lunedì, 20 agosto 2018
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

Rino Capezzuoli
La politica del nulla
Pubblicato il 09-05-2018


Era da molto tempo evidente che saremmo giunti a questo punto, cioè alla politica del nulla. Purtroppo anche gli italiani sembrano contenti di questa situazione salvo poi lamentarsi e votare facendosi grattare la pancia dai cosiddetti populisti di turno che stanno dimostrando tutta la propria incapacità e pochezza ideale e politica senza neppure vergognarsi della propria ignoranza istituzionale. Era chiaro che con questa legge elettorale non si avrebbe avuto nessun vincitore e se torneremo a votare al più presto come sembra dalla voglia di questi dilettanti allo sbaraglio che illusi di poter prendere oltre il 40% sono pronti a sfasciare l’Italia con un’altra campagna elettorale più grottesca e fasulla di quella ci ha portato ai risultati attuali non cambierà quasi nulla. L’Italia è nel vuoto più assoluto.Possibile che gli italiani Non se ne rendano conto e si facciano abbindolare da un reddito di cittadinanza che non avrà mai le risorse per essere attuato ed anzi il giorno dopo le elezioni si mettano in fila per farne richiesta. AL sud sembra si sia passati dal voto mafioso al voto ai 5 stelle. Come se in questo paese non esistesse più nulla a cui aggrapparsi, forse sarebbe meglio un sentimento chiaro di protesta per altro già abbondante fra i nostri concittadini. Non esistono però coloro che lo dovrebbero guidare ed incanalare, cioè la sinistra i sindacati in mancanza di una classe dirigente all’altezza della crisi e senza risposte credibili per questi cittadini troppo spesso delusi. Vista questa situazione occorrerà veramente un sussulto al nostro paese per non finire nel balatro ormai dato per acquisito con troppa rassegnazione da tanti cittadini che lo dimostrano non andando più neppure a votare.

Rino Capezzuoli
Psi Chianti

Angela Merkel bce Berlusconi bersani CGIL crisi Donald Trump elezioni Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Inps ISTAT italia lavoro Lega legge elettorale Luigi di Maio M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Matteo Salvini Nencini Onu Oreste Pastorelli Paolo Gentiloni pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia senato Silvio Berlusconi UE UIL Unione europea USA



Commenti all'articolo
  1. A me sembra francamente un po’ prematuro distribuire pagelle così trancianti quali “politica del nulla”, e attenderei di vedere se si costituirà il nuovo Governo e come opererà, o quantomeno come muoverà i primi passi, diversamente si corre il rischio di emettere giudizi poco laici, se non pregiudiziali ed ideologici, che dovrebbero essere estranei allo spirito e alla cultura riformista (cui dovrebbero interessare soprattutto le azioni e i fatti, secondo almeno il mio punto di vista).

    Può anche spiacere l’esito fornito dalle urne del 4 marzo, come pare dirci quel “purtroppo” del secondo rigo, ma occorre prenderne doverosamente e rispettosamente atto, e non ripetere semmai l’errore di quando i voti venivano ritenuti “immacolati” e “cristallini” se premiavano una parte, e un po’ meno se andavano invece verso l’altra, e sempre con analoga logica definire i voti espressi con la testa o la pancia a seconda del come si orientano, e bisognerebbe altresì porsi una qualche domanda.

    Se i cittadini sono rimasti “senza risposte credibili” da parte della sinistra, è legittimo che si siano sentiti delusi e abbiano pertanto ritenuto di affidarsi ad altri “decisori” politici, e se la sinistra vuole riguadagnare consenso dovrebbe a mio avviso ripensare, se non rivedere, la propria posizione rispetto alle problematiche dei tempi nostri, visto che fino ad oggi le sue “ricette” non paiono aver funzionato, e qui la parte riformista può giocare un ruolo importante (a condizione tuttavia che non rimanga “appiattita” sull’altra).

    Quanto alla legge elettorale, che ora sembra essere di generale insoddisfazione, pur se venne nondimeno approvata con larga maggioranza, la parte rifomista potrebbe cimentarsi con tale delicata e complessa, ma nel contempo importante, materia, formulando una propria proposta, nell’eventualità che si arrivi a ridiscutere la norma, o nella previsione o ipotesi che si possa ricorrere ad una Assemblea costituente, e anche questo sarebbe un modo per marcare la propria specificità (e capacità di iniziativa).

    Paolo B. 13.05.2018

Lascia un commento