martedì, 13 novembre 2018
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Opinioni e commenti
 

LA PROROGA
Pubblicato il 09-05-2018


Mattarella quirinale consultazioni

“Ancora 24 ore”. La richiesta arriva a Sergio Mattarella in tarda mattinata. Mittenti Matteo Salvini e Luigi Di Maio. I due leader chiedono al Capo dello Stato un giorno di tempo per trovare un accordo e dar vita a un governo politico. Mattarella acconsente. Se però anche questo tentativo dovesse fallire, partirebbe subito l’Esecutivo di servizio nominato dal Quirinale. Premier e ministri sono già pronti. Aspettano solo il via libera dal Colle.
Entro domani Salvini e Di Maio dovranno comunicare l’esito del confronto iniziato stamattina alla Camera. La svolta potrebbe essere vicina, considerate le indiscrezioni giunte da più parti. Rispetto ai giorni passati, Salvini tende ad abbassare i toni. “Il voto a luglio non è la mia ambizione – afferma il segretario federale a Radio Capital – benché i sondaggi diano il mio partito in crescita. Non sto facendo pressioni su Berlusconi né su nessuno. Non sta a me forzare, non mi permetto di dare lezioni”.

L’ago della bilancia in questa vicenda è rappresentato proprio da Silvio Berlusconi, che restando sulle barricate rischia di diventare il capro espiatorio della mancata partenza della diciottesima Legislatura. Se, però, il Cavaliere lasciasse andare la Lega, il Governo Salvini-5Stelle sarebbe cosa fatta. Sino ad oggi Berlusconi non ha mollato la presa. Cedere ai grillini dopo che Di Maio non lo ha neanche riconosciuto come interlocutore sarebbe un’umiliazione troppo grande per il vecchio leader.

Da giorni, tuttavia, ad Arcore giungono le chiamate più disparate. Parlamentari appena eletti che non vogliono lasciare la poltrona, vertici delle aziende berlusconiane, l’inner circle del Cavaliere vuole andare all’opposizione, abbandonare la Lega e lasciar naufragare con calma il tandem con il M5s. Giovanni Toti, governatore azzurro della Liguria e da sempre mediatore tra Forza Italia e il Carroccio, assicura a Radio1 che ad un esecutivo Salvini-Di Maio “non parteciperà Forza Italia con un appoggio esterno. Il che non vuol dire che, dopo sei settimane di stallo del Paese, non si possa guardare a questa esperienza di un nostro socio strutturale da vent’anni, con una benevolenza critica”. Una mezza apertura che lascia più di uno spiraglio. In ogni caso la decisione finale sarà esclusivamente di Berlusconi.

A favore della trattativa tra Lega e 5Stelle si sbilanciano anche due pezzi da novanta come Renato Brunetta e Paolo Romani, colonnelli berlusconiani della prima ora. “Forse vale la pena sperimentare un governo giallo-verde. Vediamo cosa può offrire…”, si lascia scappare Romani. E Brunetta rassicura Salvini: anche in caso di appoggio a Di Maio, Forza Italia confermerebbe l’alleanza così da tutelare i governi delle grandi regioni del Nord. “Se vogliono fare il governo, lo facciano. L’alleanza resta perché per noi è un grande valore, ma nessuno ci può chiedere di più”, le parole dell’ex ministro.

Strada spianata, quindi. Sul nome che andrebbe a guidare l’Esecutivo Lega-5Stelle torna a circolare il nome di Giancarlo Giorgetti, plenipotenziario di Salvini. Anche se non è da escludere la possibilità che per il mandato da premier venga proposta a Mattarella una figura terza, che non abbia connotati così riconoscibili delle due forze vincitrici delle elezioni del 4 marzo. Quel che è certo riguarda l’accelerazione imposta oggi da Salvini e Di Maio che presto potrebbe consegnare nella mani di Mattarella l’accordo tanto sospirato. “Prepariamoci a un governo delle destre” dice sicuro Graziano Delrio, capogruppo Pd a Montecitorio, annunciando “un’opposizione ferma e intelligente” da parte dei dem ad un Esecutivo che “rappresenta un pericolo per l’Italia”.

F.G

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