mercoledì, 17 ottobre 2018
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Opinioni e commenti
 

Psi: “Contro Mattarella attacchi indegni”
Pubblicato il 27-05-2018


quirinaleÈ scontro istituzionale senza precedenti. Questo il risultato dell’alleanza giallo-verde. Il blocco del Pase, la impossibilità di trovare una soluzione per la formazione di un governo politico. Il tentativo di Giuseppe Conte, trovato dopo giorni di incontri e scontri tra i leader di Lega e Movimento 5 Stelle, è durato solo 4 giorni. Si è schiantato sul muro ostile della improvvisata maggioranza ostinatamente ferma sul nome di Savona al ministero dell’economia. Uno scontro che ha reso evidente quanto il ruolo di Conte fosse secondario e di facciata.

Il no di Mattarella a Savona all’Economia (“decisione che non ho preso a cuor leggero”, ha chiosato l’inquilino del Colle), è stato lo scoglio sul quale è inciampato l’ex premier incaricato. Ora è in atto uno scontro istituzionale con M5s che tuona contro il Colle. “La scelta di Mattarella è incomprensibile”, ha attaccato Di Maio. “La verità è che non vogliono il M5s al governo, sono molto arrabbiato ma non finisce qui”, minaccia il leader politico grillino. Ma il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, non ci sta. E replica con inusuale durezza a chi lo accusa. “Non ho ostacolato la formazione del governo”.

I vertici del M5s e la leader di FdI Giorgia Meloni attaccano Mattarella invocandone l’impeachment per alto tradimento. Diversa la reazione della Lega che con Matteo Salvini chiede di tornare alle urne.

“Al contrario – ha detto Mattarella – ho sostenuto il tentativo in base alle regole della Carta, ho accolto la proposta per l’incarico di presidente del Consiglio, superando ogni perplessità sulla circostanza che un governo politico fosse guidato da un presidente non eletto in Parlamento e ne ho accompagnato, con piena attenzione, anche il lavoro per formare il governo”. “Ma il capo dello Stato non può subire imposizioni. Ho chiesto per il ministero dell’Economia l’indicazione di un autorevole esponente politico della maggioranza, coerente con il programma. Che non sia visto come sostenitore di una linea più volte manifestata che potrebbe provocare l’uscita dell’Italia dall’euro”. “La designazione del ministro dell’economia costituisce sempre un messaggio immediato per gli operatori economici e finanziari, ho chiesto per quel ministero l’indicazione di un autorevole esponente politico della maggioranza, che al di là della stima e della considerazione della persona non sia visto come sostenitore di linee che potrebbe provocare la fuoriuscita dell’italia dall’euro, cosa differente dal cambiare l’Ue in meglio dal punto di vista italiano. A fronte di questa mia sollecitazione ho constatato con rammarico indisponibilità a ogni altra soluzione, e il presidente del consiglio incaricato ha rimesso il mandato”.

“Salvini – è stato il commento su Twitter dell’ex premier e ex segretario del Pd, Matteo Renzi – non voleva governare: ha fatto promesse irrealizzabili, ha paura delle sue bugie, altro che flat tax e Fornero. E quindi ha usato l’alibi di un ministro per far saltare tutto: vecchio stile leghista. Ma minacciare Mattarella è indegno. Sulle Istituzioni non si scherza”. In difesa di Mattarella anche il leader di FI Silvio Berlusconi: “Prendiamo atto con rispetto delle decisioni del Presidente della Repubblica – si legge in una nota – e osserviamo con preoccupazione l’evolversi della situazione politica. Come sottolineato da Mattarella il primo dovere di tutti è difendere il risparmio degli italiani, salvaguardando famiglie e imprese del nostro Paese. Forza Italia attende le determinazioni del Capo dello Stato, ma ove necessario sarà pronta al voto”.

I socialisti si schiarano per la difesa del Presidente della Repubblica: “Lega e M5S- ha detto la portavoce del Psi, Maria Cristina Pisani –  hanno attaccato in maniera indegna il Capo dello Stato e la nostra Costituzione, tenendo il Paese nello stallo per oltre 80 giorni e mettendo a repentaglio i risparmi degli italiani e la credibilità istituzionale del nostro Paese. Il Presidente della Repubblica – ha aggiunto – ha esercitato le sue prerogative, con chiarezza e lealtà a garanzia della Carta e della tenuta delle istituzioni. Ora, lavorare per il bene del Paese”.

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