono attirati da «una sorta di paradiso in carne e ossa» impersonato da Berlusconi (del resto gli italiani simpatizzano facilmente per il vincitore di turno immediatamente mollato quando diventa uno sconfitto). Insomma, si tratta di quell’”italiano medio” opportunista e pauroso (feroce se non si rischia niente) capace però anche di inaspettati gesti eroici, sviscerato genialmente nei suoi film da Alberto Sordi. Sorrentino cita Ernest Hemingway per definire l’ex presidente del Consiglio. Secondo lo scrittore americano «non c’è nessuno che vive la propria vita sino in fondo, eccetto i toreri». Berlusconi, dunque, è “un torero”.

Il presidente di Forza Italia non ha commentato il film. Diverso tempo fa ha sottolineato allarmato: «Mi sembra, e spero che non sia, una aggressione politica nei miei confronti».

Leo Sansone
SfogliaRoma

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