lunedì, 10 dicembre 2018
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Opinioni e commenti
 

Rifugiati. Un convegno sui campi profughi
Pubblicato il 23-05-2018


campo profughi

A Roma, presso la sala convegni della chiesa di S. Camillo de Lellis in Via Sallustiana, l’Associazione “Annas Linnas”, la Confederazione Internazionale Laica Interreligiosa CILI-Italia, le Comunità del Mondo Arabo in Italia (Co-mai), il movimento internazionale “Uniti per Unire” e l’associazione medici di origine straniera in Italia (Amsi) hanno fatto il punto sulla drammatica situazione dei campi di profughi palestinesi, siriani e iracheni nel Medio Oriente, con particolare attenzione al Libano e alla Siria.

Dopo un’introduzione di Annabella D’ Elia ( Annas Linnas Italia), il padre melchita libanese Abdo Raad, di Annas Linnas Libano, co-presidente di CILI-Italia(Confederazione Internazionale laica interreligiosa), ha parlato della grave situazione – che si protrae da decenni, sul piano umano,igienico,sanitario – dei campi profughi palestinesi in Libano. Alessandra Mulas, giornalista free-lance , s’è soffermata sulla Siria, Paese fortemente disunito e disgregato al suo interno, da 7 anni alle prese con una drammatica guerra civile, e soggetto tuttora ai reiterati attacchi dell’ ISIS.

Mentre il Libano, dove in questi 7 anni si è riversata una marea di profughi siriani, ora ha chiuso strettamente i suoi confini, presidiati dall’ esercito (per entrare nel Paese dalla Siria, ora serve uno speciale permesso del Governo libanese).

L’avvocato Caterina Boca, di Caritas italia, ha fatto il quadro giuridico dello status di rifugiato e di profugo politico secondo la normativa europea. Valeria Gutierrez, della Comunità di S.Egidio, ha illustrato le principali iniziative dell’ associazione (come i corridoi umanitari) in atto attualmente in Italia per i profughi siriani e per gli immigrati in genere, e specialmente per chi richiede asilo politico; Nicola Lofoco, giornalista freelance, portavoce del movimento internazionale Uniti per Unire, dopo aver portato a tutti i saluti ufficiali del movimento, ha ricordato che “Sino a quando non si risolverà il conflitto israelo-palestinese, non potranno risolversi i problemi di questi profughi in Libano” (450.000, secondo i dati ufficiali delle associazioni palestinesi, distribuiti in 12 campi profughi).

“Il fallimento delle Primavere arabe – ha sottolineato Foad Aodi, fondatore di AMSI, Associazione Medici d’origine Straniera in Italia, e UMEM, Unione Medica Euromediterranea – si sta purtroppo traducendo in gravissimi disagi soprattutto per donne, bambini, anziani, in tante regioni del Mediterraneo. Urgono iniziative per salvare dalle sofferenze tutta questa gente, che spesso non usufruisce neanche della minima assistenza sanitaria; e per sottrarre le donne che arrivano in Europa alle violenze, e i minori ai mercato indegno dei trapianti, della violenza sessuale e del lavoro in nero  attualmente ci sono più di 10.000 minori, immigrati, dispersi in tutta Europa). Mentre è indispensabile una vera politica europea del settore, in Italia non siamo prevenuti contro alcuna forza politica, e anzi facciamo auguri al nuovo Governo che verrà: governo che, però, non dovrà assolutamente penalizzare l’integrazione costruttiva degli immigrati nella società italiana, e la cooperazione coi nostri Paesi d’origine: come proposto nel nostro recente progetto la “Buona Immigrazione”, basato su immigrazione programmata, rispetto del principio dei diritti e doveri uguali per tutti e accordi bilaterali coi Paesi d’ origine degli immigrati che arrivano in Italia “.

I numeri, registrati dall’agenzia ONU per i rifugiati (UNHCR), sono d’ una chiarezza impressionante. Giordania, Libano e Turchia stanno ospitando attualmente circa 4,4 milioni di soli profughi dalla Siria, giunta purtroppo al settimo ano di crisi interna. In Giordania, Paese di 6 milioni di abitanti, si trovano 2,7 milioni di rifugiati (tra questi almeno 700 mila siriani), mentre nel Libano, che ha 4,5 milioni di abitanti, i profughi sono 1 milione e mezzo. La Giordania ospitava già oltre due milioni di palestinesi e 55 mila iracheni; il Libano, 450 mila palestinesi e 30 mila iracheni. Ben più grande e popolosa, la Turchia accoglie 2,5 milioni di rifugiati. C’è una folta presenza di profughi anche in Egitto (più di 260 mila).

Fabrizio Federici

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