sabato, 23 giugno 2018
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

Professionisti della sanità: in aumento le aggressioni
Pubblicato il 25-05-2018


EVIDENZA - MalasanitàAl convegno “No alla violenza contro i medici e gli operatori sanitari” , svoltosi – per iniziativa della dr.ssa Scalise, consigliera dell’ OMCEO di Roma – presso l’Ordine dei Medici della capitale , si è parlato del preoccupante “trend” che vede in aumento, in tutta Italia, aggressioni e discriminazioni nei confronti di medici e altri professionisti della sanità
Le aggressioni – tutte da condannare senza se e senza ma – attualmente sono un fenomeno in aumento dovuto a vari motivi, molto spesso legati alla crisi economica, sociale e di identità che è in atto nel Paese. Sono anche in aumento a causa della pessima organizzazione strutturale e funzionale di alcune strutture pubbliche e private, che a volte esaspera gli utenti; ma ovviamente non possono in alcun modo giustificarsi, essendo scatenate soprattutto dall’ ignoranza e dalla mancanza di autocontrollo di certe persone.
Al convegno, Foad Aodi, medico fisiatra, fondatore di AMSI (Associazione Medici di Origine Straniera in Italia ) e dell’UMEM (Unione Medica Euromediterranea), ha portato la solidarietà di queste associazioni e sua personale a tutti i medici e ai professionisti della sanità che subiscono aggressioni d’ ogni genere. Ha illustrato, poi, i dati forniti dallo sportello Amsi e dal movimento internazionale transculturale interprofessionale ” Uniti per Unire” riguardo a tutti gli episodi di discriminazioni nei confronti di medici e professionisti della sanità d’ origine straniera negli ultimi 3 anni ( 2015-2017) : i quali risultano essere in aumento del 40 per cento .
Sono stati segnalati in tutto 600 episodi di discriminazione , di cui ben 400 compiuti nei confronti di medici e odontoiatri stranieri: cui bisogna aggiungerne altri 200, inerenti ad altri professionisti della sanità stranieri (infermieri, fisioterapisti, farmacisti ,psicologi…)
Il 70 per cento si verifica al nord e il 30 per cento al sud .Il 50 per cento del totale degli episodi è provocato solo da motivi legati al colore della pelle o ai Paesi di origine. Il 25 da motivi economici , riguardanti personale sottopagato, pagato spesso in ritardo dopo 3 mesi di prova gratuita e non confermato, come promesso nei colloqui iniziali, Il 15 per cento avviene per problemi inerenti alla lingua italiana. Il 10 per cento per problemi religiosi (aspetti vari , abbigliamento e velo …).
Infine, Aodi ha ribadito l’ importanza dell’unità della categoria medica per affrontare tutte le problematiche in modo collegiale, in modo da avere più ascoltò dalle istituzioni e dalle forze politiche .
“L’ Italia non é ne’ sarà mai un Paese razzista”, ha sottolineato: “nonostante alcune proposte di legge che profumano di razzismo , populismo e strumentalizzazione politica”.

Fabrizio Federici

Angela Merkel bce Berlusconi bersani camera CGIL crisi elezioni Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Inps ISTAT italia lavoro Lega legge elettorale M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Matteo Salvini Nencini Onu Oreste Pastorelli Paolo Gentiloni pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia senato Silvio Berlusconi siria UE UIL Unione europea USA



Lascia un commento