lunedì, 15 ottobre 2018
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Opinioni e commenti
 

Morte Giuseppe Uva, tutti assolti e nessun colpevole
Pubblicato il 31-05-2018


giuseppe uvaLa Corte d’Assise d’Appello di Milano ha assolto, oggi, giovedì 31 maggio, i due carabinieri e i sei poliziotti imputati per la morte di Giuseppe Uva, avvenuta poco più di dieci anni fa, a Varese. Le accuse erano di omicidio preterintenzionale e sequestro di persona. “Dieci anni che infangano il nome dello zio”, ha urlato in aula la nipote di Giuseppe, Angela, subito dopo la lettura del dispositivo.
Il 14 giugno 2008 due amici, Giuseppe Uva e Alberto Biggiogero, dopo aver bevuto e fumato, stanno compiendo dei vandalismi tra via Dandolo e piazza 26 maggio nel quartiere di Biumo. Alcuni residenti chiamano i carabinieri. Una pattuglia, nella piazza di Biumo Inferiore, ferma i due uomini; arriva una volante della polizia chiamata in appoggio e i due vengono identificati e portati in caserma alle 3 e 45. Secondo la denuncia di Biggiogero, un carabiniere dice: “Proprio te Uva cercavo, adesso te la faccio pagare”. Durante la permanenza al comando di via Saffi, Bigioggero, che si trova in astanteria, sente l’amico, che si trova in un’altra stanza, urlare. Chiama il 118 dicendo che ha bisogno di un’autolettiga perché carabinieri lo stanno massacrando. Il 118 chiama il comando, ma l’ambulanza viene rifiutata. “Sono due ubriachi, ora gli togliamo il telefono” dice il carabiniere. Poco dopo, i carabinieri stessi chiamano la guardia medica, che arriva alle 4 e 11 minuti. C’è un medico, Augustine Noubissiè, che non riesce a calmare il paziente. Dopo diversi tentativi, richiede il Tso. Arriva un’altra ambulanza alle 5 e 16 e un altro medico con personale del 118. Tutti i medici negano che sia stato picchiato. Alle 5 e 41 l’ambulanza arriva in ospedale a Varese. Uva viene accettato al pronto soccorso, gli vengono fatti esami e somministrati dei calmanti. Viene portato, dopo le 8, in psichiatria, dove muore intorno alle 10 di mattina.
Giuseppe Uva sarebbe morto per un attacco di cuore, determinato anche da una patologia cardiaca di cui soffriva. A ucciderlo, secondo la Procura Generale, sarebbe invece stata la “tempesta emotiva originata dal suo illegittimo trasferimento in caserma”.
Per il rappresentante dell’accusa, le lesioni sulla sommità del cranio e alla base del naso “sono lievi e non idonee a provocarne la morte” ma vanno inserite nell’esplodere di quella “tempesta emotiva” che avrebbe fermato per sempre il cuore di Uva.
Inoltre sono emerse indiscrezioni. L’amico Bigioggero ha testimoniato che Uva si vantava di avere avuto una relazione con la moglie del carabiniere che avrebbe minacciato l’uomo.
Le parti civili sono state condannate alle spese processuali. Le motivazioni saranno depositate in novanta giorni.

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