mercoledì, 17 ottobre 2018
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Opinioni e commenti
 

Marco Andreini
Gli hashtag, nuova malattia infantile della Sinistra
Pubblicato il 29-05-2018


Ho pensato a lungo prima di scrivere, ma onestamente questa politica fatta a slogan e fatta con gli # non mi piace. E non mi piace anche quando la facciamo noi. Riccardo l’anno scorso inascoltato anche da quei geni del Pd disse che era in atto un progetto politico di alleanza fra Grillo e Salvini, ricordo le battute in casa nostra, figuriamoci se Salvini va con Di Maio, figuriamoci se fanno un governo insieme. Come è andata è sotto gli occhi di tutti. Ma mentre la Lega era al 17 il 4 marzo oggi rischia di volare sopra il 30% e onestamente e sommessamente credo, anzi ne sono totalmente convinto, questo risultato è il frutto di una gestione della crisi altalenante fatta dal Colle. Fatto salvo gli insulti e le minacce degli ultimi giorni che vanno respinti al mittente e che vanno perseguiti per legge, Mattarella si è fatto bellamente giocare da Salvini,né più ne meno come qualcuno ricorderà, Craxi si fece mettere in scacco da Bossi trattandolo come il solito barbaro di turno.

Lo dissi a Parma, lo ripeto ora, non mi convince la concentrazione repubblicana contro i barbari, come non mi convinse al tempo la concentrazione democratica contro il berlusconismo. Lo ha detto D’Alema, conoscendo le sue capacità speriamo che sbagli come sempre, ma questi in questo modo rischiano di fare cappotto e di governare per tanti anni. E la concentrazione che fa dopo, va sui monti visto il richiamo di Del Rio ai partigiani della Costituzione? No questi si battono politicamente affrontandoli caso mai senza i soliti leader perdenti, sul loro terreno.Riccardo disse su Huffpost, riprendendo Pittella che questa Europa non ci piace che si deve ridiscutere il fiscal compact e i trattati, bene questa è la linea da far uscire giovedì e se al Pd non piace meglio.

Sull’Europa temo che stiamo prendendo un abbaglio clamoroso, siamo caduti nel gioco di Salvini che in qualche modo su questa ambiguità ha creato il suo successo. Gli imprenditori del lombardo veneto,del Varesotto che conosco bene non ci pensano neanche lontanamente di abbandonare l’Euro e Salvini sa benissimo visto che lo votano in massa che perderebbe una marea di consensi, non solo, ma aprirebbe la gestione della lega ad un fronte diverso composto da Zaia e Maroni. Solo un genio delle sconfitte come Renzi può pensare che questi faranno la campagna elettorale dicendo che vogliono uscire dall’euro. Questi, come ha detto la Ghisleri faranno la campagna dicendo che loro sono i difensori del popolo e degli Italiani e tutti noi saremmo dipinti come gli amici delle banche, dello status quo e dell’establishment. Sarà un gioco al massacro che rischia di avere come prodotto finale l’esito del Pasok al 6,27% nel 2015. Forse è difficile invertire la tendenza ma i nostri giovani con il loro seminario ci hanno indicato la via. Per una volta vi scongiuro diamogli retta non abbiamo nulla da perdere.

Marco Andreini
Segreteria Nazionale

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Commenti all'articolo
  1. Chi avesse la pazienza e costanza di andarsi a rileggere, su queste pagine, articoli e commenti dei mesi ed anni trascorsi, scoprirebbe che piu’ di una voce e’ rimasta inascoltata, vedi riguardo al Referendum del dicembre 2016, o in materia di alleanze, ma il dire oggi che si aveva ragione, o si aveva visto giusto, conta ormai poco o nulla, perche’ tutto e’ proiettato in avanti.

    L’importante sarebbe che i socialisti del PSI, alla luce di quanto e’ successo, e dell’esito delle urne, quelle referendarie e quelle recenti, rivedessero la propria linea politica, ma cio’ non mi sembra ravvisabile nel voler mettere insieme il riformismo con la “sinistra piu’ radicale”, come desumibile dall’articolo “Opa populista”, e neppure mi sembra molto conciliabile col ragionevole proposito di sondare un’intesa col Cav.

    Paolo B. 30.05.2018

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