martedì, 11 dicembre 2018
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Opinioni e commenti
 

Nencini: Con Lega-M5s sistema politico a rischio
Pubblicato il 22-05-2018


Riccardo Nencini seduto

Il 4 marzo ha lasciato un segno profondo nel centrosinistra italiana. Un vero e proprio tsunami che con la sua carica di populismo e sovranismo ha colto consenso nel disagio e nella paura. Ora il governo giallo verde è alla porte. La voglia irresistibile di Salvini e di Di Maio di entrare nella stanza dei bottoni ha prevalso su tutto e spinto il leader leghista a rompere la sua alleanza “infrangibile” con Berlusconi e Fratelli D’Italia per buttarsi nelle braccia di Di Maio che, dal canto suo, nel giro di poche settimane ha cambiato idea su tutto.

Fatto sta il centro sinistra deve ripartire dal suo peggiore risultato di sempre. Forse esagera l’ex sindaco di Napoli ed ex presidente della Regione Campania Antonio Bassolino quando dice che sinistra e centrosinistra si sono tagliati le vene. Ma il senso di disagio di tanti elettori non è mai stato così forte. “Anche la Valle d’Aosta, come il Molise e il Friuli – ha detto Bassolino – conferma e rafforza il terremoto del 4 marzo. È la Lega, come e più del 5S, che compie un grande balzo. In gran parte del paese, al Nord e al Sud, le forze di centrosinistra e di sinistra è come se si fossero tagliate le vene e appaiono tutte chiuse in se stesse. Si deve reagire e la prima condizione è rimettere in primo piano ciò che è stato rimosso: la riflessione politica, sociale e culturale”.

“Io la domanda sulla perdita di consensi sull’elettorato di centrosinistra me la faccio da un pezzo – ha detto il Segretario del Psi, Riccardo Nencini, ospite stamane di ‘Studio24’ la trasmissione condotta da Roberto Vicaretti, in diretta ogni giorno su RaiNwes24 – ma è difficile trovare una risposta. Il problema non è solo italiano, c’è una crisi di tutta la sinistra nel cuore dell’Europa. Se la sinistra non si riconcilia con il suo popolo non credo riuscirà ad uscire dalla marginalità”.

Nencini ha proseguito: “Credo che si debbano superare delle categorie novecentesche che non sono più’ rilevanti, prima fra tutte quella della classe operaia, visto che oggi la debolezza e la fragilità sociale risiedono nei giovani che non trovano un’occupazione, nel cinquantenne licenziato che non riuscirà a rientrare nel mondo del lavoro, nel laureato con 110 e lode che andrà a consegnare le pizze invece di fare l’architetto”.

“La seconda questione – ha aggiunto Nencini – riguarda il doversi riconciliare con le questioni migranti e sicurezza, sciogliendo nodi che la sinistra ha affrontato in modo peloso. Nelle ultime ore delle mie deleghe – ha sottolineato Nencini riferendosi alla suo ruolo di vice ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti del Governo Gentiloni – vorrei ricordare che sulle 600mila richieste per ottenere alloggi popolari il 98% sono richieste di italiani e molto spesso le graduatorie regionali sono costruite per non dare precedenza a loro. Non si posso avere graduatorie che tengono conto di una posizione paritaria tra chi è residente in Italia e chi invece è arrivato da poco”.

Nencini ha parlato anche della formazione del nuovo governo. Su Conte, che si è definito un uomo di sinistra, ha detto: “Possiamo farci la domanda sul perché una persona che si definisce tale stia con il M5S, ma la prima domanda se la dovrebbe fare proprio lui e dovrebbe ricordarsi che si pone alla guida di un governo che non ha eguali in Europa. E lui, se ricevesse la nomina, sarebbe responsabile di un esecutivo guidato da due populismi”. E ancora: “Io da un anno e mezzo sostengo che il parlamento avrebbe avuto una maggioranza populista e l’ha avuta. Stiamo per assistere alla nascita di un governo giallo verde che ha unificato due populismi estremi, sia quello radicale dei 5 Stelle sia quello altrettanto radicale ma orientato a destra rappresentato da Salvini”. “La mia opinione – ha concluso il segretario del Psi – è che si debba costruire una concentrazione repubblicana di centrosinistra, perchè se questo governo superasse l’anno di vita potrebbe scardinare il sistema politico italiano e dare rappresentazione dell’Italia in Europa molto diversa da quella che abbiamo oggi”.

Edoardo Gianelli

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