martedì, 11 dicembre 2018
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Opinioni e commenti
 

Marco Andreini
Il Consiglio nazionale occasione unica e irripetibile
Pubblicato il 21-05-2018


A breve il Partito convocherà i suoi organismi e penso che sarebbe il caso di prendere esempio da quanto accaduto nell’assemblea del Pd; convocata per discutere sull’elezione del segretario ha spostato la discussione sul disastro elettorale del 4 Marzo. Credo che il partito invece che discutere sul contenitore e cioè su una cervellotica riforma organizzativa, già emendata da tante federazioni provinciali e regionali ,debba discutere al proprio interno sulle cause che hanno prodotto il disastro del 4 marzo,e sul contenitore e cioè su quale forma organizzativa sia utile sia per il paese, sia per portare avanti i valori del socialismo,senza escludere a mio parere neanche la scelta più drastica di chiudere il partito stesso.Una comunità sta insieme quando condivide valori politici e umani e quando ha chiaro il suo percorso, la strada che deve percorrere,ma per arrivare a questo vanno analizzate le cause della sconfitta.E non mi si venga a dire che il popolo non ha capito il nostro messaggio,no io credo che si sia sbagliato proprio l’approccio ai problemi del paese. Si sia davvero sbagliato sulle scelte e la causa di questo va ricercata nel fatto che si è perso in particolare nel Nord il contatto con il mondo produttivo. Quel mondo che ragiona in modo pragmatico e non ideologico e che abituato a scontrarsi con la realtà. Per troppo tempo si è identificata la questione fiscale del nord, con quella di imprenditori interessati solo a non pagare le tasse e a usare i lavoratori come merce e si è privilegiato nelle scelte la grande impresa, finanche le multinazionali come Amazon e Google o Apple, per poi accorgersi nelle urne che quelle multinazionali, non solo non votano,ma usano realmente i lavoratori come merce per ottenere profitto,vedi braccialetto elettronico e si è regalato completamente il rapporto con questo mondo, lavoratori e aziende alla lega e al centro destra.Il successo della flat tax fra queste aree di imprenditori deve far capire la sinistra che la questione del cuneo fiscale è e doveva essere la priorità assoluta del paese.Se un operaio guadagna 1200 euro netti e l’azienda ha un costo di 3000 ogni ragionamento sull’occupazione è perdente se non si interviene lì. Allo stesso modo se il famoso decreto 276 della legge Biagi prevede 47 forme di assunzioni,se non lo si modifica, ogni battaglia contro il precariato non può che rivelarsi inutile ed infatti ormai l’unico modo di assumere le persone e i giovani è il contratto a tempo determinato che impedisce la realizzazione di una vita stabile.Tengo a ribadire questi concetti perché dal 4 marzo stranamente vedo riavvicinarsi al partito personalità che da 25 anni hanno incarnato i valori della destra.
In alcuni territori si stanno avvicinando al partito socialista dirigenti di Forza Italia vista la crisi del loro partito,ma noi dobbiamo avere chiaro che la nostra barra è volta a sinistra, leu, pd, pap, più Europa sono i nostri riferimenti ,e francamente trovo parossistico questo ritorno al passato,perché ritengo al contrario che sia davvero giunto il momento di mettere in atto quel processo di rinnovamento che si sviluppò al congresso di Salerno e che venne snaturato al congresso di Roma. Riccardo ci ha parlato di un contenitore nuovo, bene quel contenitore in piccolo si è delineato nell’ottimo seminario organizzato dai giovani in sede con tutta la sinistra, se qualcuno vuol far nascere altri tipi di contenitori è bene come facemmo a Fiuggi che ci confrontiamo e se del caso ci contiamo su due idee diverse di partito.

Marco Andreini

Direzione Nazionale Psi

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Commenti all'articolo
  1. Mi sbaglierò, e non ho in ogni caso la pretesa di essere nel giusto, anche perché la materia non è delle più semplici, ma a me pare che i socialisti incontrerebbero una qualche non piccola difficoltà ad esprimere, e mettere in atto, una politica di segno riformista all’interno di questa sinistra, dal momento che negli anni in cui la stessa ha guidato il Paese “si è perso in particolare nel Nord il contatto con il mondo produttivo”, mutuando le parole dell’Autore di queste righe, che sembrano cogliere sostanzialmente nel segno (stante l’esito delle urne).

    A conferma di questo “distacco” c’è a mio avviso un indicatore abbastanza semplice, ma nondimeno piuttosto eloquente, ossia l’aver tolto anche alle famiglie la possibilità di avvalersi dei tradizionali voucher, e altrettanto dicasi per i lavori stagionali in agricoltura, il che sembra indicare una certa qual disattenzione verso i problemi del quotidiano, diversamente dalla cultura politica riformista, dalla quale ci si aspetta la capacità di ascoltare “quel mondo che ragiona in modo pragmatico e non ideologico e che è abituato a scontrarsi con la realtà”.

    Paolo B. 27.05.2018

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