domenica, 23 settembre 2018
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Opinioni e commenti
 

Nencini: “Un disegno nuovo per il centrosinistra”
Pubblicato il 09-05-2018


Psi-Bandiera

“I socialisti ritengono sia giunto il momento di far pesare il loro patrimonio politico-culturale troppo a lungo negletto dalle altre componenti dell’area di centrosinistra per proporre ai cittadini una visione del futuro del nostro paese che sappia coniugare i valori del socialismo democratico e le emergenze storiche in cui ci troviamo”. È quanto si legge nell’appello pubblicato sul sito del partito socialista. Un appello con molte firme, a cominciare da quella del segretario del Partito Riccardo Nencini, a cui si aggiungono quelle di molte personalità del mondo socialista.

Dal 4 marzo, giorno delle elezioni, il Paese sta entrando un vicolo sempre più stretto la cui via di uscita è sempre più stretta. “Una scelta di irresponsabilità” come la ha definita il segretario del Psi Riccardo Nencini, “fatta da Salvini e Di Maio crea lo scenario preoccupante di una ‘Repubblica prigioniera’ di due forze che vogliono giocare un derby sulla pelle degli italiani”. Nencini ha inviato questa mattina una lettera aperta a tutti i leader dei partiti del Centrosinistra, invitando a mettere da parte il passato e a trovare, in vista del voto, “le ragioni della maggiore unità possibile”. Inoltre ha rivolto un appello, rivolto oltre che a tutta la sinistra italiana, anche al mondo cattolico, laico, democratico, dei radicali e degli ambientalisti contiene una chiamata alle armi per “conferire sovranità ad un disegno nuovo”, spiega Nencini.

Da dove nasce questo appello?
Il sistema politico italiano è di fronte a una svolta. Due forze che hanno contrabbandato agli italiani di aver vinto le elezioni e irresponsabilmente non lavorano per formare un governo ma lavorano esclusivamente per interessi di parte. Lo scenario è di elezioni in tempi rapidi. Sarebbe una impostura votare di luglio, perché una parte delle forze politiche, dovendo presentare le firme, non sarebbe in grado di presentarsi alle elezioni. E ciò significa una lesione insopportabile per la democrazia italiana. Inoltre avremmo un ulteriore abbassamento della partecipazione al voto. Bisogna che il centrosinistra italiano si prepari a costruire una concentrazione repubblicana per fronteggiare il pericolo di un doppio populismo che porterebbe l’Italia in una posizione marginale in Europa e rappresenterebbe una profonda lesione per la democrazia italiana per la forte carica di bonapartismo che entrambe le forze manifestano.

Quindi come deve strutturarsi il centrosinistra?
Bisogna che il centrosinistra dalla sinistra di Leu fino ai cattolici democratici, metta insieme, coinvolgendo la società di mezzo e l’associazionismo, coinvolgendo i sindaci civici di molte città italiane, parte della loro sovranità da conferire a un disegno nuovo. E devono farlo rapidamente per mettere in campo un progetto che sia competitivo e faccia da sbarramento rispetto questi due populismi differenti.

Si può dire che Lega e 5 Stelle si sono presentati come i salvatori della patria e invece hanno portato il Paese alla paralisi?
Certo. Anche perché ad oggi sono venuti meno ad ogni forma di responsabilità. Anche perché agli italiani va ricordata una cosa. Prima chi prendeva il 40% dei voti conquistava la maggioranza. Ora non è più così. Quindi il risultato più probabile di elezioni anticipate è che si ricrei la stessa situazione di ora. Per questo abbiamo proposto un governo istituzionale che sbarrasse la strada all’aumento dell’Iva, preparasse l’Italia al vertice europeo di giugno in modo tale da porre con forza la revisione del trattato di Dublino, modificasse la legge elettorale oltre che affrontare alcuni temi di riforma istituzionale. Poi andare al voto.

Ad oggi i numeri per questa ipotesi non ci sono…
Ma questo non vuole dire che non sia una buona proposta. Ma entrambi, Di Maio e Salvini, giocano una partita che è quella della irresponsabilità. Non sono statisti, sono capi di forze politiche. L’appello a tutti i socialisti nasce da qui. Vi sono due passi da fare. Il primo passo è quello di riportare dentro la stessa casa tutto il mondo socialista. Ma questo ritorno a casa è propedeutico a tenere insieme una comunità che lavori con più determinazione per mettere in campo un centrosinistra più competitivo e diverso da quello delle ultime elezioni.

Quanto è forte il rischio di una Italia che diventa marginale in Europa?
Vedo due rischi. Una lesione grave per il sistema istituzionale italiano, che è già fragile. Infatti aveva un senso già 40 anni fa parlare di grande riforma, ma il significato è ancora valido. E inserire elementi di bonapartismo in un sistema che ha le sue fragilità, rischia di portare il paese davanti al precipizio. Seconda preoccupazione è quella di portare l’Italia ai margini dell’Unione europea nel momento in cui si continua a minacciare il referendum sull’Euro, si continua a minacciare l’uscita dall’Unione . Questo ci rende più deboli e rende marginale un sistema politico economico e ricordo anche che gran parte della campagna elettorale Salvini la ha fatta sui dazi. Su un protezionismo che sarebbe lesivo degli interessi italiani.

In Germania hanno trovato un accordo dopo un anno dalle elezioni pur di non tornare al voto.
Vi è una differenza abissale. Da loro hanno discusso a lungo due forze politiche figlie di due tradizioni culturali forti in Europa: quella cattolica e quella socialista. Qui hanno vinto due populismi. Gli italiani li hanno scelti. Ora formino un governo. Ma non pretendano di riportare gli italiani al voto con una legge elettorale immutata e quindi con il risultato che salvo variazioni marginali, non produrrebbe effetti diversi. Non sarebbe dissimile da quello che è successo tre il 1915 e il ‘18 sul fronte francese, dove un giorno avanzava di un chilometro la truppa tedesca e il giorno dopo quel chilometro veniva riconquistato dai francesi.

Daniele Unfer

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Commenti all'articolo
  1. 1Trovo apprezzabili parole come “I socialisti ritengono sia giunto il momento di far pesare il loro patrimonio politico-culturale troppo a lungo negletto dalle altre componenti dell’area di centrosinistra….”, ma per passare “dalle parole ai fatti” comincerei ad avanzare proposte concrete per affrontare “le emergenze storiche in cui ci troviamo” , proposte che non possono essere verosimilmente quelle tipiche ed abituali delle altre componenti del centrosinistra, perché in tal caso non si capirebbe quale sia la peculiarità e specificità del patrimonio politico culturale socialista.

    Paolo B. 11.05.2018

    • Sono d’accordo, si appoggiano personaggi come Renzi e le sue politiche (art.18, Jobs Act ecc) e poi si parla di socialismo. Non so a quale socialismo si riferisce il PSI ma non credo sia la stessa ideologia di Lombardi, Nenni o Pertini.

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