domenica, 19 agosto 2018
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

Rita Grassi
Considerazioni di un’iscritta
Pubblicato il 30-05-2018


Sono demoralizzata.

Sono incerta non solo sul lungo termine, mio e dei miei concittadini italiani ed europei, ma anche sulle mie azioni nel breve termine in quanto cittadina, ossia: cosa devo fare? Cosa prevede il mio senso civico in una situazione come quella che stiamo vivendo?

Dovrei forse prendermi una settimana di ferie per smentire post per post le fandonie che leggo sui social, nella speranza di far capire a uno su mille che va errando? O sarebbe una lotta con i mulini a vento? Dovrei mettermi l’animo in pace – si fa per dire – e non far nulla?

Non lo so, davvero.

Posso solo tentare di analizzare la situazione sociale di questo Paese, che è ciò che mi turba di più in assoluto.

Gli italiani sono sì vittime, ma di loro stessi. Sono vittime, in ordine sparso, di tanti errori:

– Primo, e di questo ne sono fermamente convinta, di una grave carenza educativa. Questa va ricercata nel livello culturale sempre più basso in cui versano e hanno versato gli studenti del bel Paese. Gli studenti “allevati” da insegnanti figli del 18 politico, dell’esame comprato all’università, di anni di riforme dell’istruzione volte più ad avere pena (sì, pena, non comprensione) dello studente mediocre piuttosto che spingerlo al miglioramento o punirlo con la bocciatura. Abbiamo prodotto orde di diplomati istruiti – si fa per dire – da educatori, non da insegnanti, tantomeno preparati. E qui la situazione diventa drammatica. Risollevare il livello qualitativo e quantitativo dell’istruzione è di enorme complessità, poiché ormai gli insegnanti attuali sono vittime loro stessi di questa diseducazione, in senso di mancanza di cultura e in senso di mancanza di senso civico. Superato questo punto, non si torna più indietro: e come chiedersi se è nato prima l’uovo o la gallina. Un circolo vizioso dal quale non c’è modo di uscire.

– L’errato e perverso utilizzo di internet e dei social. Ci rendiamo conto del fatto che internet sia la più potente fonte d’informazione a livello mondiale? Il concetto è: impariamo ad usarlo. Le più grandi bufale degli ultimi anni nascono da lì, ma grazie a internet muoiono. Quando leggiamo qualche notizia che ci appare, come dire, un po’ sopra le righe, invece di pubblicarla come un branco di pecore, andiamo a verificarla. Eppure ci sono ancora innumerevoli persone che pubblicano dopo aver letto le prime 3 parole.

– La politica dell’odio. Strettamente correlata con il punto precedente. Anche su questo punto dobbiamo andare a scavare indietro negli anni, quando con tangentopoli si iniziarono a sputare sentenze e veleni anche dove non era affatto necessario, anche dove si sarebbe andati a ledere l’identità e il buon nome di un Paese intero per scopi biechi (o per ignoranza sui dati di fatto). Per proseguire con un ventennio di odio da “la Repubblica” o da “Travaglio” e altri giornalisti di parte sparato a zero su un Berlusconi che ha avuto innumerevoli colpe… ma se qualcuno è stato condannato per calunnia evidentemente non tutto corrispondeva a verità. Dopodiché nessuno più ha avuto il modem 56K e la velocità della rete ha fatto sì che i giornalisti perdessero il controllo dell’informazione aggressiva. Ma è troppo tardi. Ormai i cittadini avevano imparato alla perfezione i metodi di aggressione verbale e spesso becera ed infondata, così da saturarne la rete.

– L’odio verso la Politica. Oh, mai errore fu più grande. E la piattaforma Rousseau è stata proprio la tomba della buona Politica. Politica significa di tutti e di tutti è sempre stata. La Politica è confronto, scontro, accordo o disaccordo. Ma va fatta non da leoni da tastiera (che dalla loro politica escludono a prescindere mia nonna che il PC non lo sa usare, quindi non ha voce) bensì bisogna tornare a parlare. Non volete tornare nelle sezioni (perché senza finanziamento ai partiti non ci si può permettere di pagarle)? Bene, trovatevi al bar. Urlatevi contro, datevi pacche sulle spalle, guardatevi negli occhi. Ma una persona in carne ed ossa non la puoi spegnere, la devi ascoltare quando ce l’hai davanti, hai un contraddittorio. E uno potrebbe convincere l’altro, invece che darsi man forte senza raffronto e fomentare complottismi ridicoli. Vorrei anche ricordare che la Politica è fatta dai politici. E cosa sono i politici se non cittadini scelti dai cittadini?

– La democrazia interna al Partito. Sarò sintetica: la democrazia prevede che non tutti siano d’accordo, ma la maggioranza vince. Quindi mi chiedo: perché mai ogni capoccetta di partito, se non l’ha vinta, fuoriesce e crea la sua cosina politica? E questo vale soprattutto per la sinistra italiana. Bisogna avere l’umiltà di accettare le decisioni della maggioranza. Se si è iscritti ad un partito è perché si crede nelle idee fondanti, non nel segretario di turno (o nel posto promesso).

– Infine vorrei aprire gli occhi a chi veramente è così ingenuo da pensare che le rivoluzioni partano dal popolo. NO! le rivoluzioni le fanno i popoli guidati da intellettuali (illuminati o folli che siano) che li guidano verso la retta via o la disfatta. Non pensate che il popolo, qualunque esso sia, sia in grado di organizzarsi e accordarsi su un’unica idea, nemmeno se il motore trainante fosse la fame.

– Il voto. Stolti coloro che si lavano le mani dicendo “ah, io non li ho di certo votati! Non voto da vent’anni!”. Vergogna! Il voto è un dovere prima di essere un diritto. E chi vota scheda bianca, considerati gli innumerevoli partiti presenti nella nostra penisola, evidentemente non ha avuto voglia e buona volontà di informarsi. Perché, chiaramente, non glie ne frega un tubo.

– Leggere: chi non legge (fino in fondo, aggiungerei, alla faccia di Pennac) non può comprendere.

– “Io me ne vado da questo paese che non ha nulla da offrirmi”: e se i partigiani avessero detto la stessa cosa? L’Italia siamo noi.

Detto ciò, ancora non so cosa fare per il mio Paese. Anche perché so bene che non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire.

Rita Grassi

Orgogliosamente socialista da sempre (perché chi studia la storia non può non esserlo)

Angela Merkel bce Berlusconi bersani CGIL crisi Donald Trump elezioni Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Inps ISTAT italia lavoro Lega legge elettorale Luigi di Maio M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Matteo Salvini Nencini Onu Oreste Pastorelli Paolo Gentiloni pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia senato Silvio Berlusconi UE UIL Unione europea USA



Commenti all'articolo

Lascia un commento