sabato, 23 giugno 2018
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Opinioni e commenti
 

Luca Fanto
Torniamo a credere nel Socialismo
Pubblicato il 31-05-2018


Egregia redazioni, cari compagni,
a quasi tre mesi dal voto, ci troviamo davanti ad una devastante crisi istituzionale.
Il fatto che la sinistra riformista sia messa “a latere” di quanto sta accadendo, da una parte ne dimostra le potenzialità inespresse ma dall’altra ne sottolinea l’incapacità di incidere.

E’ più che mai evidente che i populismi e le destre, anche quando in grado di contare sul consenso della maggioranza degli elettori, non sono in grado di proporre soluzioni ragionevoli.

E’ altrettanto evidente come in Italia sia necessaria la presenza forte di una sinistra riformista e quindi, per ciò che ci riguarda, sia necessaria la battaglia per il Socialismo.
Per avviare realmente un processo che permetta alla sinistra riformista di ricostituire le proprie forze, per tornare ad essere incisiva, è necessario riconquistare la fiducia di tutti coloro che tale fiducia, votando lega e 5Stelle, hanno dimostrato non avere più.
Credo quindi sia doveroso individuare le ragioni di tale sfiducia che corrispondono agli errori commessi dalla sinistra riformista e poi, individuati gli errori commessi, identificare le strategie in grado di ovviare agli errori fatti.

Non è possibile e utile assegnare al fato, alla debolezza mediatica o alla crisi economica, la nostra (dell’intera area politica) disfatta politica.
A mio parere abbiamo perso le elezioni e ciò che più conta, la fiducia degli italiani, perché non abbiamo saputo rappresentare le aspirazioni ed i bisogni della maggioranza dei cittadini.

Certo, i diversi governi che in Italia hanno visto la sinistra liberaldemocratica governare cose valide ne hanno fatte, ma non le cose necessarie in quel momento.
Mettere mano alle pensioni era giusto, ma non creando il fenomeno degli esodati nè prefigurando ai cittadini l’obbligo di lavorare anche in età avanzata o prospettando una vecchiaia di miseria.

Mettere mano al mondo del lavoro era giusto, ma non imbastendo una battaglia di bandiera contro uno dei capisaldi (oltretutto simbolo delle battaglie socialiste osteggiate dai comunisti) che era ed è l’art.18.
Rinnovare l’istituzione scolastica era necessario, ma non cercando di istituire un sistema autoritario e acuendo le diversità di trattamento tra il personale.
In un periodo di crisi economica feroce, in cui era facile per le forze del peggior populismo soffiare sul fuoco dell’antipolitica, la sinistra liberaldemocratica, ben incarnata da Renzi, ha giocato le sue carte risollevando il sistema Paese ma non assolvendo alle sue responsabilità nei confronti del popolo che, nonostante la fine della crisi economica, si è sentito abbandonato.

E’ mancata alla politica dei governi di “centrosinistra” la cura dell’aspetto sociale che è patrimonio più della cultura socialista democratica che di quella liberaldemocratica.

Equità e solidarietà sociale, valori imprescindibili che animano noi socialisti, equa distribuzione della ricchezza e pari opportunità per i tutti i cittadini, sono totalmente mancati nell’azione dei governi a guida PD e ancor più in quelli a guida “tecnica”. Sono mancati per scarsa fiducia nelle possibilità di attualizzare il socialismo.
Ci hanno detto che le ideologie non esistevano più e che il socialismo democratico aveva fallito… e noi ci abbiamo creduto, la sinistra riformista lo ha creduto.
Noi stessi socialisti siamo caduti in quella trappola culturale che ci ha fatto dubitare della possibile esistenza di un “Socialismo del terzo millennio”.

Poiché anche in politica il vuoto non esiste, lo spazio che a sinistra si è liberato è stato occupato dai 5 stelle e dalla Lega. Spetta adesso a noi riconquistare tale spazio, proponendo con convinzione il socialismo del terzo millennio.
Nuove proposte, nuovi programmi, rinnovamento.
Anche in vista delle prossime elezioni, spetta a noi socialisti rilanciare la difesa dei lavoratori, la difesa dei futuri pensionati, la difesa delle aspettative dei giovani, la difesa dello Stato come Istituzione in grado di garantire ai cittadini la salute, l’istruzione, di combattere il precariato proponendo il lavoro come strumento in grado di garantire un’esistenza dignitosa e non la mera sopravvivenza. In Italia tutto ciò non può essere senza una sinistra unita e consapevole.
Tutto ciò non può essere senza un impegno convinto a favore della difesa della nostra Costituzione.

Tutto ciò non può essere senza un impegno convinto a favore del rafforzamento delle istituzioni europee. Gli Stati nazionali non sono più in grado di offrire un’adeguata protezione sociale ai loro cittadini, protezione che dovrà essere il risultato dell’azione di Istituzioni più forti ed efficaci.
Deve riprendere vigore la battaglia per il rafforzamento delle Istituzioni europee, noi socialisti dovremmo farne uno dei cardini del nostro programma. Non è un caso che tale rafforzamento sia impedito da chi oggi, anche in Italia, si dimostra indulgente con l’arroganza russa e statunitense.
Ecco perché è giunto il momento di archiviare la domanda se sia ancora utile o meno il socialismo, la giustizia e la solidarietà sociali, ed è giunto il momento di realizzare il socialismo del III millennio, un socialismo europeo ed internazionale.

Luca Fantò
Segretario regionale del PSI veneto

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