martedì, 16 ottobre 2018
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Opinioni e commenti
 

Salvini: sorpasso a sinistra e sterzata a destra
Pubblicato il 28-05-2018


Decisamente vien da dire: Salvini scarpe grosse cervello fino! Riporto integralmente un brano del precedente articolo smentito solo dalla tempistica accelerata di Salvini. Per mantenere unito di fronte al Paese il Movimento uno e trino viene scelto Conte che tutt’al più potrà resistere per un po’ di tempo se diventerà il Giano bifronte essendo Di Maio incollato agli altri due finché sono insieme. Questi i conti dentro il Movimento e fuori deve farli con Salvini, che per svuotare il suo vecchio alleato Berlusconi consoliderà il primato all’europee sfidando il M5 stelle a chi è più euroscettico e poi,facendosi carico della roba cara a Berlusconi, farà la pace col centrodestra per lanciare il guanto di sfida ai 5 stelle (Di Maio?), una vera e propria frana che si abbatterà sul ponte di Conte, che non sarà certo, stretto com’è, quello di Cavour. Il contratto ha dentro di sé tutte le contraddizioni per motivare la messa in mora dell’uno all’altro con reciproche accuse di tradimento. Un contratto che per non avvalorare le preoccupazioni di Mattarella ha parole rassicuranti mentre le scelte sono deflagranti nei confronti della nuova Europa da costruire e della sua autonomia nei confronti delle altre potenze mondiali. Un futuro che preannunzia il ritratto di Dante: ”Nave senza nocchiero in gran tempesta”. Intanto il gran nocchiero in questo passaggio decisivo c’è stato e passerà comunque alla storia per aver affrontato da solo, senza il partito di appartenenza ideale in cui si riconosce quel PD che ha tradito la lezione storica di Moro ed in particolare da Renzi che aveva avuto il merito di due assist formidabili come Mattarella e Gentiloni per restare in Europa da protagonisti insieme con Francia e Germania. Parlo come grande nocchiero, con i limiti costituzionali del suo incarico, di Sergio Mattarella e della destrezza e fermezza esercitate salvando in questo frangente l’onore dell’Italia agli occhi dell’Europa e del mondo. I telegiornali hanno parlato della circostanza che al Quirinale sono rimasti di stucco di fronte al rifiuto da parte di Salvini della disponibilità di Mattarella ad un’alternativa a Savona nella persona del suo più fidato collaboratore Giorgetti, a cui nessuno avrebbe impedito di trattare in Europa come si fa normalmente fissando i punti su cui confrontarsi rinviando ciascuno di essi ad un tavolo tecnico dove poter disporre di tutti i maggiori esperti a sostegno delle proprie tesi a cominciare da Savona. Non è un retro pensiero ma un avanti-pensiero, messo sull’avviso dalla Meloni quando gli aveva rimproverato di essere caduto nella trappola dei 5stelle.Il ragionamento prevalso è stato: perché confortati dal consenso crescente della Lega e del centrodestra di fronte all’arretramento dei 55stelle andare a spartire con loro il potere a partire dalla tavola imbandita del sottogoverno di tutti i rinnovi ed ingrossarli poiché nella trattativa Salvini da solo sarebbe penalizzato? Così si spiega il braccio di ferro col Quirinale e la sterzata a destra dopo il sorpasso a sinistra. Siamo solo agli inizi ed è bene ricordarsi il vecchio detto popolare: “Il diavolo fa le pentole ma no sempre il coperchio!” Se l’opposizione non continua a fare il morto a galla e si rimette a nuotare in direzione di un’Europa più solidale, che ci ha lasciati soli di fronte a tsunami epocali come l’immigrazione con tutti i rigetti cha suscitato, la fermezza di Mattarella avrà mantenuto il treno Italia sui binari tracciati dai padri nobili che hanno assicurato all’Europa settant’anni di pace vaccinandola dai tentativi disgregatori, esterni ed interni, questi sì da evitare per salvaguardare l’autonomia e la sicurezza nostra e di tutt’Europa.

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