venerdì, 17 agosto 2018
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Opinioni e commenti
 

Scrive Eugenio Galioto:
Di Maio messo alle corde da Salvini
Pubblicato il 29-05-2018


Alla fine chi ne è uscito con le ossa rotte da questa storia è il M5S che ha rinunciato alla premiership di Di Maio e ai consensi “di sinistra” pur di andare al governo con la Lega, per poi fallire nel tentativo, a causa proprio di un conflitto apertosi a partire da un ministro imposto da Salvini.

Non solo, dunque, non ha dato prova di capacità di governo (che è il ferro su cui da sempre battono i suoi avversari), ma ha dato in dote a Salvini gran parte dei suoi voti, regalando a questo e al centrodestra con Berlusconi una sicura vittoria alle prossime elezioni.

Come altre volte in passato, il M5S mostra una visione miope delle politica, per cui l’azione politica è ridotta a tattica, al tatticismo puro senza alcuno spessore strategico.
Che poi, a ben pensarci, è il contraltare di una visione della politica tutta ridotta al marketing e alla vendibilità del prodotto. Appunto una visione à la Casaleggio associati, abili a smanettare coi social media, deboli a fabbricare una classe dirigente “di partito” che sappia muoversi strategicamente.

Ora, se sono bravi e vogliono recuperare, anziché stare a parlare di impeachment fino alle prossime elezioni – almeno ‘sto lavoro fatelo fare alla Lega che vi ha vampirizzato! -, dovrebbero lavorare in parlamento su una semplice cosa: una nuova legge elettorale che favorisca le singole forze politiche, a discapito delle coalizioni. L’interesse sarebbe anche nelle corde del PD.

Un centrodestra diviso alle elezioni è l’unica possibilità che ha il M5S di tornare a essere il perno d’equilibrio e centrale nel panorama italiano, a partire dal quale imprescindibilmente le altre forze politiche sarebbero costrette a misurarsi.

Eugenio Galioto

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